Pubblicato il 9 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

La Resa dei Conti su Twitter

Pare, il con­di­zio­nale è d’obbligo, che si sia arri­vati alla resa dei conti, al momento in cui, l’alias di Lavi­tola abbia deciso, final­mente, di ras­se­gnare le sue dimis­sioni a breve.

Al momento le piazze finan­zia­rie euro­pee non sono ancora aperte ed è dun­que impos­si­bile sapere le rea­zioni alla noti­zia, anche se leg­gendo i titoli dei quo­ti­diani online di tutto il mondo non è dif­f­cile pre­ve­dere, anche da parte dei mer­cati, apprezzamento.

Uti­liz­zando stru­menti diversi di moni­to­rag­gio ho voluto veri­fi­care come, sia in ter­mini quan­ti­ta­tivi di cita­zioni che a livello di “sen­ti­ment”, di atteg­gia­mento, quale sia il vis­suto degli inter­nauti, ed in par­ti­co­lare di coloro che uti­liz­zano Twit­ter, alla notizia.

I valori asso­luti  del numero di tweet sono infe­riori a quelli dell’allu­vione di Genova di circa il 50%, con il picco mas­simo alle 17 di ieri, dopo la vota­zione alla Camera, di circa 3mila men­zioni per l’hashtag più “twit­tato”.  Una pos­si­bile inter­pre­ta­zione di tale dina­mica  risiede nell’ipotesi che vede Twit­ter più come mezzo di ser­vi­zio, di dif­fu­sione di infor­ma­zioni, che di commento.

L’analisi quan­ti­ta­tiva, effet­tuata con Topsy, dei tre ter­mini di ten­denza [tren­ding topics] rela­ti­va­mente all’ipotesi di dimis­sioni, evi­den­zia rife­ri­menti ben distinti con segna­la­zioni di infor­ma­zioni che si alter­nano a sbef­feg­gia­menti e satira .

#308, in rife­ri­mento ai voti otte­nuti dal Governo, l’hashtag con il mag­gior numero di men­zioni, men­tre, appunto, #lare­sa­dei­conti, quello con il ciclo di vita più lungo.

L’home page del sito inter­net della com­pa­gnia aerea low cost irlan­dese Rya­nair, in cui com­pare il viso del Pre­mier in primo piano, scelto per pub­bli­ciz­zare un’offerta di voli a basso costo  con accanto al volto lo slo­gan, anch’esso rivolto al [ex?] Pre­si­dente del Con­si­glio: “Caro Sil­vio — si legge — un’altra occa­sione per scap­pare con Rya­nair”, il rife­ri­mento con il mag­gior numero di tweet [2545 in que­sto momento] in assoluto.

Fa riflet­tere che le fonti infor­ma­tive che rag­gol­gono il mag­gior numero di men­zioni siano estere, con la BBC che com­ples­si­va­mente arriva ad oltre un migliaio di tweet e il New York Times a quota  593.  Tra le fonti ita­liane spicca RAINews24 che, come ho già segna­lato, sta facendo un buon lavoro su Twitter.

L’analisi del sen­ti­ment, misu­rato con due tool diversi per con­fronto dei risul­tati, non mostra in entrambi i casi ele­menti di par­ti­co­lare rilievo, con la mag­gio­ranza delle cita­zioni impo­state in ter­mini di satira o di mal­con­tento rispetto al fatto che Ber­lu­sconi non si sia dimesso con effetto imme­diato. Un pano­rama da “sfogatoio”.

In con­clu­sione, i dati emer­genti, nel com­plesso, invi­tano alla rifles­sione su capa­cità di infor­ma­zione e coin­vol­gi­mento attra­verso Twit­ter da parte dei media ita­liani nel loro insieme ed evi­den­ziano i limiti strut­tu­rali del mezzo le cui carat­te­ri­sti­che poco si pre­stano a con­ver­sa­zione e com­mento.  Sono entrambi aspetti non tra­scu­ra­bili nel pano­rama com­ples­sivo dell’ecosistema dell’informazione nel nostro Paese.

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