Posted on 1 novembre 2011 by

Il Giornale del Futuro?

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AUO, impresa nata dalla fusione tra Acer Display Tech­no­logy Inc. e Uni­pac Opto­e­lec­tro­nics Cor­po­ra­tion, durante una mani­fe­sta­zione fie­ri­stica ha pre­sen­tato un display che si distin­gue per fles­si­bi­lità, leg­ge­rezza e sot­ti­gliezza, tanto da ren­dere un 32″ spesso solo 3 mm.

Tra i diversi for­mati e le diverse solu­zioni pro­po­ste anche un pro­dotto che pare avere le poten­zia­lità per sba­ra­gliare e-readers e tablets attual­mente sul mercato.

Se sicu­ra­mente le carat­te­ri­sti­che ne fanno un sup­porto che pare adatto alla rea­liz­za­zione di un “e-newspaper”, ovvia­mente non sono asso­lu­ta­mente in grado di dire se effet­ti­va­mente sarà così. Certa invece è la distanza che inter­corre tra il limite della nostra imma­gi­na­zione, anche, quando par­liamo dei gior­nali del futuro e del futuro dei gior­nali, rispetto a ciò che invece siamo in grado poten­zial­mente di realizzare.

L’unico modo per sco­prire i limiti del pos­si­bile è avven­tu­rarsi un po’ più oltre, entro l’impossibile, scri­veva Blaise Pascal.

Affer­ma­zione che vale la pena di tenere in mente nel momento in cui fre­niamo la spe­ri­men­ta­zione per timore di insuc­cesso. Forse è dav­vero giunto il momento di ribal­tare l’approccio anche da que­sto punto di vista, ini­zando a chie­dersi quali siano i costi occulti della non spe­ri­men­ta­zione e della man­cata innovazione.

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