Pubblicato il 22 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

Nowism: Social Media & Informazione

James Suro­wieck, gior­na­li­sta sta­tu­ni­tense di rico­no­sciuta auto­re­vo­lezza, fa risa­lire il momento in cui i social media sono dive­nuti una parte rile­vante dell’ecosistema dell’informazione allo tsu­nami del 2005. Nella sua con­fe­renza sul tema spiega che:

In the world of blogs, there’s going to be before the tsu­nami and after the tsu­nami, because one of the things that hap­pe­ned in the wake of the tsu­nami was that, although ini­tially — that is, in that first day — there was actually a kind of dearth of live repor­ting, there was a dearth of live video — and some peo­ple com­plai­ned about this. They said, sort of, you know, the blog­sters let us down. What became very clear was that within a few days the out­pou­ring of infor­ma­tion was immense, and we got a com­plete and power­ful pic­ture of what had hap­pe­ned in a way that we never had been able to get before. And what you had was a group of essen­tially unor­ga­ni­zed, uncon­nec­ted wri­ters, video blog­gers, et cetera, who were able to come up with a col­lec­tive por­trait of a disa­ster that gave us a much bet­ter sense of what it was like to actually be there than the main­stream media could give us.

Si tratta di una ten­denza sem­pre più mar­cata che, sem­pre per iden­ti­fi­care ten­ta­ti­va­mente dei momenti topici di rife­ri­mento, dalla rivolta ira­niana del giu­gno 2009 vede in Twit­ter il “news stream”, la fonte dalla quale attin­gere le noti­zie più aggior­nate, per eccellenza.

Se indub­bia­mente rap­pre­senta un arric­chi­mento di fonti e punti di vista sugli avve­ni­menti di por­tata mon­diale, Twit­ter [o forse sarebbe meglio dire l’utenza di Twit­ter?] sem­bra afflitto dalla sin­drome di voler capeg­giare a tutti i costi rispetto agli altri media nell’essere la prima fonte in ordine tem­po­rale a dif­fon­dere noti­zie rilevanti.

E’ un feno­meno dif­fuso che non appar­tiene escl­si­va­mente ai social media ma è ormai carat­te­ri­stica inte­grante di una ten­denza gene­rale più ampia clas­si­fi­cata come nowism: il biso­gno di gra­ti­fi­ca­zioni ed infor­ma­zioni istan­ta­nee e costanti ben sin­te­tiz­zato dalla defi­ni­zione che ne for­ni­sce l’Urban Dictionary.

Ho veri­fi­cato per­so­nal­mente tra ieri e l’altroieri gli effetti deva­stanti che può avere sull’informazione con rife­ri­mento alle som­mosse popo­lari che stanno por­tando alla caduta dell’attuale regime in Libia.

Lo strea­ming con­ti­nuo di noti­zie dalla Libia su Twit­ter è carat­te­riz­zato da momenti di picco in seguito alla dif­fu­sione di infor­ma­zioni par­ti­co­lar­mente rile­vanti che ecci­tano gli animi e la dif­fu­sione.  Ecla­tante e signi­fi­ca­tiva a tale pro­po­sito la dina­mica rela­tiva alla pre­sunta fuga all’estero di Ghed­dafi con una prima indi­scre­zione che ottiene ben 2452 [a que­sto momento] ret­weet diven­tando di fatto noti­zia e gene­rando, oltre alla mia iro­nia,  una ridda di indi­scre­zioni, di bufale, nate su Twit­ter e riprese dai main­stream media frutto della ricon­corsa al pri­mato nella notizia.

Il nowism rischia di ucci­dere l’informazione con un rumore di fondo costante  di voci ed illa­zioni che si ricor­rono annul­lando di fatto  la posi­ti­vità di un flusso infor­ma­tivo con­di­viso e dif­fuso. Si tratta di una situa­zione che viene ben sin­te­tiz­zata da Carlo Dante nel suo «Minime Per­ve­nute»: “In prin­ci­pio fu il verbo, poi il discorso, poi l’affermazione, poi l’informazione, infine un chiasso infernale”.

Dif­fi­cile dire se si tratti di un appen­dice dell’effetto audi­tel per l’informazione online, di pro­pa­ganda, o, più sem­pli­ce­mente, di un ine­vi­ta­bile pas­sag­gio verso la matu­rità, verso una mag­giore con­sa­pe­vo­lezza, del ruolo dei social media nell’ambito più stret­ta­mente infor­ma­tivo in chiave gior­na­li­stica.  Cer­ta­mente rap­pre­senta una deriva poten­zial­mente dan­nosa da tenere in con­si­de­ra­zione alla quale attual­mente non resta che porre rime­dio affi­dan­dosi a fonti sul campo e di rico­no­sciuta affi­da­bi­lità.

- Ante­prima della Prima Pagina del NYT del 22.02.2011 -

Profile photo of Pier Luca Santoro
Social

Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Digital Marketing Manager @etalia_net | Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
Profile photo of Pier Luca Santoro
Social

Latest posts by Pier Luca San­toro (see all)

Creative Commons License
This work, unless other­wise expres­sly sta­ted, is licen­sed under a Crea­tive Com­mons Attribution-NonCommercial 4.0 Inter­na­tio­nal License.