Archive: 9 agosto 2011

Pubblicato il 9 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

Il Mezzo NON è il Messaggio

Il quo­ti­diano tori­nese La Stampa sta­mane, in uno degli arti­coli dedi­cati agli scon­tri in atto da tre giorni in Inghil­terra, titola: “Lon­dra, la rivolta corre su Twit­ter”, lasciando inten­dere  che il tam tam sui social net­work sia respon­sa­bile dei fatti.

E’ oppor­tuno spe­ci­fi­care che si tratta, ad essere bene­voli, di un’inesattezza, poi­chè in realtà il mezzo pre­va­len­te­mente uti­liz­zato dai gio­vani per coor­di­narsi è stato il Blac­k­Berry Mes­san­ger, ser­vi­zio di mes­sag­ge­ria istan­ta­nea che non è pos­si­bile clas­si­fi­care come social network.

Ciò pre­messo, in que­ste ore i cit­ta­dini bri­tan­nici stanno uti­liz­zando i social media ed i social net­work esat­ta­mente in maniera opposta.

Sotto la deno­mi­na­zione di «Riot Clean Up» è un fio­rire di ini­zia­tive spon­ta­nee delle diverse comu­nità di resi­denti che si orga­niz­zano e coor­di­nano attra­verso distinte moda­lità e mezzi, sfrut­tando la Rete, per rista­bi­lire una situa­zione di normalità.

Si va dalle com­mu­nity che si danno appun­ta­mento per pulire i quar­tieri deva­stati, alle pagine su Face­book desti­nate al mede­simo scopo o, addi­rit­tura, per segna­lare con foto e video atti di van­da­li­smo ed autori; com­pito al quale è dedi­cato anche un micro­blog su Tum­blr così come avviene con Flickr.

Si tratta di una ten­denza pre­sente anche su Twit­ter dove i mes­saggi a favore della puli­zia [#riot­clea­nup] hanno quasi pareg­giato quelli di nar­ra­zione, più o meno rea­li­stica e più o meno par­ti­giana su, come ven­gono chia­mati in inglese, i riots [#londonriots].

Il mezzo non è il messaggio.

Per appro­fon­dire: 1234

Pubblicato il 9 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

Radio Clash

The Clash sono stati uno dei gruppi più rap­pre­sen­ta­tivi del punk rock bri­tan­nico. Clash, per chi non lo sapesse, signi­fica scon­tro, con­flitto, ma anche frastuono.

L’associazione tra il nome del gruppo e gli eventi di que­sti ultimi tre giorni in Gran Bre­ta­gna mi è stata natu­rale, spontanea.

Uno dei loro tanti suc­cessi dell’epoca è stato “This Is Radio Clash” men­tre deci­sa­mente meno noto, come spesso avviene, il lato B del sin­golo inti­to­lato più sem­pli­ce­mente “Radio Clash”. Della stessa iden­tica durata e con­ce­piti come sin­gola entità, come se il secondo fosse una con­ti­nua­zione del primo pezzo, nelle inten­zioni della band bri­tan­nica. Men­tre il più noto ini­zia con “This is Radio Clash on pirate satel­lite, Orbi­ting your living room, cashing in the bill of rights”, l’altro apre così: “This is Radio Clash resu­ming of tran­smis­sion, bea­ming from the moun­tain tops using aural ammunition”.

Testi che ben si adat­tano, descri­ven­dola per tra­slato, alle tec­no­lo­gie ed alle moda­lità di comu­ni­ca­zione uti­liz­zate dai gio­vani delle peri­fe­rie delle città inglesi per coor­di­narsi nell’azione.

Azioni che in que­sto caso non hanno visto in Twit­ter il mezzo di coor­di­na­mento, come avve­nuto in altre occa­sioni, ma indub­bia­mente stru­mento di ampli­fi­ca­zione ed anche di repor­ting dei fatti.

Sulle solu­zioni poten­ziali per distin­guere il rumore di fondo dalle noti­zie e su come il citi­zen jour­na­lism via Twit­ter possa diven­tare effet­ti­va­mente una fonte accre­di­tata di infor­ma­zioni tutti da leg­gere gli spunti di Mar­tin Bryant dagli spazi di TNW.