Posted on 8 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

Ricerca & Sviluppo Editoriale in Crowdsourcing

Il New York Times, dopo averlo annunciato da tempo, ha finalmente reso accessibile ai visitatori dell’edizione online [anche ai non paganti] il proprio sito di beta testing pubblico dove gli utenti possono sperimentare nuove applicazioni e caratteristiche che potrebbero essere poi rese definitivamente disponibili agli internauti.

Beta620, questo il nome leggermente criptico dato all’iniziativa, è online da ieri e attualmente presenta sette distinte aree progettuali:

  • TimesInstant: Come dichiarato dagli stessi sviluppatori, fortemente ispirato a Google Instant Search, migliora e velocizza l’esperienza di ricerca di temi ed informazioni all’interno del sito del quotidiano statunitense
  • Community Hub: E’ l’unica applicazione che richiede obbligatoriamente di essere utenti registrati per poterla usare. Crea una sorta di pannello di controllo dal quale visualizzare le interazioni, i commenti, agli articoli pubblicati. Secondo quanto dichiarato, a breve dovrebbe essere possibile visualizzare in maniera specifica i commenti dei prpri contatti su Facebook e la rappresentazione grafica della storia, della timeline, dei commenti.
  • Crosswords Web app: Le parole crociate del NYT in html5 da fare anche senza necessità di essere connessi.
  • Longitude: Mappa interattiva con la geolocalizzazione delle notizie e la possibilità di approfondire le informazioni [vd. immagine sottostante]
  • The Buzz: I dati di quanta attenzione ha ottenuto un determinato articolo in termini di condivisione all’interno dei diversi social network. Attualmente visualizza solo informazioni relative a Facebook e Twitter.
  • Smart Search Bar: Applicazione che consente la ricerca semantica di quanto d’interesse e visualizza i risultati senza mai uscire dalla home page.
  • Times Companion: Informazione contestuale e preview delle stesse.

Difficile giudicare dopo solo un giorno le potenzialità di ciascuna proposta, anche se di primo acchito, per quello che mostrano ad ora, Longitude e Times Istant mi sembrano le  più promettenti.

Interessante ed apprezzabile la filosofia di fondo del progetto, simile concettualmente al recentemente seppellito Google Labs, di fare ricerca e sviluppo in crowdsourcing.

Ulteriore evoluzione dell’ecosistema dell’informazione, dal citizen journalism al citizen tester. Da seguire con attenzione per monitorarne sviluppi e risultati.