luglio 2011

Pubblicato il 22 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

La Macchina dell’Influenza

«The Influen­cing Machine», libro di recen­tis­sima pub­bli­ca­zione, rea­liz­zato da Brooke Glad­stone, gior­na­li­sta ed esperta di media, è una straor­di­na­ria ana­lisi dei media e del giornalismo.

Il libro è inte­ra­mente rea­liz­zato a fumetti, gra­zie alle illu­stra­zioni di Josh Neu­feld, rias­sume l’evoluzione dei media e del gior­na­li­smo dalla loro nascita ai  giorni nostri ana­liz­zan­done cam­bia­menti ed evoluzioni.

Slate ne ha pub­bli­cato un’ampia pre­view che con­sente di apprez­zare il tratto, la qua­lità e lo stile. Il trat­ta­mento da gra­phic novel non con­cede nulla all’incisività ed alla pro­fon­dità  del libro.

La tesi soste­nuta dall’autrice è che i media non siano una mac­china dell’influenza sull’opinione pub­blica come viene nor­mal­mente rite­nuto, bensì un riflesso della stessa.

In tempi nei quali il numero di pagine viste e algo­ritmi inziano a con­di­zio­nare sem­pre più le scelte edi­to­riali que­sto potrebbe essere dram­ma­ti­ca­mente realistico.

Pubblicato il 21 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Perchè le Persone Condividono i Contenuti in Rete

“The New York Times” ha pub­bli­cato i risul­tati di uno stu­dio sulle moti­va­zioni che spin­gono le per­sone a con­di­vi­dere i con­te­nuti in Rete.

La ricerca è stata fina­liz­zata sia uti­liz­zando meto­do­lo­gie di ana­lisi qua­li­ta­tiva, con inter­vi­ste per­so­nali, che quan­ti­ta­tiva, con l’osservazione durante una set­ti­mana di com­por­ta­menti e moda­lità di con­di­vi­sione. Sono state ana­liz­zate com­ples­si­va­mente 2.500 per­sone che con­di­vi­dono  con­te­nuti con inten­sità media e forte.

Lo stu­dio ha iden­ti­fi­cato cin­que moti­va­zioni prin­ci­pali che spin­gono le per­sone alla con­di­vi­sione, tre delle quali sono ego rife­rite in ter­mini di rap­pre­sen­ta­zione di se stessi di fronte agli altri ed auto affer­ma­zione. In tal senso la defi­ni­zione di sta­tus — sfera sem­bra cal­zante, rap­pre­sen­ta­tiva di buona parte delle per­sone che popo­lano la Rete.

Sono stati iden­ti­fi­cati 6 clu­ster di per­sone sulla base delle moti­va­zioni psi­co­lo­gi­che comuni. Ogni gruppo di per­sone è seg­men­tato in fun­zione delle moti­va­zioni emo­zio­nali, il ruolo della con­di­vi­sione nella pro­pria vita ed il valore attri­buito ad essere il primo a con­di­vi­dere una deter­mi­nata infor­ma­zione. Si va dagli altrui­sti ai car­rie­ri­sti pas­sando per net­wor­kers e selet­tivi.

Le con­clu­sioni dello stu­dio offrono spunti utili per faci­li­tare, per favo­rire il pro­cesso di con­di­vi­sione e dun­que il pas­sa­pa­rola online.

“The Psy­cho­logy of Sharing”è un utile sup­porto per mar­ke­ters e comu­ni­ca­tori che for­ni­sce ele­menti di cir­con­sta­ta­zione e qua­li­fi­ca­zione del pro­cesso di coin­vol­gi­mento delle per­sone online.

Pubblicato il 20 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Torte in Faccia su Twitter

The Guar­dian, fedele alla linea del «digi­tal first», con­ti­nua ad inno­vare rispetto a cosa sia, e come possa essere rap­pre­sen­tata, una notizia.

Ne è un ottimo esem­pio la time­line inte­rat­tiva delle rea­zioni su Twit­ter dell’udienza davanti al Par­la­mento Bri­tan­nico di Mur­doch senior e junior.

Da notare la con­co­mi­tanza tra il ten­ta­tivo di lan­cio della torta di schiuma da barba da parte del comico anar­chico e l’esplosione di cita­zioni sulla piat­ta­forma di microblogging .

- Clicca per Acce­dere alla Ver­sione Interattiva -

Pubblicato il 20 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Concentrazione di Poteri

L’infografica rea­liz­zata da Masha­ble, sep­pur neces­sa­ria­mente arti­co­lata e com­plessa, si distin­gue per com­ple­tezza e faci­lità di comprensione.

Emer­gono con chia­rezza due aspetti:

  • Inter­con­nes­sione tra aziende rivali sul mer­cato, quali, ad esem­pio, Goo­gle e Facebook.
  • Forte con­cen­tra­zione dei poteri, a colpi di acqu­si­zioni, nelle mani di pochi sog­getti. Big players che domi­nano diret­ta­mente, e indi­ret­ta­mente attra­verso le controllate/consociate, nell’ambito della tec­no­lo­gia, dell’information com­mu­ni­ca­tion tec­no­logy ed ine­vi­ta­bil­mente della Rete.

Il vil­lag­gio glo­bale è nelle mani dei soliti noti.

- Clicca per Ingrandire -

Pubblicato il 19 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Quali Metriche per i Quotidiani Online

Sino a que­sto momento, com­plice una scarsa red­di­ti­vità delle reve­nues pub­bli­ci­ta­rie deri­vanti dal digi­tale, i quo­ti­diani hanno pun­tato pre­va­len­te­mente sui volumi di traf­fico, sulle pagine viste, con­cen­tran­dosi nella mag­gior parte dei casi sulla quan­tità di visitatori.

Brian Storm, fon­da­tore di Media Storm, parla pro­vo­ca­to­ria­mente di inse­rire la por­no­gra­fia all’interno delle edi­zioni online dei quo­ti­diani se è que­sto l’obiettivo, defi­nendo quali a suo avviso sono dav­vero le metri­che di successo.

La misura della qua­lità passa attra­verso la capa­cità di coin­vol­gere il let­tore e com­por­ta­menti etici sostiene Brian Storm.

Dif­fi­cile non essere d’accordo anche se pro­ba­bil­mente molte aziende dif­fi­cil­mente soster­reb­bero con i loro inve­sti­menti que­sta scelta.

Pubblicato il 19 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Morto Rupert Murdoch

Durante la notte è morto Rupert Mur­doch, secondo quanto ripor­tato dalla poli­zia sareb­bero stati tro­vati dei fla­coni vuoti di tran­quil­lanti accanto al cada­vere dell’ottantenne magnate dei media.

Que­sta in sin­tesi la noti­zia apparsa durante la notte nell’edizione online di «The Sun» e «The Times», entrambi di pro­prietà di News Corporation.

Si tratta in realtà di un azione di hac­king da parte di Lulz­Sec, gruppo che in pas­sato aveva già attac­cato i siti di alcune società che col­la­bo­rano con l’Fbi e la Cia, che ne dà trion­fal­mente annun­cio su Twit­ter come avrebbe potuto com­pren­dere un osser­va­tore attento guar­dano il fondo della pagina web.

Al momento in cui viene redatto que­sto arti­colo il sito del Sun è stato ripri­sti­nato men­tre quello del Times risulta ancora irrag­giun­gi­bile. Mag­giori det­ta­gli nella colonna Bits del New York Times.

Sono giu­sti­zia­li­smi pres­sa­po­chi­sti che ser­vono sola­mente ad esal­tare l’ego di chi li compie.

Pubblicato il 18 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Attention Catcher

L’utilizzo del corpo delle donne nella comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria, spesso fuori con­te­sto se non fuori luogo,  è legato all’idea che possa essere ele­mento per atti­rare l’attenzione nei con­fronti della marca/prodotto dell’annuncio.

I risul­tati di una ricerca di Eye­Track­Shop sem­bre­reb­bero dimo­strare il contrario.

Lo stu­dio, secondo quanto ripor­tato dal Daily Mail, ha sot­to­po­sto ad un cam­pione di uomini e donne due recenti cam­pa­gne pub­bli­ci­ta­rie di H&M e Ree­bok la cui cen­tra­lità del visual è il corpo di una donna iden­ti­fi­cando i punti di atten­zione, il per­corso ed il tempo di per­ma­nenza per cia­scuno degli ele­menti dell’annuncio.

In entrambi i casi il brand ed il pro­dotto sono gli ultimi ele­menti sui quali si foca­lizza l’interesse, ed il tempo speso, sia da parte degli uomini che delle donne.

La sot­tile, ma non tra­scu­ra­bile, distin­zione tra atti­rare l’attenzione e susci­tare l’interesse ed il coin­vol­gi­mento nei con­fronti del messaggio.

[Via]

Pubblicato il 17 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Il Percorso Ideale per la Costruzione della Fiducia in Rete

Mark Smi­ci­klas, Digi­tal Stra­te­gist di Inter­sec­tion Con­sul­ting, pro­pone quello che dovrebbe essere il per­corso ideale per la costru­zione della fidu­cia in Rete.

Sono 8 pas­saggi chiave con­cet­tual­mente inec­ce­pi­bili le cui indi­ca­zioni appa­iono tanto utili quanto ancora scar­sa­mente appli­cate, poi­chè richie­dono a monte un cam­bia­mento di men­ta­lità e di forma orga­niz­za­tiva che restano pre­va­len­te­mente disat­tesi da parte della mag­gio­ranza delle imprese.

C’è ancora dav­vero tanto lavoro da fare prima di appli­care dif­fu­sa­mente i con­cetti che l’infografica sintetizza.

Pubblicato il 16 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Google Games

E’ di ieri l’annuncio da parte di Goo­gle dell’introduzione di cri­teri di ricom­pensa per coloro che leg­ge­ranno e con­di­vi­de­ranno il mag­gior numero di arti­coli su Goo­gle News.

Basan­dosi fon­da­men­tal­mente sulle mede­sime dina­mi­che di four­square, atti­vando mec­ca­ni­smi tipici di poin­ti­fi­ca­tion, al let­tore sono offerti dei badge che pos­sono essere gua­da­gnati non solo in base alla fre­quenza di let­tura e con­di­vi­sione ma anche in fun­zione degli argo­menti. I badge di default sono pri­vati ma pos­sono essere a loro volta con­di­visi per favo­rire ulte­rior­mente per­so­na­liz­za­zione e dif­fu­sione. Evi­dente l’obiettivo di aumen­tare la per­ma­nenza pre­mian­dola con que­sta modalità.

Al tempo stesso una ricerca appro­fon­dita su Goo­gle+ ha sve­lato lo stato di avan­za­mento della pro­get­ta­zione di una piat­ta­forma di social gaming deno­mi­nata Goo­gle games. In base al codice ed alle API rive­late par­rebbe che  il pro­getto pre­veda la con­di­vi­sione e la pos­si­bi­lità di gio­care  con la pro­pria cer­chia di amici su Google+.

L’ennesimo segnale di prove tec­ni­che di dif­fu­sione di massa della gami­fi­ca­tion delle informazioni.

Pubblicato il 15 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Prove Tecniche di Diffusione di Massa della Gamification delle Informazioni

In «New­sga­mes: Jour­na­lism at Play», libro di recente pub­bli­ca­zione dedi­cato ad ana­liz­zare il poten­ziale della gami­fi­ca­tion e delle sue diverse appli­ca­zioni al gior­na­li­smo, un intero capi­tolo è dedi­cato all’infografica.

Il fatto che le info­gra­fi­che più dif­fuse, sino all’attuale abuso del mezzo, siano pre­va­len­te­mente  sta­ti­che, sem­plici visua­liz­za­zioni di sin­tesi delle infor­ma­zioni, non deve con­di­zio­nare la valu­ta­zione del valore dello stru­mento che oltre a pre­starsi a livelli diversi di inte­rat­ti­vità può essere decli­nato anche come un vero e pro­prio gioco.

Gli autori del libro, a titolo esem­pli­fi­ca­tivo, con­cen­trano la loro atten­zione su   «Bud­get Hero», dimo­stra­zione con­creta di come tra­sfor­mare un foglio di cal­colo in un gioco, spie­gando che quelli che ven­gono rac­colti nella defi­ni­zione di info­gra­phic games aggiun­gono con­te­sto e faci­lità d’interpretazione all’informazione for­nendo significato.

In que­sti giorni Visual.ly sta lan­ciando un ser­vi­zio aperto a tutti per appunto con­sen­tire a chi lo desi­deri di rea­liz­zare con faci­lità una pro­pria info­gra­fica. La pre­emp­tion, il pre­ri­la­scio, è stato dif­fuso con­sen­tendo di rea­liz­zare un’info­gra­fica per­so­na­liz­zata, «Twit­te­rize your­self», che, come dice il nome, sin­te­tizza il pro­prio pro­filo su  Twit­ter e, volendo, con­sente di visua­liz­zarlo in con­fronto ad un’altra per­sona a scelta.

Sono prove tec­ni­che di dif­fu­sione di massa della gami­fi­ca­tion delle informazioni.

Newer Posts
Older Posts