Archive: 8 luglio 2011

Pubblicato il 8 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Bollettino dal Futuro dell’Informazione

The Eco­no­mist di que­sta set­ti­mana nella ver­sione car­ta­cea, e per buona parte del mese di luglio nell’edi­zione online, dedica ampio spa­zio al futuro dell’informazione.

Lo spe­ciale riper­corre le tappe dell’evoluzione degli ultimi anni sia sotto il pro­filo con­cet­tuale di svi­luppo di nuovi gior­na­li­smi, in ter­mini di mezzi e for­mat, che di ana­lisi delle dina­mi­che eco­no­mi­che offrendo al let­tore un pano­rama dav­vero esau­riente dello stato dell’arte.

L’infografica sot­to­ri­por­tata rap­pre­senta un’ottima sin­tesi per avere a colpo d’occhio un’idea dello sce­na­rio di rife­ri­mento o, in alter­na­tiva, un rapido rias­sunto per fret­to­losi e distratti che non voles­sero dedi­carsi alla let­tura di tutti gli articoli.

Pubblicato il 8 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Mi Interessa il Secondo Paragrafo

Lo scan­dalo delle inter­cet­ta­zioni dei tele­foni delle vit­time di delitti da parte di gior­na­li­sti e la deci­sione di chiu­dere “News of the World” stanno scuo­tendo il mondo del giornalismo.

The Guar­dian vi ha dedi­cato un appo­sito spa­zio con aggior­na­menti in tempo reale al quale fanno rife­ri­mento, diret­ta­mente o indi­ret­ta­mente, la mag­gior parte dei prin­ci­pali organi d’informazione del mondo. La pagina di Face­book del quo­ti­diano inglese [che conta più di 87mila fans] è colma di com­menti, tutti da leg­gere, sul fatto.

Nel Regno Unito esi­ste una netta distin­zione tra la stampa seria e quella sen­sa­zio­na­li­sta, i tabloid, cosa che non avviene nella mag­gior parte dei casi nelle altre nazioni, Ita­lia inclusa, dove invece la distin­zione è pre­va­len­te­mente in ter­mini di rife­ri­mento ter­ri­to­riale con una divi­sione basata su stampa nazio­nale e locale.

Nello spez­zone di “Front Page”, film cult da vedere e rive­dere per chi si inte­ressa di gior­na­li­smo, ripro­po­sto nel video, Wal­ter Mat­thau dice a Jack Lem­mon [1.14″] “chi dia­volo vuoi che legga il secondo para­grafo?”.   Dichia­ra­zione di effi­ca­cia gior­na­li­stica ma anche di disprezzo nei con­fronti dell’approfondimento della noti­zia pro­prio di un’informazione degna di que­sto nome.

Quello che è avve­nuto con “The News of the World” è un avver­ti­mento che non deve rima­nere ina­scol­tato sui limiti che è neces­sa­rio adot­tare nella lotta per atti­rare audience che genera un gior­na­li­smo falso, esa­spe­rato, più vicino all’intrattenimento, al gos­sip, che all’informazione.

Di que­sto sono respon­sa­bili tanto coloro che lavo­rano nei gior­nali quanto i let­tori che forse da troppo tempo hanno rinun­ciato ad avere un’informazione seria ed equilibrata.

Se la stampa, ed i quo­ti­diani in par­ti­co­lare, sono un ele­mento impre­scin­di­bile per una demo­cra­zia moderna, come viene spesso viene affer­mato, è ora che tor­nino al ruolo di “cane da guar­dia”, abban­do­nando spet­ta­co­la­riz­za­zioni ed esa­spe­ra­zioni fini solo a se stesse [ri]conquistando il loro ruolo di organi d’informazione al ser­vi­zio del let­tore, del cittadino.

Mi inte­ressa il secondo paragrafo.

Update: Pare che anche Luca De Biase sia d’accordo.