maggio 2011

Pubblicato il 24 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

L’iPad Non Fa Notizia

Dall’apertura dell’app store ad oggi sono state rea­liz­zate oltre 500mila appli­ca­zioni per i device della Apple.

Gigaom pub­blica l’infografica che sin­te­tizza gli svi­luppi dal luglio 2008 ad oggi.

I gio­chi sono la cate­go­ria più dif­fusa anche per quanto riguarda le appli­ca­zioni a pagamento.

Buona la posi­zione dei libri men­tre le noti­zie pesano solo il 2% del totale.

Secondo i dati dif­fusi da Niel­sen non vi è esatta cor­ri­spon­denza tra numero di appli­ca­zioni rea­liz­zate ed uti­lizzo delle per­sone del tablet. Cer­ta­mente le appli­ca­zioni per la let­tura di noti­zie sono il fana­lino di coda per entrambe le fonti.

Pubblicato il 24 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

Utilizzare il Papillon nella Comunicazione

Come pro­ba­bil­mente molti sanno il ter­mine adver­ti­sing, comu­ne­mente adot­tato anche in Ita­lia in sosti­tu­zione di comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria, deriva dal latino adver­tere: vol­gere verso.

In tal senso la pub­bli­cità tra­di­zio­nal­mente mira a vol­gere la mente del com­pra­tore o del con­su­ma­tore verso l’acquisto attra­verso quat­tro pas­saggi fondamentali:

  • Cono­scenza della marca/prodotto
  • Atteg­gia­mento verso la marca
  • Inten­zione d’acquisto
  • Faci­li­ta­zione d’acquisto

Un pro­cesso con­ce­pito e rap­pre­sen­tato in maniera lineare che pro­pone un modello par­ziale ed ina­de­guato rispetto alla realtà attuale, la cui com­ples­sità viene ben illu­strata nella revi­sione effet­tuata da Forrester.

Jaffe Juice, inter­vi­stato recen­te­mente nel corso di  The Asso­cia­tion of Natio­nal Adver­ti­sers Brand Con­fe­rence tenu­tasi a New York in aprile, ha ripreso ed illu­strato i con­cetti espressi nel suo libro che l’immagine sot­to­stante esem­pli­fica in sintesi.

Il pro­cesso tra­di­zio­nale è solo parte ini­ziale del per­corso che si svi­luppa attra­verso il trat­te­ni­mento, la fide­liz­za­zione, che a sua volta, gra­zie alla con­ver­sa­zione favo­rita dai social media,  porta all’attivazione di nuovi con­tatti con per­sone nuove.

Il modello a papil­lon del nuovo fun­nel enfa­tizza la tra­sfor­ma­zione del mar­ke­ting da ospite non invi­tato in uno ben­ve­nuto e di grande valore.

E’ un per­corso che deve essere svi­lup­pato, anche, in ambito edi­to­riale dove si rischia la frat­tura tra la rea­liz­za­zione di nuove forme e for­mati di por­tare l’informazione alle per­sone e l’arretratezza dei com­parti mar­ke­ting azien­dali delle imprese edi­to­riali del nostro paese per i quali que­sta disci­plina con­ti­nua a com­ba­ciare esclu­si­va­mente con ope­ra­zioni di cut price, abbi­na­mento pro­dotti [ban­ded] e “col­la­te­rali” di ogni genere e sorta.

Pubblicato il 23 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

Prove Generali di Convergenza Editoriale

Un numero cre­scente di pub­bli­ca­zioni pro­pone pac­chetti di abbo­na­mento che con­ten­gono offerte di sot­to­scri­zione sia al for­mato car­ta­ceo che a quello digitale.

Le poli­ti­che di pri­cing sono le più diverse, con casi nei quali il for­mato car­ta­ceo è offerto com­preso nell’abbonamento all’edizione digi­tale, o con un sovrap­prezzo irri­so­rio, e casi dia­me­tral­mente oppo­sti in cui il digi­tale, l’edizione online, viene pro­po­sta come edi­zione acces­so­ria rispetto a quella cartacea.

Non vi è dub­bio, al di là dei distin­guo, che si stia assi­stendo a prove gene­rali di con­ver­genza editoriale.

Se cer­ta­mente il «mar­ke­ting di suc­cesso» enfa­tizza l’audience rispetto al canale, è oppor­tuno iden­ti­fi­carne con suf­fi­ciente pro­fon­dità i diversi seg­menti poi­chè le rispo­ste non sem­pre sono quelle scon­tate dei luo­ghi comuni.

Molto pro­ba­bil­mente bassa pene­tra­zione dei device ed una ele­va­tis­sima con­cen­tra­zione di nuovi let­tori rap­pre­sen­tano in pro­spet­tiva a medio-lungo ter­mine una impor­tante oppor­tu­nità che impone una giu­sta sperimentazione.

Spe­ri­men­ta­zioni che attual­mente restano sulla carta, in ogni senso.

Pubblicato il 23 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

[In]Seguiti dai Social Network per Piacere

Risuona ancora l’eco dell’allarmismo, ormai sopito, delle per­sone che, con accenti diversi, si sono pre­oc­cu­pate chi di essere spiate dall’azienda di Steve Jobs chi dal Governo arri­vando ad evo­care i fan­ta­smi del grande fra­tello di Orwell.

Il Wall Street Jour­nal segnala ora che gli stru­menti di con­di­vi­sione di Face­book e di Twit­ter per­met­tono di trac­ciare le nostre abi­tu­dini di navi­ga­zione i cui dati ver­reb­bero custo­diti ed uti­liz­zati a fini pub­bli­ci­tari con­sen­tendo una pro­fi­la­zione delle per­sone che è in grado di deter­mi­nare per­fino il nome del soggetto.

Four­square, la più cele­bre delle appli­ca­zioni di geo­lo­ca­liz­za­zione, nel 2010 ha regi­strato una cre­scita dell’utenza del 3400% ed attual­mente più di sei milioni di per­sone nel mondo la uti­liz­zano quo­ti­dia­na­mente segna­lando oltre alla loro col­lo­ca­zione geo­gra­fica esatta pre­fe­renze ed abitudini.

Circa un anno fa 7500 per­sone hanno ven­duto la pro­pria anima ad una catena di negozi di video­ga­mes che aveva inse­rito nei con­tratti in Rete una clau­sola d’acquisto legal­mente valida, in cui ha posto la ces­sione dell’anima del com­pra­tore come con­di­zione della cor­ri­spon­denza tra domanda e offerta di ven­dita. . La clau­sola è nata come una beffa, ma è ser­vita al ven­di­tore per evi­den­ziare che la gran­dis­sima mag­gio­ranza dei clienti non legge i con­tratti di acqui­sto e le aziende pos­sono per­met­tersi d’inserire i ter­mini e le con­di­zioni di ven­dita che vogliono.

Utenti che temono per la pro­pria pri­vacy ma sono pronti a ven­dere la pro­pria anima per gioco dimo­strano la dif­fe­renza tra dif­fu­sione del mezzo e cono­scenza ed uti­lizzo con­sa­pe­vole dello stesso.

 

Pubblicato il 22 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

Collante Flamenco

Il Metro­pol Para­sol è il nuovo progetto-simbolo di Sivi­glia rea­liz­zato in meno di due anni ed inau­gu­rato il 27 marzo scorso.

L’ opera è stata rea­liz­zata per riqua­li­fi­care Plaza de la Encar­na­ciòn. I pila­stri por­tanti della strut­tura diven­gono punti di accesso al museo sot­ter­ra­neo, alla piazza ed al ponte pano­ra­mico, defi­nendo ideal­mente una rela­zione unica tra la parte sto­rica della città e quella con­tem­po­ra­nea.  Per unire i mate­riali della costru­zione è stata uti­liz­zata una “super colla” che li tiene assieme ma non abba­stanza per con­giun­gerli completamente.

E’ in que­sto sce­na­rio che si tiene una delle “acam­pa­das” del movi­mento degli indi­gnati spagnolo.

Il video ne mostra uno dei momenti men­tre gio­vani e meno gio­vani into­nano una can­zone di pro­te­sta a ritmo di fla­menco dimo­strando paci­fi­ca­mente quale sia la cen­tra­lità dei biso­gni delle persone.

A mar­gine si segnala l’infografica rea­liz­zata da “The Eco­no­mist” sulla situa­zione sociale ed eco­no­mica in Europa, una rac­colta straor­di­na­ria di imma­gini pub­bli­cata da “The Atlan­tic”  sulla pri­ma­vera spa­gnola e alcuni dei prin­ci­pali stru­menti che gli indi­gna­dos stanno uti­liz­zando in rete.

Pubblicato il 21 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

Ristabilire le Definizioni

La pro­te­sta del movi­mento degli indi­gnati, la pri­ma­vera spa­gnola come è stata defi­nita, non si placa nono­stante i ten­ta­tivi di rimuo­vere le per­sone dalle piazze richia­man­dosi all’ordine pub­blico neces­sa­rio allo svol­gi­mento delle ele­zioni amministrative.

La migliore sin­tesi degli avve­ni­menti è ancora una volta quella rea­liz­zata da Tren­ding Topics alla quale rimando per tutti gli appro­fon­di­menti del caso.

Tutte le prime pagine dei quo­ti­diani spa­gnoli sono dedi­cate alle mani­fe­sta­zioni in corso ormai da una set­ti­mana, men­tre i gior­nali del nostro paese trat­tano mar­gi­nal­mente le vicende con­cen­tran­dosi sulle nostrane occu­pa­zioni tele­vi­sive che ten­gono banco nell’informazione italiana.

Sono dina­mi­che che si riflet­tono nell’occupazione degli spazi su Twit­ter come mostra l’elaborazione effet­tuata gra­zie a Tren­di­stic e l’interessante accor­pa­mento rea­liz­zato da Yes we Camp che rag­gruppa per tag e per nazione i tweet sul tema.

Ne emerge una chiara neces­sità di rista­bi­lire le definizioni.

Pubblicato il 20 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

The Sunday Times Social List

Poco più di una set­ti­mana fa “The Sun­day Times” ha lan­ciato Social List, sito web che ana­lizza la pro­pria atti­vità su Face­book, Twit­ter, Lin­ke­din e Four­Square, for­nendo un pun­teg­gio che dovrebbe defi­nire l’influenza sui social net­work della per­sona ana­liz­zata e deter­mi­nando un ran­king, una clas­si­fi­ca­zione rispetto a tutti coloro che  hanno effet­tuato la mede­sima analisi.

Il suc­cesso dell’iniziativa è stato tale che dopo il lan­cio per circa tre giorni il sito è rima­sto off line per con­sen­tire la manu­ten­zione neces­sa­ria ad acco­gliere un numero di visi­ta­tori che è andato evi­den­te­mente oltre le più rosee aspettative.

A dif­fe­renza di altri ser­vizi di que­sto tipo, quale ad esem­pio Klout, l’algoritmo pare basarsi mag­gior­mente sull’attività altrui, sull’interazione che avviene in base ai pro­pri “post” per deter­mi­nare i risultati.

Il forte accento posto sulla con­di­vi­sione dei risul­tati evi­den­zia come l’iniziativa sia sostan­zial­mente diretta ad accre­scere il traf­fico, le visite al sito in questione.

Sia l’immediato suc­cesso che il fatto che l’iniziativa sia rea­liz­zata da un quo­ti­diano,  potreb­bero essere una con­ferma, da un lato, della rile­vanza della sta­tu­sfera,   e,  dall’altro lato, del ruolo dei social media come mezzi di distri­bu­zione sociale dei mass media, come emerge anche dall’Oriella Digi­tal Jour­na­lism Study 2011.

Pubblicato il 19 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

Parodia

La can­zone degli U2 “Stuck In A Moment You Can’t Get Out Of” rap­pre­senta a mio avviso un’ottima paro­dia sullo stato attuale del com­parto edi­to­riale bloc­cato, com­presso in una situa­zione dalla quale non pare riu­scire ad uscire.

Modelli orga­niz­za­tivi obso­leti delle imprese e una comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria che non sa adat­tarsi, per fomati e crea­ti­vità, al digi­tale sono evo­cati nella strofa della can­zone [34″ del video] che recita: “I’m just try­ing to find a decent melody, A song that I can sing in my own company”.

Da sem­pre il «mar­ke­ting di suc­cesso» enfa­tizza l’audience rispetto al canale, non vi è dub­bio che debba neces­sa­ria­mente essere que­sta la strada da per­cor­rere anche in que­sta circostanza.

Pubblicato il 19 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

Mappa dell’Indignazione Spagnola

A pochi giorni dalle ele­zioni ammi­ni­stra­tive, dal 15 mag­gio scorso, il “movi­mento degli indi­gnati” sta scuo­tendo la Spa­gna occu­pando le piazze delle prin­ci­pali città del paese per chie­dere atten­zione sui pro­blemi con­creti delle per­sone, ed in par­ti­co­lare dei gio­vani, come spie­gano nel loro manifesto.

Mani­fe­sto del Movi­mento degli Indignati

Nato ad ini­zio aprile da gruppi di stu­denti uni­ver­si­tari quali Juven­tud Sin Futuro, il movi­mento ha con­vo­cato spon­ta­nea­mente la pro­te­sta uti­liz­zando, come ormai con­sue­tu­dine, gli stru­menti messi a dispo­si­zione dai social net­work. Con un tasso di disoc­cu­pa­zione del 21% che rag­giunge il 45% tra i gio­vani non è dif­fi­cile com­pren­dere le ragioni delle mani­fe­sta­zioni in atto.

La mappa, aggior­nata con buona fre­quenza, visua­lizza tutti i luo­ghi dove è in corso la pro­te­sta e clic­cando sopra cia­scuna icona si ottiene infor­ma­zione supplementare.

Clicca per acce­dere alla ver­sione interattiva

La miglior sin­tesi di quanto sta avven­dendo con ampie pos­si­bi­lità di appro­fon­dire gra­zie ai link è stata rea­liz­zata da Tren­ding Topics. Da segna­lare anche il com­mento di Juan Varela sui fatti.  Se non avete con­fi­denza con l’idioma del movi­mento degli indi­gnati, tra tutti, vi con­si­glio gli arti­coli rea­liz­zati dal Post sul tema.

Pubblicato il 18 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

The Net Usage Index for News

Aka­mai, società inter­na­zio­nale spe­cia­liz­zata nella for­ni­tura di ser­vizi e solu­zioni per il web, rea­lizza un ser­vi­zio di moni­to­rag­gio sul con­sumo di noti­zie su scala mondiale.

The Net Usage Index for News viene aggior­nato ogni cin­que minuti [24 x 7] visua­liz­zando così in tempo reale l’impatto degli eventi sul con­sumo 0nline di noti­zie. Viene mostrato il det­ta­glio di:

  • Ten­denze Sociali e Geo­gra­fi­che: Chi sta fruendo delle noti­zie, dove e in che momento
  • Traf­fico: Numero di pagine viste per minuto a livello com­ples­sivo mon­diale e con il det­ta­glio per cia­scun continente
  • Ten­denza dellla frui­zione di noti­zie:  Ana­lisi della ten­denza rispetto alla media sto­rica e momento di picco gior­na­liero a livello com­ples­sivo mon­diale e con il det­ta­glio per cia­scun continente

Viene anche for­nita la clas­si­fica di quali sono state le 15 noti­zie che hanno gene­rato i mag­giori volumi di traf­fico e dun­que avuto il mag­gior inte­resse da parte degli inter­nauti. Come mostra la tabella sot­to­ri­por­tata, nelle prime tre posi­zioni domi­nano temi legati ad eventi sportivi.

Da con­sul­tare quotidianamente.

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