Archive: 23 maggio 2011

Pubblicato il 23 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

Prove Generali di Convergenza Editoriale

Un numero cre­scente di pub­bli­ca­zioni pro­pone pac­chetti di abbo­na­mento che con­ten­gono offerte di sot­to­scri­zione sia al for­mato car­ta­ceo che a quello digitale.

Le poli­ti­che di pri­cing sono le più diverse, con casi nei quali il for­mato car­ta­ceo è offerto com­preso nell’abbonamento all’edizione digi­tale, o con un sovrap­prezzo irri­so­rio, e casi dia­me­tral­mente oppo­sti in cui il digi­tale, l’edizione online, viene pro­po­sta come edi­zione acces­so­ria rispetto a quella cartacea.

Non vi è dub­bio, al di là dei distin­guo, che si stia assi­stendo a prove gene­rali di con­ver­genza editoriale.

Se cer­ta­mente il «mar­ke­ting di suc­cesso» enfa­tizza l’audience rispetto al canale, è oppor­tuno iden­ti­fi­carne con suf­fi­ciente pro­fon­dità i diversi seg­menti poi­chè le rispo­ste non sem­pre sono quelle scon­tate dei luo­ghi comuni.

Molto pro­ba­bil­mente bassa pene­tra­zione dei device ed una ele­va­tis­sima con­cen­tra­zione di nuovi let­tori rap­pre­sen­tano in pro­spet­tiva a medio-lungo ter­mine una impor­tante oppor­tu­nità che impone una giu­sta sperimentazione.

Spe­ri­men­ta­zioni che attual­mente restano sulla carta, in ogni senso.

Pubblicato il 23 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

[In]Seguiti dai Social Network per Piacere

Risuona ancora l’eco dell’allarmismo, ormai sopito, delle per­sone che, con accenti diversi, si sono pre­oc­cu­pate chi di essere spiate dall’azienda di Steve Jobs chi dal Governo arri­vando ad evo­care i fan­ta­smi del grande fra­tello di Orwell.

Il Wall Street Jour­nal segnala ora che gli stru­menti di con­di­vi­sione di Face­book e di Twit­ter per­met­tono di trac­ciare le nostre abi­tu­dini di navi­ga­zione i cui dati ver­reb­bero custo­diti ed uti­liz­zati a fini pub­bli­ci­tari con­sen­tendo una pro­fi­la­zione delle per­sone che è in grado di deter­mi­nare per­fino il nome del soggetto.

Four­square, la più cele­bre delle appli­ca­zioni di geo­lo­ca­liz­za­zione, nel 2010 ha regi­strato una cre­scita dell’utenza del 3400% ed attual­mente più di sei milioni di per­sone nel mondo la uti­liz­zano quo­ti­dia­na­mente segna­lando oltre alla loro col­lo­ca­zione geo­gra­fica esatta pre­fe­renze ed abitudini.

Circa un anno fa 7500 per­sone hanno ven­duto la pro­pria anima ad una catena di negozi di video­ga­mes che aveva inse­rito nei con­tratti in Rete una clau­sola d’acquisto legal­mente valida, in cui ha posto la ces­sione dell’anima del com­pra­tore come con­di­zione della cor­ri­spon­denza tra domanda e offerta di ven­dita. . La clau­sola è nata come una beffa, ma è ser­vita al ven­di­tore per evi­den­ziare che la gran­dis­sima mag­gio­ranza dei clienti non legge i con­tratti di acqui­sto e le aziende pos­sono per­met­tersi d’inserire i ter­mini e le con­di­zioni di ven­dita che vogliono.

Utenti che temono per la pro­pria pri­vacy ma sono pronti a ven­dere la pro­pria anima per gioco dimo­strano la dif­fe­renza tra dif­fu­sione del mezzo e cono­scenza ed uti­lizzo con­sa­pe­vole dello stesso.