Posted on 13 maggio 2011 by

Aggregazione & Personalizzazione dell’Informazione

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Il rap­porto sull’informazione online pub­bli­cato da Pew Research Cen­ter, segna­lato pochi giorni fa, evi­den­zia come vi siano solo tre fonti [refer­rals] che gene­rano più del 10% delle visite ai prin­ci­pali siti d’informazione stu­ni­tensi: Goo­gle [search + news ], Drudge Report e Yahoo (search + news ].

Due di que­sti, come noto, sono motori di ricerca che offrono anche un ser­vi­zio di aggre­ga­zione delle noti­zie men­tre il terzo è un “aggre­ga­tore puro”. L’infografica sot­to­stante, rea­liz­zata da PBS News, ne spe­ci­fica i risul­tati, per cia­scuno dei prin­ci­pali quo­ti­diani esa­mi­nati, con­fron­tan­doli con quelli di Face­book e Twitter.

Dall’analisi, oltre al ruolo medio­cre dei social media ed in par­ti­co­lare di Twit­ter, almeno per quanto riguarda i volumi di traf­fico, pare emer­gere la forza degli aggre­ga­tori di noti­zie come fonte pri­ma­ria di accesso all’informazione da parte dell’utenza.

Potrebbe essere il segnale di un atteg­gia­mento fon­da­men­tal­mente pas­sivo da parte delle per­sone, come segnala Roy Green­slade dal suo blog dedi­cato ai media che cita una ricerca effet­tuata da Neil Thur­man, Senior Lec­tu­rer in the Gra­duate School of Jour­na­lism alla City Uni­ver­sity Lon­don, a sup­porto della tesi.

There is a great enthu­siasm among digi­tal pio­neers to offer the rea­ders of news web­si­tes the chance to per­so­na­lise their edi­to­rial choi­ces. But rea­ders appear, at pre­sent any­way, somewhat under­whel­med by the concept.

Research by a jour­na­lism aca­de­mic, Neil Thur­man, shows a discon­nect bet­ween the gro­wth of per­so­na­li­sed news ser­vi­ces in Bri­tain and US, and rea­der response. There is a reluc­tance among users to custo­mise news websites.

Mea­n­while, pas­sive news per­so­na­li­sa­tion ― which allows news web­si­tes to fil­ter and recom­mend arti­cles based on user bro­w­sing beha­viour ― is outstrip­ping active user custo­mi­sa­tion by a fac­tor of three.

Cura­tion” e ser­vi­zio [anche gra­zie al trac­king, in barba ai timori, ai fan­ta­smi, sulla pri­vacy] appa­iono essere oggi ele­menti fon­da­men­tali dell’informazione digitale.

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