Posted on 10 maggio 2011 by

In Media Stat Virus

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Visi­bli ha ana­liz­zato le pagine su Face­book con almeno 100mila “likes” [mi piace]. La rile­va­zione è stata sud­di­visa in tre cate­go­rie distinte: per­so­naggi famosi, marchi/aziende e media.

I mezzi di infor­ma­zione con una loro pagina su Face­book rice­vono un numero di com­menti 2,5 volte supe­riore rispetto ai per­so­naggi famosi e addi­rit­tura 5 volte supe­riore rispetto a quelli inse­riti nella pagine dedi­cate a marchi/aziende.

Esat­ta­mente lo stesso giorno Social­Ba­kers ha ana­liz­zato la fre­quenza di pub­bli­ca­zione su Face­book pren­dendo in con­si­de­ra­zione anche in que­sto caso sia le pagine di marchi/aziende che quelle dei media.

Si evi­den­zia come la fre­quenza dei mezzi di infor­ma­zione sia deci­sa­mente supe­riore a quella delle imprese di altri settori/mercati. Gli aggior­na­menti pos­sono [devono?] essere meno dira­dati  ed otte­nere ugual­mente un buon livello d’interesse, di coin­vol­gi­mento nel corso di tutta la giornata.

A com­ple­mento e com­ple­ta­mento delle infor­ma­zioni sulla dif­fu­sione ed il livello di coin­vol­gi­mento dei media lo stu­dio rea­liz­zato da AOL e Niel­sen nel secondo seme­stre del 2010, dif­fuso in que­sti giorni, che con­ferma la tesi spesso sin­te­tiz­zata nel motto “con­tent is king”.  I con­te­nuti infatti, secondo i risul­tati emer­genti, sono l’attività alla quale mag­gior tempo viene dedi­cato dagli inter­nauti. Non solo vi è un forte inte­resse verso l’area dei con­te­nuti ma la ricerca regi­stra anche come que­sti siano oggetto di con­di­vi­sione ed ulte­riore dif­fu­sione. L’area dell’informazione in par­ti­co­lare è quella che è mag­gior­mente condivisa.

Anche il rap­porto sull’informazione online, pub­bli­cato ieri da Pew Research Cen­ter, evi­den­zia, tra l’altro, il ruolo dei social media, ed in par­ti­co­lare di Face­book ancora una volta,  come mezzi di distri­bu­zione dei mezzi di massa.

Al riguardo Luca de Biase riflette sulla velo­cità di con­sumo dell’informazione all’interno dei siti web dei gior­nali e le impli­ca­zioni che que­sto ha sul valore pub­bli­ci­ta­rio, sulle reve­nues, che ne ricevono.

Si tratta fon­da­men­tal­mente di un pro­blema di coin­vol­gi­mento che è ormai noto da tempo con l’80% delle con­ver­sa­zioni che avven­gono altrove rispetto al sito web dove sono state gene­rate, o forse per meglio dire, iniziate.

Il para­dosso dell’attualità edi­to­riale del creare un pro­dotto che ottiene cre­scente inte­resse e non saperlo ven­dere adeguatamente.

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