Pubblicato il 6 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

Oltre le Apparenze

Già il giorno dopo Keith Urbahn aveva raf­fred­dato sen­si­bil­mente gli entu­sia­smi di coloro che cele­bra­vano il trionfo delle reti sociali con­tro i media tra­di­zio­nali: “La mia fonte è stata quella di un pro­dut­tore di un net­work tele­vi­sivo. Le sto­rie rela­tive alla morte dei MSM [Main­stream Media] che si basano sul mio primo tweet sono for­te­mente esagerate”.

Gigaom rias­sume egre­gia­mente il ciclo di vita della noti­zia iden­ti­fi­can­done con pre­ci­sione i sette pas­saggi nell’era di Face­book & Twitter:

  • Ecci­ta­zione nell’essere i primi a ripor­tare una notizia
  • Incer­tezza: richie­sta di appro­fon­di­mento e veri­fica delle fonti
  • Ricerca della Vali­da­zione: ricerca di fonti uffi­ciali che vali­dino l’informazione
  • Con­ferma dell’informazione trasmessa
  • Scherzi, Bana­lità e ten­ta­tivi di trarre Pro­fitto personale.
  • Azione: momento di aggre­ga­zione sociale, sia in rete che fisica, come avve­nuto  per quella che è stata defi­nita “la rivolta araba” e repli­cato a ground zero
  • Ana­lisi: che appro­fon­di­menti sono con­sen­titi da 140 caratteri?

Twit­ter e Face­book sono dun­que stru­menti molto inte­res­santi per quanto riguarda la distri­bu­zione e l’aggregazione sociale rispetto ad un evento ed alla rela­tiva noti­zia, ma non altret­tanto in ter­mini di auto­re­vo­lezza e di ana­lisi appro­fon­dita dell’informazione.

Il vero impatto viene defi­nito con estrema luci­dità da Juan Varela nel suo arti­colo all’interno del quo­ti­diano online spa­gnolo El Cor­reo: “I nuovi mezzi hanno ampli­fi­cato l’impatto e la distri­bu­zione della noti­zia men­tre i gior­na­li­sti cer­ca­vano di con­fer­marla. [.…] Le reti sociali non sosti­tui­scono il gior­na­li­smo, però l’informazione in tempo reale com­prime il ciclo della noti­zia e ne aumenta l’interesse al riguardo men­tre opi­nioni ed indi­scre­zioni si mesco­lano con l’informazione reale”.

Non vi è dun­que anta­go­ni­smo o riva­lità, bensì, esat­ta­mente al con­tra­rio com­ple­men­ta­rietà. Le reti sociali dif­fondo ed aggre­gano ciò che i mezzi di infor­ma­zione, i gior­na­li­sti, veri­fi­cano ed approfondiscono.

Se andare oltre le appa­renze è spesso solo que­stione di buon senso, per i mezzi d’informazione è invece la “rea­son why” per moti­vare le per­sone a con­ti­nuare a man­te­nere una rela­zione fidu­cia­ria che ne atte­sti essere effet­tiva fonte di rife­ri­mento.  Imma­gino debba dav­vero essere que­sto il ter­reno di con­fronto e di miglio­ra­mento anzi­chè la ste­rile misu­ra­zione di chi “ce l’ha più lungo”.