Pubblicato il 1 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

Captain America Vs Bradley Manning, Julian Assange & WikiLeaks

I fumetti prin­ci­pali della Mar­vel Comics, le diverse serie di supe­re­roi note anche in Ita­lia [l’Uomo Ragno, gli X-Men, Capi­tan Ame­rica, i Fan­ta­stici Quat­tro, Iron Man e Hulk] sono sem­pre stati di soste­gno allo sta­tus quo sta­tu­ni­tense evo­cando avve­ni­menti della società con­tem­po­ra­nea e sug­ge­rendo atti­tu­dini al riguardo. Moda­lità di influenza dell’opinione pub­blica, attra­verso un genere popo­lare quale i comics, che hanno rico­perto un ruolo non tra­scu­ra­bile nei momenti di mag­gior ten­sione sociale e poli­tica moderna.

In que­sti giorni l’episodio di pros­sima pub­bli­ca­zione nel quale Clark Kent, repor­ter che veste i panni di Super­man,  entra in rotta di col­li­sione con il governo ame­ri­cano, che gli rim­pro­vera di essere apparso a Tehe­ran e di aver soste­nuto i rivol­tosi, con una chiara allu­sione alle pro­te­ste degli ultimi mesi in Medio Oriente, deci­dendo di rinun­ciare alla cit­ta­di­nanza ame­ri­cana, ha avuto eco inter­na­zio­nale e susci­tato la rea­zione nega­tiva dei mezzi di infor­ma­zione sta­tu­ni­tensi pro­prio per­chè emblema di que­sti valori.

La rot­tura con la tra­di­zione viene imme­dia­ta­mente bilan­ciata dall’ epi­so­dio nel quale Capi­tan Ame­rica, per­so­nag­gio nato come ele­mento di pro­pa­ganda durante la seconda guerra mon­diale per rap­pre­sen­tare gli ideali  del popolo ame­ri­cano, si sca­glia con vigore con­tro Brad­ley Man­ning, Julian Assange & Wiki­Leaks. Nell’ultimo capi­tolo dispo­ni­bile in que­sti giorni non viene lasciato spa­zio alle allu­sioni, ai frain­ten­di­menti, e il supe­re­roe ame­ri­cano per eccel­lenza ne ha per tutti, inclusi Guar­dian e NYT col­pe­voli della pub­bli­ca­zione dei files messi a dispo­si­zione dai tra­di­tori — così ven­gono rap­pre­sen­tati — dell’America.

Spe­riamo che la pros­sima set­ti­mana Bat­man non riveli che il suo domi­ci­lio mila­nese è l’ultimo avam­po­sto del popolo della libertà, sarebbe dav­vero troppo.