aprile 2011

Pubblicato il 24 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Pensiero Positivo

Ci si con­cede una sosta, una pausa rispetto ai temi nor­mal­mente trat­tati in que­sti spazi, con l’invito ad un pen­siero positivo.

Con­si­de­ra­telo, se vi pare, il mio modo di augu­rare a tutti coloro che appro­dano in que­sta zona tem­po­ra­nea­mente auto­noma una buona Pasqua.

Pubblicato il 23 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Indice della [In]Felicità

Il Pro­dotto Interno Lordo non è suf­fi­ciente per descri­vere il benes­sere di un Paese, né la sua eco­no­mia reale.

La con­ferma, dopo le dichia­ra­zioni di inzio anno al riguardo, arriva dal Pre­si­dente dell’Istat che in una recente inter­vi­sta ne ricorda in sin­tesi le prin­ci­pali motivazioni.

Pur non esi­stendo ancora cri­teri di misu­ra­zione uni­voci, quali il PIL, su come e cosa misu­rare, una delle pro­po­ste più quo­tate è quella rea­liz­zata da Jean-Paul Fitoussi ed altri che hanno ela­bo­rato un indice mul­ti­di­men­sio­nale Bcfn per misu­rare il livello di benes­sere delle per­sone nelle sue mol­te­plici dimen­sioni [varia­bili di natura diversa come il red­dito, la salute, l’istruzione, la con­si­stenza delle reti sociali, la qua­lità della demo­cra­zia, etc.] basato su 41 Key Per­for­mance Indi­ca­tor per la misu­ra­zione delle per­for­mance nazio­nali decli­nati lungo le seguenti 7 diverse dimensioni:

  • Benes­sere psico-fisico, inteso come “salute”
  • Benes­sere com­por­ta­men­tale, inteso come “ali­men­ta­zione e stili di vita”
  • Benes­sere mate­riale, inteso come “red­dito, inve­sti­menti, patrimoni”
  •  Benes­sere ambien­tale, inteso come “soste­ni­bi­lità ambien­tale e qua­lità dell’ambiente”
  •  Benes­sere edu­ca­tivo, inteso come “istru­zione e scuola”
  • Benes­sere sociale, inteso come “wel­fare, fami­glia, società, istituzioni”
  • Benes­sere poli­tico, inteso come “demo­cra­zia e libertà individuale”

Pur non arri­vando a que­sto livello di det­ta­glio, Gal­lupp, gra­zie ad una meto­do­lo­gia di ricerca ampia­mente spe­ri­men­tata e con­di­visa, ha pub­bli­cato all’inizio di que­sta set­ti­mana i risul­tati di uno stu­dio sul livello di feli­cità in 124 nazioni nel mondo, Ita­lia compresa.

La media mon­diale si asse­sta al 21%, con­fer­mando i risul­tati del 2009. Ai due estremi la Dani­marca al 72% ed il Ciad all’1%.

L’Italia, con il 37% si col­loca nella parte bassa della clas­si­fica dei paesi con una popo­la­zione felice, come con­ferma anche il 56% di per­sone che nel nostro paese si con­si­de­rano in una con­di­zione di “strug­gling” [Strug­gling — well­being that is mode­rate or incon­si­stent. These respon­dents have mode­rate views of their pre­sent life situa­tion OR mode­rate OR nega­tive views of their future. They are either strug­gling in the pre­sent, or expect to strug­gle in the future. They report more daily stress and worry about money than the “thri­ving” respon­dents, and more than dou­ble the amount of sick days. They are more likely to smoke, and are less likely to eat heal­thy.]

L’ennesima con­ferma di come, nono­stante le bar­zel­lette, ci sia ben poco da ridere nella situa­zione attuale.

Pubblicato il 22 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Faites Votre Jeu

The Bliz­zard è una nuova pub­bli­ca­zione qua­dri­me­strale dedi­cata al mondo dello sport ed in par­ti­co­lare al calcio.

Mol­te­plici e tutte inte­res­santi le carat­te­ri­sti­che di que­sto nuovo pro­dotto, a metà tra il libro e la rivi­sta, vicino alla seconda uscita.

Creata da una coo­pe­ra­tiva di gior­na­li­sti ed autori, Bliz­zard si pro­pone come piat­ta­forma, come spa­zio per scri­vere quello che a loro piace ed inte­ressa senza alcun vin­colo, ren­dendo regola l’eclettismo.  Nes­suna regola, nes­suna “agenda”, nes­suna restri­zione sulla lun­ghezza degli arti­coli e, soprat­tutto, nes­suna linea edi­to­riale pre­de­fi­nita, sono le “non regole” dei fondatori.

La prio­rità è il pro­dotto e non il pro­fitto, l’obiettivo dichia­rato è quello di non inse­guire rea­der­ship ed inve­sti­menti pub­bli­ci­tari ma di restare fedeli al pro­prio ethos pro­du­cendo alter­na­tiva rispetto all’esistente.

L’approccio inno­va­tivo si riflette anche nel modello di busi­ness con una ripar­ti­zione equa degli utili a tutti coloro che for­ni­scono un loro con­tri­buto incen­ti­vante rispetto al rein­ve­sti­mento sul prodotto.

Non esi­ste un prezzo pre­de­fi­nito e, fatto salvo una quota minima di coper­tura delle spese di spe­di­zione, è il let­tore, ad offerta libera, a deter­mi­nare il prezzo che vuole pagare, sul modello pro­po­sto dai Radio­head tempo fa e recen­te­mente abban­do­nato.

Secondo quanto ripor­tato, l’iniziativa sta otte­nendo un discreto suc­cesso e la prima uscita, il numero zero della pub­bli­ca­zione, è stata sca­ri­cata da let­tori di ben 149 nazioni diverse.

Pubblicato il 21 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Chi Cerca Trov@

Sono pas­sate poco più di 48 ore dal lan­cio di “The Stream” da parte di Al Jazeera e dall’altra parte del mondo arriva subito la replica.

Il Washing­ton Post, come era stato annun­ciato da tempo, ha lan­ciato ieri “Trove”, aggre­ga­tore sociale di noti­zie e informazioni.

Il sito aggrega le infor­ma­zioni da oltre 10mila fonti cal­co­lando gli inte­ressi del let­tore in fun­zione degli inte­ressi rile­vati dall’account su Face­book, attra­verso il quale si accede con le pro­prie cre­den­ziali, e gra­zie all’osservazione impli­cita dei com­por­ta­menti dell’utente ed espli­cita delle pre­fe­renze di sele­zione effettuate.

Un ulte­riore livello di per­so­na­liz­za­zione è garan­tito dal moni­to­rag­gio delle fonti social del let­tore, Face­book, Twit­ter ed altro, che i pro­pri con­tatti segnalano.

Se aggre­ga­zione e rile­vanza sono effet­ti­va­mente, come ritengo, ele­menti qua­li­fi­canti e distin­tivi nell’attuale fase, il pro­dotto del WP sem­bra essere dav­vero sulla strada giusta.

Come sem­pre avviene in qual­siasi set­tore di mer­cato, e dun­que anche in ambito edi­to­riale, gra­zie alla spe­ri­men­ta­zione, chi cerca trov@!

Al tempo stesso il New York Times sferra un deciso attacco al già tra­bal­lante Daily di Mur­doch ed entra, con lo stesso posi­zio­na­mento di prezzo [$34.99 all’anno], nel seg­mento delle appli­ca­zioni per leg­gere le noti­zie su iPad con New­sMe. Se ne segnala mar­gi­nal­mente l’uscita poi­chè la rea­son why, le moti­va­zioni ed i punti di forza del pro­dotto appa­iono dav­vero deboli.

Pubblicato il 21 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

MediaMente

L’infografica pro­dotta dal “Sole24Ore” rias­sume con buon det­ta­glio lo stato dei media e dell’informazione in Ita­lia, para­go­nando i diversi mezzi con le altre prin­ci­pali eco­no­mie europee.

Si con­ferma lo stra­po­tere tele­vi­sivo, ano­ma­lia denun­ciata anche nel recente rap­porto della FIEG, e lo stato rela­ti­va­mente depresso di tutti gli altri mezzi di comu­ni­ca­zione nei quali il nostro paese recita per­lo­più il ruolo di fana­lino di coda.

Se il 2010 sarà ricor­dato come l’anno delle novità, resta ben pre­sente l’attualità della cer­tezza di un’arretratezza com­ples­siva che tal­volta appare incolmabile.

[Via]

Pubblicato il 20 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

The Global Information Technology Report 2010–2011

L’impatto dell’information com­mu­ni­ca­tion tech­no­logy nella tra­sfor­ma­zione della società con­tem­po­ra­nea in ter­mini di moder­niz­za­zione ed inno­va­zione, ed i riflessi posi­tivi sulle eco­no­mie nazio­nali, sono un dato di fatto incontrovertibile.

The Glo­bal Infor­ma­tion Tech­no­logy Report 2010–2011 ana­lizza la “tra­sfor­ma­zione 2.0″ di 138 nazioni del mondo, Ita­lia inclusa, trac­ciando il pro­filo più com­pleto attual­mente dispo­ni­bile sul pro­cesso di svi­luppo e com­pe­ti­ti­vità di cia­scun paese.

The Net­wor­ked Rea­di­ness Index, clas­si­fica cia­scuno stato in rela­zione agli altri presi in con­si­de­ra­zione, sulla base di tre para­me­tri principali:

- Ambiente di rife­ri­mento in ter­mini legi­sla­tivi e di infra­strut­ture disponibili

- La dispo­ni­bi­lità di governi, imprese e indi­vi­dui all’utilizzo dell’ICT

- L’effettivo uti­lizzo dell’ICT da parte dei tre attori dello sce­na­rio di riferimento

Lo stu­dio in ben 435 pagine trac­cia un pano­rama dav­vero com­pleto dello sce­na­rio attuale e delle sue evo­lu­zioni nel pros­simo quin­quen­nio. L’Italia, ahimè, ancora una volta non ne esce bene, clas­si­fi­can­dosi nelle ultime posi­zioni delle eco­no­mie avanzate.

Pubblicato il 20 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Gestione della Comunità di Utenti & Crowdsourcing Nucleare

Le prime pagine dei quo­ti­diani nazio­nali di oggi sono tutte dedi­cate, con accenti e visioni diverse come sem­pre accade, al nucleare.

Sul tema “The Guar­dian”, nella sua ver­sione online che figura all’interno dei top 10 siti d’informazione a livelllo mon­diale,  for­ni­sce un’importante lezione su come gestire e favo­rire la par­te­ci­pa­zione dell’utenza.

Dopo aver richie­sto infatti, all’inzio di que­sto mese, il con­tri­buto dei let­tori su come fer­mare le fughe radioat­tive della cen­trale di Fuku­shima, le ha rac­colte in un docu­mento rias­sun­tivo con tutte le pro­po­ste ricevute.

Si va da quelle di diversi pro­fes­sori uni­ver­si­tari esperti in mate­ria al mura­tore che pro­pone di costruire un sar­co­fago di cemento armato sopra la cen­trale, pas­sando per astro­fici e con­su­lenti ambien­tali, senza tra­scu­rare quella di colui che si firma con la defi­ni­zione di “genius”.

I con­tri­buti migliori sono stati ripresi e pub­bli­cati ieri con un’infografica inte­rat­tiva che è un pezzo d’autore per chia­rezza e pos­si­bi­lità di appro­fon­di­mento del tema.

Una case history da inse­rire nel pros­simo libro sul “gior­na­li­smo 2.0″.

- Clicca per Acce­dere alla Ver­sione Interattiva -

Pubblicato il 19 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Dove Vanno i Nostri Euro

Data­blog, spa­zio del Guar­dian dedi­cato al data jour­na­lism, la cui meto­do­lo­gia di lavoro costi­tui­sce un punto di rife­ri­mento, riprende sta­mani il lavoro svolto da Open Spen­ding sulla distri­bu­zione della spesa pub­blica in Italia.

Gra­fica inte­rat­tiva ed una serie sto­rica di dati degli ultimi 12 anni per sapere dove vanno i nostri euro.

Update: Cor­ret­ta­mente, su Frien­d­Feed, l’amico Gaspar Tor­riero segnala che dalle voci manca  la spesa per il ser­vi­zio del debito pub­blico, che rap­pre­senta più del 40% della spesa totale.

A mar­gine, si segnala l’importante lavoro svolto da Gigi Cogo, insieme ad un gruppo di pro­fes­sio­ni­sti ed amici, in prima linea nella bat­ta­glia per l’open data nella pub­blica amministrazione.

Pubblicato il 19 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

The Stream

Al Jazeera, forte del suc­cesso rac­colto nel mondo occi­den­tale gra­zie all’ottimo lavoro svolto nella coper­tura della rivolta araba, ha lan­ciato ieri alle 19.30 GMT una social media com­mu­nity con pro­grammi tele­vi­sivi propri.

“The Stream” il nome scelto per l’iniziativa dedi­cata  prin­ci­pal­mente all’attivismo sociale, a ciò che coin­volge emo­ti­va­mente le per­sone, come dimo­strano le prime sto­rie pub­bli­cate. Lo stru­mento uti­liz­zato per rac­co­gliere le sto­rie, le vicende su temi di attua­lità è Sto­rify.

Oltre ad essere inte­res­sante e lode­vole per la scelta dei temi, l’opzione di  Al Jazeera riper­corre la scelta del Pais con Eskup di creare una pro­pria community.

Per­so­nal­mente mi appare una scelta deci­sa­mente migliore rispetto all’opzione più comune di inse­rirsi in “casa d’altri”, gene­ral­mente Face­book, come la mag­gio­ranza dei media sta facendo in que­sto ultimo anno, con indubbi van­taggi sia in ter­mini di rela­zione con la comu­nità di utenti che, in maniera più spe­cu­la­tiva, di trat­te­ni­mento nel pro­prio sito.

Gra­zie a que­sta moda­lità scelta, si con­cre­tizza, infatti, l’ampliamento di forme di rac­con­tare le noti­zie, di for­nire infor­ma­zione, sul web coin­vol­gendo l’audience in maniera par­te­ci­pa­tiva. Gli utenti pos­sono creare un pro­prio pro­filo, o uti­liz­zare quello creato per Face­book e Twit­ter, man­te­nendo l’informazione come motivo cen­trale intorno al quale si svi­luppa e con­so­lida la comu­nità.

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