Posted on 21 aprile 2011 by

Chi Cerca Trov@

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Sono pas­sate poco più di 48 ore dal lan­cio di “The Stream” da parte di Al Jazeera e dall’altra parte del mondo arriva subito la replica.

Il Washing­ton Post, come era stato annun­ciato da tempo, ha lan­ciato ieri “Trove”, aggre­ga­tore sociale di noti­zie e informazioni.

Il sito aggrega le infor­ma­zioni da oltre 10mila fonti cal­co­lando gli inte­ressi del let­tore in fun­zione degli inte­ressi rile­vati dall’account su Face­book, attra­verso il quale si accede con le pro­prie cre­den­ziali, e gra­zie all’osservazione impli­cita dei com­por­ta­menti dell’utente ed espli­cita delle pre­fe­renze di sele­zione effettuate.

Un ulte­riore livello di per­so­na­liz­za­zione è garan­tito dal moni­to­rag­gio delle fonti social del let­tore, Face­book, Twit­ter ed altro, che i pro­pri con­tatti segnalano.

Se aggre­ga­zione e rile­vanza sono effet­ti­va­mente, come ritengo, ele­menti qua­li­fi­canti e distin­tivi nell’attuale fase, il pro­dotto del WP sem­bra essere dav­vero sulla strada giusta.

Come sem­pre avviene in qual­siasi set­tore di mer­cato, e dun­que anche in ambito edi­to­riale, gra­zie alla spe­ri­men­ta­zione, chi cerca trov@!

Al tempo stesso il New York Times sferra un deciso attacco al già tra­bal­lante Daily di Mur­doch ed entra, con lo stesso posi­zio­na­mento di prezzo [$34.99 all’anno], nel seg­mento delle appli­ca­zioni per leg­gere le noti­zie su iPad con New­sMe. Se ne segnala mar­gi­nal­mente l’uscita poi­chè la rea­son why, le moti­va­zioni ed i punti di forza del pro­dotto appa­iono dav­vero deboli.

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