Archive: 15 aprile 2011

Pubblicato il 15 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Chi Vende le Notizie?

“Chi vende le noti­zie. Distri­bu­zione dell’informazione: visioni & modelli per la con­ver­genza edi­to­riale” è il panel del jour­na­li­sm­lab all’interno dell’International Jour­na­lism Festi­val 2011 del quale sono stato il mode­ra­tore ieri.

L’eterogeneità del gruppo di rela­tori com­po­sto da Filippo Pre­to­lani [Fon­da­tore e CEO Gal­li­zio Edi­tore], Ales­san­dro Sisti [COO Mul­ti­me­dia Gruppo Cor­riere dello Sport], Domi­tilla Fer­rari [Social Media Stra­te­gist nella Dire­zione Gene­rale Digi­tal di Arnoldo Mon­da­dori Edi­tore], Fabio Caval­lotti [Senior Edi­tor and Mana­ger Vigi­lio — Matrix] ed Amil­care Digiuni [Segre­ta­rio Nazio­nale Respon­sa­bile Orga­niz­za­zione SINAGI], ha con­sen­tito di dia­lo­gare sul tema offrendo pro­spet­tive distinte che hanno coin­volto il pub­blico, par­te­cipe sino a pre­sen­ziare per mezz’ora oltre l’orario pre­vi­sto di chiu­sura dei lavori, e  pro­po­sto una visione d’assieme fuori dall’ordinario.

Uti­liz­zando la meto­do­lo­gia del meta­plan [ o cloud] ho cer­cato di riu­nire i temi emersi da diversi inter­venti aggre­gan­doli visivamente.

Il dibat­tito ha evi­den­ziato la dico­to­mia tra i modelli ver­ti­cali degli edi­tori e quelli oriz­zon­tali della Rete, la neces­sità di guar­dare al futuro inno­vando e spe­ri­men­tando,  coin­vol­gendo ed inte­grando la distri­bu­zione tra­di­zio­nale, il canale edi­cole, che rap­pre­senta ancora oggi l’80% dei ricavi [ven­dite e pub­bli­cità su carta stam­pata] del settore.

Vol­ga­riz­zando, per sin­tesi, si tratta di non but­tare via il bam­bino con l’acqua sporca, come pro­ba­bil­mente è stato fatto sin ora da coloro afflitti da tablet­ma­nia o altre simili affe­zioni patologiche.

Come ho avuto modo di dire per tirare le fila del con­fronto, sarò della vec­chia scuola, forse, ma mi hanno sem­pre inse­gnato che per inno­vare, per costruire il futuro è neces­sa­ria una attenta gestione del port­fo­lio prodotti/canali. Mi pare si chiami matrice di boston ed anche in tutti i suoi adat­ta­menti non mi risulta che con­tem­pli la pos­si­bi­lità di but­tare alle orti­che l’80% delle revenues.

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Pubblicato il 15 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Internet è un Affare per Pochi

I dati dif­fusi dall’ Inter­net Adver­ti­sing Bureau con­fer­mano le pre­vi­sioni effet­tuate nei mesi pre­ce­denti secondo le quali il 2010 avrebbe visto il sor­passo degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari sul web rispetto ai quo­ti­diani, alla carta stampata.

Secondo quanto con­te­nuto nel report rea­liz­zato da Pri­cewa­te­rhou­se­Coo­pers per IAB, in Usa i ricavi nell’ online sono stati pari a 26 miliardi di dol­lari, con­tro i 22,8 miliardi dei giornali.

E’ que­sto l’aspetto sul quale si sono con­cen­trate le rifles­sioni della mag­gio­ranza degli osservatori.

Il sor­passo dei new media a danno degli old media è noti­zia attesa [ed auspi­cata?] dai “digi­tal hoo­li­gans”, mi si con­senta il neo­lo­gi­smo, da coloro che sono tifosi del digi­tale a pre­scin­dere o pour cause.

In que­sta visione miope si tra­la­scia dun­que di evi­den­ziare la coda corta degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari per l’online con un livello di con­cen­tra­zione che vede le prime dieci imprese attive sul mer­cato rac­co­gliere il 72% del totale degli inve­sti­menti per arri­vare al 91% delle prime 50.

Inter­net è un affare per pochi, c’è poco da stare alle­gri da qual­siasi pro­spet­tiva lo si osservi.