Posted on 5 aprile 2011 by

Giornalisti & Blogger

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Il rap­porto tra gior­na­li­sti e blog­ger è segnato già dalla ter­mi­no­lo­gia che ne iden­ti­fica dif­fe­renze di status.

Si tratta una rela­zione che in più di un’occasione ho defi­nito di con­tro­di­pen­denza, ter­mine che sug­ge­ri­sce come vi sia dipen­denza gli uni dagli altri ma al tempo stesso conflittualità.

Con­flit­tua­lità che Paul Brad­shaw spiega, come illu­stra la gra­fica di sin­tesi sot­to­stante, in uno scon­tro di cul­ture, forse per­sino di ideo­lo­gie.  Una distin­zione di mezzi e fini che  fini­rebbe ine­vi­ta­bil­mente, pare, per gene­rare contrapposizione.

Il tema è ricor­rente da tempo, a ondate ritorna, così come l’ipotesi che i blog, al pari dei quo­ti­diani di carta, siano morti sepolti, tanto da spin­gere per­sino Jay Rosen ad occu­par­sene in occa­sione del recente SXSW 2011.

Se cer­ta­mente esi­tono delle distin­zioni, all’interno del “nuovo” eco­si­stema infor­ma­tivo i con­fini si assot­ti­gliano, si fanno sem­pre più labili, ren­dendo dav­vero dif­fi­cile trac­ciare una linea netta di demar­ca­zione tra cosa sia un post e cosa un arti­colo, tra cosa sia un blog e cosa un web maga­zine, un quo­ti­diano on line.

Se per­sino il NYT lascia ampi var­chi nei pro­pri recinti, rico­no­scendo impli­ci­ta­mente l’importanza dei “blog­ger”, e al tempo stesso  inau­gura, come molti altri quo­ti­diani, uno spa­zio su Tum­blr,  diviene impos­si­bile non cogliere i segnali ine­qui­vo­ca­bili di come nel tempo la con­ta­mi­na­zione abbia lavo­rato su entrambi i fronti, tra­sfe­rendo il valore dalla noti­zia al com­mento, all’analisi della stessa e ren­dendo com­ple­men­tari invece che alter­na­tivi e con­trap­po­sti que­sti due mezzi.

Il futuro dell’informazione si gioca, anche, sull’abbattimento delle bar­riere ormai insen­sate dei gior­na­li­sti con­tro i blogger.

Ben arri­vati nell’era dei gior­na­li­sti e dei blog­ger, anche se per­so­nal­mente non mi ritrovo in nes­suna delle due classificazioni.

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