aprile 2011

Pubblicato il 30 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

WikiLeaks è più Influente del Wall Street Journal

Wiki­leaks nell’ultimo anno ha avuto un impatto estre­ma­mente rile­vate sul gior­na­li­smo e sui media a livello internazionale.

La dimo­stra­zione dell’influenza dell’organizzazione gui­data da Julian Assange sull’informazione è lam­pante se si con­si­dera da un lato la guerra media­tica che si è recen­te­mente sca­te­nata rela­ti­va­mente alla corsa alla pub­bli­ca­zione dei file su Guan­ta­namo e, dall’altro lato,  dal numero di arti­coli che il quo­ti­diano più influente al mondo, il New York Times, ha pub­bli­cato nei primi quat­tro mesi del 2011 uti­liz­zando come fonte WikiLeaks.

Ho voluto appro­fon­dire il tema dell’influenza sulle noti­zie e sui media uti­liz­zando uno dei tool più dif­fusi: Klout.

Sulla base dei para­me­tri presi in con­si­de­ra­zione da Klout, Wiki­Leaks risulta essere mag­gior­mente influente del Wall Street Jour­nal e dun­que di mol­tis­simi altri mezzi d’informazione.

Come segna­lato recen­te­mente dal “Time”,  Wiki­Leaks è can­di­dato a diven­tare uno stru­mento per il gior­na­li­smo della stessa rile­vanza del Free­dom of Infor­ma­tion Act .

Il corag­gio è contagioso!

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Pubblicato il 29 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Lascia o Raddoppia?

Secondo quanto riporta sta­mane “Prima Comu­ni­ca­zione” [via], Andrea Monti Rif­fe­ser, espo­nente della fami­glia emi­liana pro­prie­ta­ria della Poli­gra­fici Ed, ritorna alla carica con una sua vec­chia osses­sione: quella di vie­tare, o comun­que disci­pli­nare, la let­tura dei quo­ti­diano nei bar.

Il valore delle dichia­ra­zioni rese è rias­sunta dalla pro­mo­zione che dall’ ini­zio di mag­gio “Il Resto del Car­lino”, quo­ti­diano del mede­simo gruppo edi­to­riale, lan­cerà a Bolo­gna, dove, nei bar con­ven­zio­nati, sarà pos­si­bile acqui­stare per due euro un buono che con­sente di avere a quel prezzo caffè e giornale.

Totò & Mike Buon­giorno are back, pur­troppo non c’è niente da ridere.

Pubblicato il 29 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Newseconomics & Coinvolgimento

Scout Ana­ly­tics, impresa sta­tu­ni­tense dedi­cata al moni­to­rag­gio dell’informazione online ed a come gene­rare ricavi dal digi­tale in ambito edi­to­riale,  ha pub­bli­cato ieri nel suo cor­po­rate blog un’infografica di sin­tesi sulle moti­va­zioni per le quali i ricavi dalle noti­zie online non saranno mai pari a quelli gene­rati dalla ver­sione cartacea.

Ripren­dendo i dati for­niti da Niel­sen ed eMar­ke­ter, “Why Online News Reve­nue will Never Equal New­spa­per Reve­nue” sot­to­li­nea le prin­ci­pali moti­va­zioni richia­mando l’effetto com­bi­nato deter­mi­nato dalla com­bi­na­zione di tariffe pub­bli­ci­ta­rie a prezzi di saldo e le note dif­fi­coltà di far pagare i con­te­nuti agli utenti.

Sono aspetti ormai noti rispetto ai quali viene intro­dotta una varia­bile non indi­pen­dente: il coin­vol­gi­mento del let­tore, spie­gando come nel for­mato car­ta­ceo esi­stesse un sistema com­ples­sivo di intrat­te­ni­mento dell’utenza che invece sul web risulta fram­men­tato, disperso, e dun­que più dif­fi­cil­mente valorizzabile.

Per­so­nal­mente sono sem­pre più con­vinto su quale possa essere lo stru­mento prin­cipe per il coin­vol­gi­mento del let­tore e per una valo­riz­za­zione ade­guata anche in spe­ci­fico rife­ri­mento alla realtà italiana.

Stru­menti dif­fusi dei quali ho diret­ta­mente spe­ri­men­tato l’efficacia negli ultimi dieci anni. Come spesso accade è fon­da­men­tal­mente un pro­blema di cul­tura.

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Pubblicato il 28 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Innovazione d’Impresa & Social Media

Il van­tag­gio com­pe­ti­tivo dipende dalla capa­cità di capire non sol­tanto la catena del valore di un’impresa, ma anche il modo in cui l’impresa si inqua­dra nel sistema del valore nel suo com­plesso, scri­veva Michael Por­ter nel lon­tano 1985. Ogni azienda è un insieme di atti­vità che ven­gono svolte per pro­get­tare, pro­durre, ven­dere, con­se­gnare e assi­stere i suoi pro­dotti. La catena del valore e il modo in cui l’azienda svolge le sin­gole atti­vità sono un riflesso della sua sto­ria, della stra­te­gia e del modo in cui la mette in pra­tica, delle spe­ci­fi­cità eco­no­mi­che che sot­to­stanno alle atti­vità stesse.

La corsa all’oro, l’esplosione nell’utilizzo dei social media in chiave di comu­ni­ca­zione azien­dale, molto spesso tra­la­scia col­pe­vol­mente la parte rela­tiva alla comu­ni­ca­zione interna ed all’orga­niz­za­zione del lavoro quali ele­menti impre­scin­di­bili per il suc­cesso delle azioni di rela­zione e comu­ni­ca­zione attra­verso i diversi social media.

La teo­ria più cono­sciuta e dif­fusa si col­lega ai prin­cipi espressi dalla teo­ria moti­va­zio­nale  di Maslow che par­tendo dai prin­cipi gene­rali ha tro­vato appli­ca­zione in ambito lavo­ra­tivo. Pur man­te­nendo ancora oggi una vali­dità com­ples­siva le teo­rie di Maslow, in spe­ci­fico rife­ri­mento alla cre­cente com­ples­sità in ambito azien­dale, non assol­vono più ade­gua­ta­mente allo scopo.

Gary Hamel, autore di “Future of Mana­ge­ment”, in una sua con­fe­renza al For­tune Inno­va­tion Forum, ha ridi­se­gnato la pira­mide di Maslow ride­fi­nendo la gerar­chia dei fat­tori di moti­va­zione all’interno delle orga­niz­za­zioni aziendali.

I sei livelli da lui defi­niti sono:

  1. Obe­dience : show up, do the job
  2. Dili­gence : work hard, stay focus, long hours etc …
  3. Intel­lect : taking respon­si­bi­lity for their own skills, bring best prac­ti­ces to the work place
  4. Ini­tia­tive : taking owner­ship for a pro­blem, an oppor­tu­nity before you ask them, not bound by a defi­ni­tion of their job
  5. Human crea­ti­vity : brought by peo­ple who would ask how to do this in a fun­da­men­tal dif­fe­rent way ? What is there to learn from other indu­stries ? Where are the chan­ces for radi­cal inno­va­tion in this product/service ?
  6. Pas­sion and zeal : for whom their job is not only intel­lec­tually mea­ning­ful it is indeed spi­ri­tualy mea­ning­ful to them. Enor­mous mea­ning comes out of their work.

I primi tre punti sono dive­nuti, piac­cia o meno, una com­mo­dity che le aziende pos­sono aqui­stare a basso prezzo in qua­lun­que parte del mondo, men­tre sono i tre nella parte alta della pira­mide che diven­gono ele­menti stra­te­gici per l’innovazione  all’interno delle imprese.

Fate un check nelle aziende in cui lavo­rate, se i kno­w­ledge wor­kers pre­senti non hanno que­ste capa­cità e moti­va­zioni, o non sono stati sin ora sup­por­tati nel per­corso neces­sa­rio ad acqui­sirle, non siete ogget­ti­va­mente nella con­di­zione di poter pro­get­tare una vostra pre­senza cor­po­rate nei social media e pro­ba­bil­mente, a breve, nep­pure sul mercato.

Pubblicato il 27 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Come si Realizza una Rivista

Richard Tur­ley, Diret­tore Crea­tivo di Busi­nes­sWeeek, durante una recente con­fe­renza per la Society of Publi­ca­tion Desi­gner ha rac­con­tato come si rea­lizza una rivista.

Per farlo ha uti­liz­zato que­sto video che in meno di 4 minuti illu­stra in sin­tesi il pro­cesso di pro­du­zione del set­ti­ma­nale statunitense.

Istrut­tivo.

[Via]

Pubblicato il 27 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Ansia Nucleare

Niel­sen ha pub­bli­cato in que­sti giorni i risul­tati di un’analisi svolta nel mese di marzo che attra­verso il moni­to­rag­gio delle con­ver­sa­zioni online docu­menta il cam­bio di atti­tu­dine nel nostro paese rela­ti­va­mente all’impiego di ener­gia nucleare.

Secondo quanto ripor­tato dal noto isti­tuto di ricerca, suc­ces­si­va­mente al disa­stro nucleare di Fuku­shima, la quota di per­sone con un orien­ta­mento nega­tivo nei con­fronti del nucleare è pas­sata dal 33% del pre — tzu­nami all’attuale 43%.  Le aree di mag­gior pre­oc­cu­pa­zione sono ine­renti sicu­rezza d’impiego di que­sta fonte e rischi con­nessi alle radiazioni.

New­sre­vi­red, spa­zio anglo­sas­sone dedi­cato al gior­na­li­smo ed ai media digi­tali, pro­pone una lista di 10 punti rela­ti­va­mente a quello che viene defi­nito data jour­na­lism nella quale si richiama l’attenzione sull’utilizzo delle mappe come stru­mento di attra­zione dell’utenza e di sin­tesi visiva delle infor­ma­zioni, dei dati.

Dav­vero inte­res­sante sotto que­sto pro­filo la mappa “Nuclear Anxiety” che effet­tua una moni­to­rag­gio costante in tempo reale delle con­ver­sa­zioni in rete sull’energia nucleare. Gra­zie alla mappa rea­liz­zata ven­gono visua­liz­zate le ver­ba­liz­za­zioni, le segna­la­zioni sul tema e la loro ori­gine da ogni angolo del pianeta.

Anche gli spa­gnoli della comu­nità online Web­node hanno rea­liz­zato una info­gra­fica inte­rat­tiva che visua­lizza la varia­zione, la cre­scita dell’attività su Twit­ter in base all’avanzamento della nube radiot­tiva di Fuku­shima. Dall’11 marzo al 05 aprile scorso sono stati  ini­viati online attra­verso la piat­ta­forma di micro­blog­ging ben 500 milioni di mes­saggi sul tema.

Pare infine che un fumetto manga, pub­bli­cato nel 1998, rac­con­tasse, in qual­che modo pre­ve­desse, con largo anti­cipo quello che sarebbe stata la con­tem­po­ra­nea tra­ge­dia di Fuku­shima. Il comic giap­po­nese che all’epoca aveva ven­duto circa 70mila copie è stato digi­ta­liz­zato e ripub­bli­cato suc­ces­si­va­mente al disa­stro nucleare in giap­pone rag­giuin­gendo in pochi giorni oltre 200mila visite.

Non si può che con­di­vi­dere il ram­ma­rico dell’autore della pub­bli­ca­zione nel con­sta­tare come sia risul­tato essere un avver­ti­mento nullo.

Pubblicato il 26 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Il Provincialismo dei Quotidiani Italiani

Che i files rela­tivi a quanto avve­niva a Guan­ta­namo dif­fusi dai mag­giori quo­ti­diani inter­na­zio­nali aves­sero sca­te­nato una sorta di guerra media­tica è apparso subito evidente.

Wiki­Leaks è diven­tata non solo sim­bolo della libertà di espres­sione ma anche fonte indi­spen­sa­bile per i gior­na­li­sti e per atti­rare visi­ta­tori alle pagine delle edi­zioni online dei quo­ti­diani. Fabio Chiusi sostiene che sia una guerra che fa bene ai let­tori che gra­zie alla  gara al rialzo hanno bene­fi­ciato di una coper­tura infor­ma­tiva più ampia sul tema.

I quo­ti­diani di tutto il mondo dedi­cano ampio spa­zio alla vicenda ed in par­ti­co­lare, ovvia­mente, i gior­nali che sono “media part­ner” di Wiki­leaks danno grande risalto alla docu­men­ta­zione dif­fusa anche nell’edizione car­ta­cea. E’ Così per El Pais, Le MondeDaily Tele­graph ma non per Repub­blica, che pure insieme al set­ti­ma­nale L’Espresso figura tra i mezzi d’informazione accre­di­tati dall’organizzazione gui­data da Julian Assange, nè per nes­sun altro dei gior­nali ita­liani.

Il dizio­na­rio della lin­gua ita­liana defi­ni­sce il ter­mine pro­vin­cia­li­smo come: arre­tra­tezza cul­tu­rale, chiu­sura men­tale, con­for­mi­smo, carat­teri che si riten­gono pro­pri della pro­vin­cia. Non trovo per­so­nal­mente miglior descri­zione per defi­nire l’orientamento dei quo­ti­diani della nostra nazione, anche, in que­sta occasione.

Pubblicato il 26 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Il Crescente Interesse per le Notizie

Secondo una recente ricerca effet­tuata da Out­brain la quota più rile­vante delle visite ai siti web degli edi­tori arriva dai motori di ricerca ed in par­ti­co­lare, ancora una volta, da Google.

Sti­mo­lato dai dati emer­genti sono andato a veri­fi­care quale fosse l’interesse per le noti­zie in Italia.

Secondo i risul­tati for­niti da Goo­gle Insights for Search vi è un cre­scente inte­resse per l’informazione ed il mese di marzo di quest’anno regi­stra il mag­gior livello di atten­zione dal 2004 ad oggi, come evi­den­zia il gra­fico sottoriportato.

In par­ti­co­lare il ter­mine “ultime noti­zie” è il più ricer­cato, evi­den­ziando l’attenzione, l’interesse verso l’attualità da parte degli inter­nauti. Pur­troppo le prin­ci­pali fonti infor­ma­tive del nostro paese elu­dono que­sta attesa da parte dell’utenza.

- Web Search Inte­rest: Noti­zie Italy, 2004 — present -

Pubblicato il 25 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

La Guantanamo dell’Informazione Italiana

L’informazione in tutto il mondo dif­fonde e com­menta i files dif­fusi rela­ti­va­mente a Guan­ta­namo.

Molti quo­ti­diani, anche Euro­pei, sono riu­sciti ad uscire con la prima pagina che riporta in grande evi­denza la noti­zia ed il Guar­dian ha imme­dia­ta­mente rea­liz­zato una sezione di aggior­na­mento con­ti­nuo sulla vicenda.

In Ita­lia, ecce­zion fatta per Il Post, regna il silen­zio più asso­luto dopo più di 10 ore [sono le 10.18 in qs momento].

E’ il segnale lam­pante dell’arretratezza dell’informazione nel nostro paese. La Guan­ta­namo dell’informazione in Italia.

Pubblicato il 25 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Guantanamo Leaks

Iro­nia della sorte, o bef­fardo segno del destino, pro­prio nel giorno della ricor­renza della libe­ra­zione nel nostro paese Wiki­Leaks pub­blica 779 files, redatti tra il 2002 ed il 2009, clas­si­fi­cati come segreti rela­ti­va­mente a quella che è una delle pagine più buie delle demo­cra­zie occi­den­tali: la pri­gione di Guantanamo.

Al momento, tra i media part­ners dell’organizzazione gui­data da Julian Assange sola­mente The Washing­ton Post, The McClat­chy Com­pany, El Pais. Le MondeThe Tele­graph hanno pub­bli­cato estratti e sin­tesi della docu­men­ta­zione che era stata rice­vuta da circa un mese e sulla quale Wiki­leaks ha tolto l’embargo, il veto di pub­bli­ca­zione, sta­notte dopo aver saputo che altri mezzi di comu­ni­ca­zione erano in pos­sesso della docu­men­ta­zione e sta­vano per pubblicarla.

Si è così, infatti, venuta a creare una sorta di “leak dei leaks” che ha con­sen­tito al New York Times di pub­bli­care i files, otte­nuti da altra fonte, ceden­doli a sua volta alla NPR ed al Guar­dian.

Al di là della coper­tura media­tica e delle vicende con­nesse, che sarà cer­ta­mente inte­res­sante appro­fon­dire appena pos­si­bile, i files, ordi­nati per numero dei pri­gio­nieri [Intern­ment Serial Num­ber], nome o nazio­na­lità, con­fer­mano, docu­men­tan­dolo, le mal­ver­sa­zioni, l’arbitrarietà, spesso eser­ci­tata erro­nea­mente, e gli orrori e gli errori del cen­tro di reclu­sione nel quale per­man­gono ancora 181 dete­nuti, costato, sin ora, oltre 500 milioni di dol­lari al Governo degli USA.

Il NYT, al riguardo, ha pub­bli­cato una time­line inte­rat­tiva che sin­te­tizza tutti gli avve­ni­menti all’interno del cen­tro di deten­zione ed evi­den­zia i casi det­ta­gliati degli errori più evi­denti dei dete­nuti che veni­vano clas­si­fi­cati secondo il sup­po­sto livello di riscio che pre­sup­po­ne­vano per la sicu­rezza degli USA e con le indi­ca­zioni di che fare con lui.

Il Governo degli Stati Uniti con­danna aspra­mente la dif­fu­sione della docu­men­ta­zione ed al tempo stesso con­ti­nua a bloc­care l’accesso, il con­tatto, con Brad­ley Man­ning, il sol­dato al cen­tro della vicenda. Ulte­riori ten­ta­tivi di muti­la­zione della demo­cra­zia e della giu­sti­zia spe­riamo desti­nati a nau­fra­gare miseramente.

Come recita il pay off di Wiki­Leaks, il corag­gio è contagioso.

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