Posted on 13 febbraio 2011 by

Il Valore dei Blog dell’Huffington Post

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La ces­sione dell’Huffington Post  ad Aol ed il valore della tran­sa­zione, hanno sca­te­nato il risen­ti­mento e la pro­te­sta da parte dei blog­ger che con­tri­bui­vano gra­tui­ta­mente al “super­blog” statunitense.

Vista l’enorme somma rica­vata dalla ven­dita, Arianna Huf­fing­ton è stata richia­mata ad osse­quiare i pro­pri prin­cipi e le dichia­ra­zioni effet­tuate nel tempo chie­dendo a gran voce una com­pen­sa­zione per il lavoro svolto, come segna­lato anche dal quo­ti­diano torinese.

Visto l’eco della noti­zia e l’interesse al tema gene­rale, che si lega com­ples­si­va­mente al filone del cro­wd­sour­cing, il NYT ieri ha pro­dotto un’analisi esau­stiva che quan­ti­fica con­cre­ta­mente il valore eco­no­mico dei blog dell’Huffington Post.

Nell’arti­colo viene iden­ti­fi­cato spe­ci­fi­ca­ta­mente il peso dei blog, ana­liz­zando il numero di pagine viste sul totale ed i com­menti [e dun­que la par­te­ci­pa­zione dei let­tori] per arri­vare a quello che potrebbe essere il valore in ter­mini di ricavi pubblicitari.

Ne emerge un rap­porto di 1 a 20 tra gli arti­coli retri­buiti e quelli gra­tuiti di “blog­ger” che dareb­bero luogo a reve­nues pub­bli­ci­ta­rie nell’ordine di poco più di 6 US $ ogni mille pagine viste.

Se, da un lato, per­mane la dif­fi­coltà di quan­ti­fi­care il valore delle pro­fes­sioni intel­let­tuali, dall’altro pare con­fer­marsi allo stato attuale la neces­sità di una massa cri­tica di utenti  per otte­nere una soste­ni­bi­lità eco­no­mica all’informazione online nelle sue diverse forme.

Sino a quando non saranno rivi­sti e rie­la­bo­rati in maniera con­di­visa i cri­teri di remu­ne­ra­zione, attual­mente basati solo su para­me­tri quan­ti­ta­tivi,  la qua­lità con­ti­nuerà ad essere opi­na­bile acces­so­rio all’interesse pre­va­lente per le masse.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Attualmente è temporary manager come social media editor de «La Stampa» . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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