febbraio 2011

Pubblicato il 28 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Esplorazioni della Vita Digitale

Bloom, neo nata società spe­cia­liz­zata nella visua­liz­za­zione di infor­ma­zioni, ha creato Fizz, appli­ca­zione che for­ni­sce una pro­spet­tiva diversa all’informazione testuale.

Al primo accesso viene richie­sto se col­le­garsi con Face­book o Twit­ter, dopo aver effet­tuato la sele­zione desi­de­rata viene mostrato sotto forma di cer­chi di diverse dimen­sioni lo strea­ming della piat­ta­forma prescelta.

Ogni cir­colo grande rap­pre­senta una per­sona e quelli di minor dimen­sione al suo interno i sin­goli update.

Ricer­cando all’interno nell’apposita barra un ter­mine, una parola chiave spe­ci­fica, ven­gono visua­liz­zati tutti i cer­chi, e dun­que tutti gli inter­venti, che fanno rife­ri­mento a quella parola.

Per­so­nal­mente ho spe­ri­men­tato entrambe le pos­si­bi­lità [nell’immagine quella rela­tiva a Twit­ter] veri­fi­cando i diversi risul­tati dati da una dif­fe­renza, da una sovrap­po­si­zione solo par­ziale, dei contatti.

Siamo nor­mal­mente por­tati a rite­nere che la visua­liz­za­zione delle infor­ma­zioni sia solo un out­put, stru­menti di que­sto tipo con­sen­tono di sov­ver­tire l’ipotesi tra­sfor­man­dosi in ele­menti di input e con­trollo in tempo reale fil­trando la rin­don­danza infor­ma­tiva digitale.

Pubblicato il 28 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Il Dilemma degli Editori

Fré­dé­ric Fil­loux su Mon­day Note esa­mina il caso del “Washing­ton Post” a titolo esem­pli­fi­ca­tivo di quello che è, sotto il pro­filo eco­no­mico, l’attuale dilemma degli editori.

Secondo quanto ripor­tato, nell’ultimo tri­me­stre del 2010 il rap­porto, in ter­mini di ricavi, tra online e carta stam­pata ha rag­giunto un’incidenza del 43% per il quo­ti­diano statunitense.

Quella che in ter­mini di pro­spet­tiva potrebbe appa­rire come una buona noti­zia, rac­chiude invece il pro­blema di fondo del com­parto edi­to­riale. Infatti, come mostra il  gra­fico di sin­tesi sot­to­ri­por­tato, per ogni dol­laro di ricavi recu­pe­rati dall’online ne sono stati persi cin­que nella ver­sione stampata.

Si tratta di una ten­denza che non lascia spe­ranza alcuna rela­ti­va­mente alla pos­si­bi­lità di com­pen­sa­zione delle per­dite dall’area di busi­ness tra­di­zio­nale attra­verso l’online.

Pubblicato il 27 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Attualissimo

Il Pre­si­dente del Con­si­glio rispol­vera ancora una volta il suo discorso del 1994, quello della discesa in campo per­ché – spiega – «mi sono reso conto che è attualissimo».

Sono andato a ripe­scare il discorso inte­grale di allora per pro­durre una “word cloud”, una nuvola di parole, che visua­lizzi i con­cetti espressi.

Una legge ele­men­tare di psi­co­lo­gia della comu­ni­ca­zione dice che più le parole ripe­tute sono astratte e inter­pre­ta­bili con lar­ghezza di signi­fi­cati, più alto è il rischio che siano pas­se­par­tout, che non impe­gnano l’emittente e pos­sono essere equivocate.

Pubblicato il 27 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Intervista

Dive­nuta cele­bre gra­zie alla messa in onda su “Stri­scia la Noti­zia” del suo inter­vento alle spalle dell’Ono­re­vole Ber­nini, Anna­rella viene inter­vi­stata men­tre par­te­cipa ad un pre­si­dio per la rac­colta di firme con­tro il Governo.

Il video, dopo essere stato con­di­viso su Face­book il 17 Feb­braio, ha già sor­pas­sato le 400mila visua­liz­za­zioni su You­Tube e la ricerca su Goo­gle for­ni­sce oltre 34mila risultati.

Pubblicato il 26 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Houston Abbiamo un Problema

The Indi­pen­dent nell’edizione di oggi pub­blica un arti­colo di Harold Evans, gior­na­li­sta e scrit­tore anglo­sas­sone di fama, sull’importanza del ruolo di un’ infor­ma­zione cor­retta, ele­mento cru­ciale di difesa della libertà dei popoli.

L’ex diret­tore del “Times” effet­tua un ana­lisi sto­rica, di grande attua­lità, del con­tri­buto for­nito dai media, ed in par­ti­co­lare dalla stampa, nella sal­va­guar­dia della demo­cra­zia, e sulla respon­sa­bi­lità affi­data al gior­na­li­smo al quale sono richie­ste respon­sa­bi­lità, affi­da­bi­lità ed imparzialità.

Sono ele­menti asso­lu­ta­mente con­di­vi­si­bili che la stra­grande mag­gio­ranza degli utenti si attende ma non ritrova nella pro­pria espe­rienza quotidiana.

Secondo i risul­tati di un son­dag­gio con­dotto da Finan­cial Times/Harris Poll negli USA ed in 5 stati Euro­pei, Ita­lia inclusa,  i media non sono nè neu­trali nè impar­ziali e la loro affi­da­bi­lità, la loro cre­di­bi­lità, è sem­pre meno riscontrata.

Tra tutte le nazioni prese in con­si­de­ra­zione dalla ricerca è pro­prio l’Italia il paese in cui il livello di fidu­cia nei media è ai minimi ter­mini, con il 74% degli inter­vi­stati che dichiara di non rite­nere affi­da­bili, veri­tiere, le infor­ma­zioni tra­smesse rela­ti­va­mente a poli­tica ed eco­no­mia dai mezzi di comunicazione.

L’indagine ha misu­rato anche la ten­denza rispetto a 5 anni fa rela­ti­va­mente all’affidabilità che viene accor­data ai media evi­den­ziando come sia, ancora una volta, il nostro paese quello nel quale vi è la mag­gior per­cen­tuale di per­sone che ritiene l’informazione meno accu­rata rispetto al passato.

Albert Camus, nella sua nar­ra­tiva filo­so­fica carat­te­riz­zata dai tur­ba­menti esi­sten­ziali, scri­veva che “una sola frase basterà a descri­vere l’uomo moderno: egli for­ni­cava e leg­geva i gior­nali”. La coin­ci­denza dei due temi nelle cro­na­che ita­liane degli ultimi anni dovrebbe ulte­rior­mente indurre a riflet­tere circa i risul­tati della ricerca.

Pubblicato il 25 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Quello che Google ha Imparato nel 2010, da Google

Il video, pub­bli­cato all’inizio di que­sto mese, rias­sume, a fini evi­den­te­mente pro­mo­zio­nali, alcune delle prin­ci­pali evi­denze rac­colte da Goo­gle rela­ti­va­mente al com­por­ta­mento dell’utenza online, alla tipo­lo­gia di ricer­che ed all’influenza delle stesse.

Si sco­pre così, tra l’altro, che:

  • Gli acqui­renti di un pc por­ta­tile effet­tuano media­mente 14 ricer­che sul tema prima di comprare
  • Il 60% delle respon­sa­bili d’acquisto ricerca cou­pons ed offerte spe­ciali online
  • Il 25% di coloro che sono inten­zio­nati a cam­biare la pro­pria auto uti­liz­zano inter­net in mobi­lità per effet­tuare le loro ricer­che sul tema
  • Il 75% dei pazienti ricerca i sin­tomi della pro­pria malat­tia sul web prima di discu­terne con il medico
  • Il 40% dei turi­sti con­sul­tano opi­nioni e com­menti online prima di sce­gliera desti­na­zione e strut­tura del viaggio

Se i dati for­niti con­fer­mano ancora una volta l’influenza del web rispetto alle dina­mi­che di acqui­sto, secondo i risul­tati dello stu­dio sull’ Europa Digi­tale pub­bli­cati da com­Score  nei pros­simi cin­que anni potrebbe esserci una inver­sione di ten­denza, o quan­to­meno di ruoli, con Face­book in qua­lità di motore di ricerca e Goo­gle, al con­tra­rio, in veste di rete sociale.

Se il valore dei motori di ricerca è attual­mente indi­scu­ti­bile, anche nel nostro paese, cer­ta­mente le reti sociali, i social media sono con­te­sto di aggre­ga­zione, con­di­vi­sione e di forte influenza.

Dif­fi­cile dire oggi chi dei due com­pe­ti­tors trar­rebbe mag­gior van­tag­gio da un even­tuale switch di ruoli. Se fossi chia­mato ad una impon­de­ra­bile pre­vi­sione per­so­nal­mente pro­pen­de­rei, visto anche l’enorme gap di red­di­ti­vità, per  la casa di Moun­tain View.

A mar­gine, si segnala che da ieri Goo­gle, come aveva anti­ci­pato, ha rila­sciato una nuova ver­sione, un aggior­na­mento del pro­prio algo­ritmo per argi­nare la sca­lata nei risul­tati for­niti dalle ricer­che  di con­te­nuti di bassa qualità.

Pubblicato il 24 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

L’Italia è più Democratica della Francia

Il New York Times, in un arti­colo dedi­cato alla deca­denza della potenza sta­tu­ni­tense, pub­blica una tabella com­pa­ra­tiva che sin­te­tizza i fat­tori salienti delle prin­ci­pali eco­no­mie avan­zate del pianeta.

Nono­stante le fonti dalle quali sono stati estra­po­lati i dati siano di asso­luta atten­di­bi­lità, lascia per­plessi appren­dere, ad esem­pio, che il nostro paese avrebbe un mag­gior tasso di demo­cra­zia rispetto ai cugini transalpini.

E’ uno degli ele­menti ripor­tati che stride rispetto a molte altre rile­va­zioni e inda­gini sul tema, che induce a riflet­tere sull’affidabilità dei dati e, soprat­tutto, sulla neces­sità di inter­pre­ta­zione degli stessi.

Pubblicato il 24 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Il Mondo è Ossessionato da Facebook

Il video rias­sume i dati più aggior­nati sul social net­work più popo­loso del mondo dal numero di richie­ste d’amicizia alle dimen­sioni del cari­ca­mento delle foto ed altre nume­rose tran­sa­zioni che avven­gono su Face­book nell’arco di 20 minuti.

Motion­gra­phic che offre uno spac­cato dell’amore mon­diale, quasi osses­sivo, per Facebook.

Visti i numeri dirom­penti, è oppor­tuno ricor­dare anche che, nono­stante 1 su 13 abi­tanti del pia­neta uti­lizzi la crea­zione di Mark Zuc­ker­berg, l’impresa è attual­mente ancora lon­tana dall’essere profittevole.

Avver­tenza stret­ta­mente legata alle valo­riz­za­zione di Face­book ed altri social net­work che sta facendo tor­nare a par­lare gli ana­li­sti di “bolla 2.0″.

Pubblicato il 23 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Il Piano Strategico 2011 — 2013 di RCS

Il piano stra­te­gico di svi­luppo di RCS per il periodo 2011 – 2013, rila­sciato defi­ni­ti­va­mente la scorsa set­ti­mana, si arti­cola attra­verso le seguenti diret­trici strategiche:

– Con­so­li­dare e raf­for­zare la pro­du­zione edi­to­riale di qua­lità, con il ripen­sa­mento dei pro­dotti e dell’offerta.

– Svi­lup­pare rela­zioni dura­ture con i let­tori e gli inve­sti­tori, con l’obiettivo di aumen­tarne e con­so­li­darne la fidelizzazione.

– Poten­ziare l’evoluzione mul­ti­me­diale e digi­tale dei Power Brand Quo­ti­diani ita­liani e spa­gnoli, dei Perio­dici Ver­ti­cali e dei Libri.

– Ripro­get­tare i modelli di busi­ness con par­ti­co­lare rife­ri­mento ai ricavi, all’assetto orga­niz­za­tivo gene­rale, ad una nuova orga­niz­za­zione del lavoro e soprat­tutto al patri­mo­nio di com­pe­tenze aziendali.

- Foca­liz­zare gli inve­sti­menti e le ambi­zioni di cre­scita in Ita­lia e all’Estero per la difesa dell’editoria tra­di­zio­nale e per lo svi­luppo del busi­ness mul­ti­me­diale e digi­tale, disin­ve­stendo da asset non core.

In ter­mini eco­no­mico — finan­ziari, l’obiettivo del gruppo RCS è di rag­giun­gere un incre­mento di 536 milioni di euro a fine 2013 nel set­tore dell’editoria digi­tale sta­bi­liz­zando gli attuali ricavi dal com­parto tra­di­zio­nale che attual­mente ammon­tano a 1.917 milioni di euro.

Com­ples­si­va­mente dun­que l’area digi­tale dovrebbe pesare in pro­spet­tiva poco più del 20% rispetto ad un totale di ricavi attesi per 2.453 milioni di euro.

Con spe­ci­fico rife­ri­mento all’area dei quo­ti­diani online ed all’informazione digi­tale il gruppo edi­to­riale ripone le sue spe­ranze fon­da­men­tal­mente sul mer­cato spa­gnolo, men­tre sono deci­sa­mente meno rosee le ipo­tesi per quanto riguarda diret­ta­mente il nostro paese che vedreb­bero una forte con­tra­zione dei ricavi dalla rac­colta pub­bli­ci­ta­ria online.

In par­ti­co­lare è gra­zie all’area di busi­ness che fa capo al  quo­ti­diano “El Mundo” ed alla sua piat­ta­forma digi­tale a paga­mento che si attende di rag­giun­gere 103mila sot­to­scri­zioni tra web, smart­pho­nes e tablets.

Il Piano stra­te­gico 2011 – 2013, com­pren­sivo dei risul­tati pre­li­mi­nari del 2010, è libe­ra­mente sca­ri­ca­bile e la let­tura del docu­mento com­pleto è cal­da­mente raccomandata.

Emerge con asso­luta chia­rezza come il futuro dei quo­ti­diani a medio ter­mine non sia online né in ter­mini di rac­colta pub­bli­ci­ta­ria né a livello di pos­si­bili ricavi signi­fi­ca­tivi dal paga­mento delle edi­zioni online/digitali.

Credo che defi­ni­ti­va­mente non possa esserci dub­bio rela­ti­va­mente al fatto che, in pro­spet­tiva, il futuro dei quo­ti­diani si gio­chi sulla capa­cità di rea­liz­zare siner­gie, con­ver­genza, tra le ver­sioni digi­tali e quelle tra­di­zio­nali, uti­liz­zando cia­scun mezzo, cia­scuna ver­sione a sup­porto dell’altra.

So che risulta sgra­de­vole ricor­darlo, ma da que­ste parti è da un pezzo che lo stiamo dicendo.

Pubblicato il 22 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Interattività Vò Cercando

L’utilizzo delle mappe come stru­mento di sin­tesi gra­fica ed inte­ra­zione in ambito infor­ma­tivo è sem­pre più diffuso.

Dal ciclone Wiki­Leaks in poi non c’è ver­sione online dei prin­ci­pali quo­ti­diani del pia­neta che non abbia pro­dotto una pro­pria ver­sione come sup­porto alla massa di informazioni.

La rivolta araba e gli avve­ni­menti in Libia di que­sti giorni sono stati l’ennesima dimo­stra­zione della dif­fu­sione di que­sto mezzo d’informazione, come testi­mo­niano le diverse mappe segna­late sabato, alle quali si aggiunge ora quella pro­dotta da “La Infor­ma­ciòn” che effet­tua una radio­gra­fia delle con­di­zioni delle nazioni di Nord Africa e Medio Oriente.

Dopo l’assoluta carenza dei quo­ti­diani ita­liani anche sotto que­sto pro­filo, “La Repub­blica” pro­pone da ieri  una pro­pria ver­sione di que­sta moda­lità infor­ma­tiva con quella che dovrebbe essere la mappa inte­rat­tiva della rivolta in Libia.

Il risul­tato è a dir poco delu­dente con gra­fica, inte­rat­ti­vità e livello di infor­ma­zione dav­vero ai minimi livelli.

Unica atte­nuante è che sia colpa del freddo.

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