gennaio 2011

Pubblicato il 31 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

Demand Media

Demand Media, start up dedi­cata alla crea­zione e dif­fu­sione di con­te­nuti, al suo esor­dio in borsa a metà della scorsa set­ti­mana, ha otte­nuto una valu­ta­zione supe­riore a quella del New York Times.

Al riguardo, Search Engine Land ha effet­tuato una simu­la­zione, pren­dendo ad esem­pio pro­prio il quo­ti­diano sta­tu­ni­tense, di come cam­bie­rebbe la pagina di un gior­nale se si basasse esclu­si­va­mente sulla domanda dell’utenza rile­van­done inte­ressi e gusti attra­verso algo­ritmi, tag e ricer­che sui motori.

Si evi­den­zia fon­da­men­tal­mente come si veri­fi­che­rebbe un’appiattimento gene­rale a causa della carenza di con­te­nuti originali.

Per quanto mi riguarda non è cer­ta­mente que­sto il gior­na­li­smo del futuro.

Gior­na­li­smo è “testa e cuore”, capa­cità di sele­zio­nare ed ela­bo­rare infor­ma­zioni con pas­sione ed etica pro­fes­sio­nale, uti­liz­zando tutti i mezzi e le tec­no­lo­gie come sup­porto, inte­gra­zione al lavoro non come sosti­tu­zione.  Non ho dubbi.

- NYT ori­gi­nal home page — clicca per ingrandire —

- NYT “deman­de­fied ver­sion” — clicca per ingrandire —

Update. Per appro­fon­dire: Good news for jour­na­lism: no way is Demand Media really worth more than the New York Times

Pubblicato il 30 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

Mappatura della Crisi Egiziana

The Cri­si­sMap­per ha con­di­viso su Twit­ter diverse mappe della rivolta egi­ziana in corso nell’ultima set­ti­mana, lista alla quale ho aggiunto quanto tro­vato dal sot­to­scrittto per for­nire un elenco il più com­pleto possibile.

Clic­cando sulle imma­gini, sugli screen­shot, avrete accesso alle mappe inte­rat­tive ori­gi­nali sotto riportate.

Per chi volesse appro­fon­dire il tema del “cri­sis map­ping”, della map­pa­tura delle crisi, credo che il sito dell’ Har­vard Huma­ni­ta­rian Ini­tia­tive sia il punto di par­tenza ideale.

Esri, impresa pri­vata sta­tu­ni­tense che for­ni­sce sistemi d’informazione geo­gra­fica, ha rea­liz­zato quella che, a mio avviso, è pro­ba­bil­mente la più inte­res­sante tra  tutte poi­chè inte­gra la loca­liz­za­zione dei video cari­cati su You­Tube, le foto con­di­vise su Flickr e, natu­ral­mente, i teewts.  La rea­liz­za­zione rap­pre­senta anche un’ottimo esem­pio indub­bia­mente di come dimo­strare il pro­prio exper­tise in ambito social.

ANHRI, The Ara­bic Net­work for Human Rights, fonte infor­ma­tiva da seguire in que­sti giorni, ha rea­liz­zato la Jan 25th Cro­wd­Map. Mappa che, come sug­ge­ri­sce il nome, viene aggior­nata gra­zie ai con­tri­buti degli utenti.

Il Guar­dian pub­blica una mappa gene­rale che visua­lizza i punti e i momenti della rivolta in tutta la peni­sola araba ed il det­ta­glio di quelli in Egitto.

Anche le edi­zioni online del Los Ange­les Times e del New York Times hanno pro­dotto la loro ver­sione delle mappe della crisi in corso.

[Via]

Pubblicato il 29 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

Nilometro

Il ten­ta­tivo del governo egi­ziano di ingab­biare, di bloc­care qua­lun­que con­tatto con il mondo oscu­rando la rete non funziona.

Lo testi­mo­nia l’ampissima docu­men­ta­zione video e foto­gra­fica, dispo­ni­bile nono­stante la cen­sura, rac­colta da The Lede, blog del NYT dedi­cato alle noti­zie internazionali.

Il Nilo­me­tro, colonna a gradi chiusa in una sorta di tem­pietto e custo­dita dal governo per misu­rare l’escrescenza del Nilo, torna d’attualità nella defi­ni­zione di ben altre piene . Quelle delle per­sone, mostrate nel video, che chie­dono a gran voce il rispetto dei loro diritti umani.

The tweets must flow!

Pubblicato il 28 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

Ipad is Iconic

eMar­ke­ter ha pub­bli­cato la sin­tesi dei risul­tati di una ricerca com­pa­ra­tiva sull’efficacia della pub­bli­cità su iPad rispetto alla stampa. Dall’indagine emer­ge­rebbe una netta supre­ma­zia del tablet Apple in tutti i para­me­tri con­si­de­rati, ad esclu­sione dell’intenzione d’acquisto, rispetto agli annunci pub­bli­cati a mezzo stampa.

Non avendo i dati com­pleti della ricerca è dif­fi­cile valu­tare appro­fon­di­ta­mente quanto affer­mato, ma sor­gono dei dubbi rispetto a risul­tati “sponsorizzati”.

In pri­mis non ritengo meto­do­lo­gi­ca­mente cor­retto il para­gone tra un mezzo inte­rat­tivo e dina­mico ed uno sta­tico, manca inol­tre il dato sulla memo­ra­bi­lità degli annunci che tutti sanno essere fondamentale.

I risul­tati inol­tre, stri­dono con quelli di altre inda­gini e sono in con­trad­di­zione con il recen­tis­simo lan­cio di Ongo, pro­dotto edi­to­riale digi­tale a paga­mento il cui plus è nell’assenza di pubblicità.

Intanto Apple ha lan­ciato il nuovo spot per la cam­pa­gna pub­bli­ci­ta­ria carat­te­riz­zata da imma­gine ico­ni­che, a comin­ciare da quella di Mari­lyn Mon­roe, ed il claim, appunto, “iPad is Ico­nic”. Che anche l’indagine possa essere parte della stra­te­gia di comu­ni­ca­zione dell’azienda è un dub­bio che attendo venga smentito.

Pubblicato il 28 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

Buio

Dalla mez­za­notte, anche se i media uffi­ciali ita­liani non ripor­tano ancora la noti­zia, il Governo Egi­ziano ha ordi­nato a tutte le com­pa­gnie tele­fo­ni­che, ai ser­vice pro­vi­ders, di chiu­dere com­ple­ta­mente tutte le con­nes­sioni inter­net inter­na­zio­nali esclu­dendo, con una deci­sione senza pre­ce­denti, per qual­siasi atti­vità, ban­che, scuole e per­fino uffici gover­na­tivi, la pos­si­bi­lità di col­le­garsi alla rete dall’Egitto.

Nella mia rubrica dell’Indro, sta­mane si appro­fon­di­sce “la Twit­ter revo­lu­tion” con un’ ana­lisi del ruolo della rete, dei social media e social net­works nella rivolta araba in atto, dati e considerazioni.

Pubblicato il 27 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

La Verifica delle Informazioni Online

Ai tempi di inter­net il con­fine tra vero e vero­si­mile può facil­mente essere sor­pas­sato dando ori­gine alla dif­fu­sione di infor­ma­zioni errate, non veritiere.

Dal caso di Tiger Woods alla pre­sunta morte di Owen Wil­son, com­plice troppo spesso la prio­rità data alla tem­pe­sti­vità rispetto alla qua­lità dell’informazione, i casi di “bufale” anche da parte di media auto­re­voli non sono dav­vero mancati.

Anche la costru­zione di noti­zie costruite ad hoc per creare buzz intorno ad un mar­chio, un pro­dotto, sono una realtà che il caso di Klaus Davi ha evidenziato.

D’attualità ed inte­resse dun­que la mappa rea­liz­zata da Online Jour­na­lism come stru­mento, guida, dei cri­teri da seguire per la veri­fica delle infor­ma­zioni online.

Sud­di­visa in tre aree prin­ci­pali: con­te­nuto, con­te­sto e codice, sug­ge­ri­sce quelli che pos­sono essere gli ele­menti basici da seguire per la veri­fica delle noti­zie prima della loro diffusione.

Come ricor­dava pochi giorni fa Arthur Sulz­ber­ger, Diret­tore del NYT, “Le men­zo­gne sul web si dif­fon­dono molto più rapi­da­mente della verita”, è indub­bia­mente anche que­sto un ulte­riore cri­te­rio gene­rale da ricor­dare per i gior­na­li­sti e per tutti coloro che desi­de­rano fare infor­ma­zione con serietà.

Pubblicato il 26 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

Dal Quadrato al Triangolo

Edel­man ha pub­bli­cato i risul­tati gene­rali dell’undicesima edi­zione del Trust Baro­me­ter. La ricerca ha coin­volto oltre 5mila indi­vi­dui in 23 nazioni diverse del mondo, Ita­lia inclusa, ana­liz­zando il livello di fidu­cia nei con­fronti di imprese, isti­tu­zioni e media.

Il rap­porto indica chia­ra­mente come nei paesi mag­gior­mente svi­lup­pati eco­no­mi­ca­mente, tra i quali l’Italia, vi sia il mag­gior tasso di sfi­du­cia nei main­stream media. In par­ti­co­lare rife­ri­mento al nostro paese emerge come circa la metà della popo­la­zione [il 45%] non nutra fidu­cia in quanto viene ripor­tato dai mezzi di comu­ni­ca­zione di massa.

Com­ples­si­va­mente, tra i set­tori ana­liz­zati, i media hanno lo sco­ring tra i più bassi, appena al di sopra di assi­cu­ra­zioni, ban­che e ser­vizi finan­ziari, con una per­cen­tuale del 52% di indi­vi­dui che ha fidu­cia in quanto viene riportato.

L’Indagine evi­den­zia come i fat­tori qua­li­fi­canti per la repu­ta­zione azien­dale siano l’alta qua­lità dei pro­dotti o ser­vizi e tra­spa­renza ed one­stà,  ele­menti che, visti i risul­tati, non ven­gono rico­no­sciuti ai media.

Come fonte per la ricerca di noti­zie ed infor­ma­zioni sulle imprese al primo posto figu­rano i motori di ricerca ed al secondo le news online, stampa e pub­bli­ca­zioni perio­di­che si col­lo­cano sola­mente al terzo posto con una per­cen­tuale del 15% dei casi.

Il pano­rama attuale dei media e lo scet­ti­ci­smo di cui è con­to­nato richie­dono mol­te­pli­cità di voci e canali di comunicazione.

Le regole ed i cri­teri sui quali si fonda l’attribuzione di fidu­cia si sono evo­lute, tra­sfor­mando la mappa degli ele­menti che la com­pon­gono, dal qua­drato del pas­sato all’attuale trian­golo, come illu­stra la figura sottostante.

Il pro­blema dei media non risiede nel web e nella per­dita di red­di­ti­vità che ne con­se­gue ma nella man­canza di rela­zione e fidu­cia con i pub­blici di rife­ri­mento. Sarebbe bene avere il corag­gio di ammet­terlo ed inter­ve­nire pron­ta­mente invece di con­ti­nuare a girarci intorno.

Pubblicato il 26 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

Il Valore di una Intervista

El Pais, nell’ennesima sin­tesi su quali siano le pie­tose con­di­zioni in cui versa il nostro paese, pub­blica un box che quan­ti­fica il valore di un’intervista a Karima El Mah­roug [aka Ruby Ruba­cuori] secondo le tarif­fa­zioni che il fidanzato-pr mana­ger defi­ni­sce. Secondo quanto ripor­tato, esi­ste, e viene cor­ri­spo­sta, una spe­ci­fica quan­ti­fi­ca­zione del valore delle dichia­ra­zioni della gio­vane di ori­gini maroc­chine che chiede 10mila euro per una pre­senza tele­vi­siva e 5mila per una a mezzo stampa di solo testo; la pre­senza di imma­gini o video per l’edizione online della pub­bli­ca­zione la rende assi­mi­la­bile a quella tele­vi­siva ripor­tan­done la quo­ta­zione ai mede­simi 10mila di quella per il pic­colo schermo.

Con­tem­po­ra­nea­mente The Eco­no­mist ha pub­bli­cato una sin­tesi dello stato dell’informazione  nella Corea del Nord, citando il caso del Rim­jin­gang unica pub­bli­ca­zione indi­pen­dente che sfugge alla cen­sura del regime tota­li­ta­rio di quella nazione.

I repor­ters del Rim­jin­gang sono stati spe­ci­fi­ca­ta­mente adde­strati all’estero  sulle tec­ni­che di “under­co­ver repor­ting” per poter rea­liz­zare il loro lavoro senza essere sco­perti, pena la cer­tezza della con­danna a morte in tal caso.

Gli arti­coli, i repor­tage ven­gono con­trab­ban­dati all’interno di memory stick o tra­smessi gra­zie all’utilizzo di tele­fo­nini cinesi che rice­vono il segnale anche al di là della fron­tiera coreana; ulti­ma­mente ven­gono uti­liz­zati anche dei tele­foni satel­li­tari che sono a minor rischio di inter­cet­ta­zione. Il risul­tato è esem­pli­fi­cato nel video sot­to­ri­por­tato pub­bli­cato a fine 2010 dal Tele­graph.

La dif­fe­renza tra chi si fa una vita rila­sciando inter­vi­ste e chi la rischia per rac­co­glierle ne sta­bi­li­sce indi­scu­ti­bil­mente il valore segnando il con­fine tra gos­sip e informazione.

Pubblicato il 25 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

Attrarre l’Attenzione dell’Utenza

Nella mia rubrica all’interno dell’Indro, oggi si ana­liz­zano le impli­ca­zioni di uno stu­dio che demo­li­sce il valore dei testi­mo­nials nella comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria. Enne­sima con­ferma della neces­sità di rove­sciare i para­digmi nella rela­zione tra imprese e pub­blici di riferimento.

Al tempo stesso, Yahoo pre­senta i risul­tati di una ricerca che rivela come l’86% di coloro che uti­liz­zano inter­net in mobi­lità siano impe­gnati in altre atti­vità, pre­va­len­te­mente non col­le­gate, men­tre guar­dano la televisione.

Segnali forti della con­cre­tezza del mes­sag­gio di David Scott Meer­man che nel suo libro, tra­dotto in 26 lin­gue, «The New Rules of Mar­ke­ting & PR», sug­ge­riva ai mar­ke­ters di “earn their way in”.

Pubblicato il 25 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

L’Importanza della User Experience

Four­square, attual­mente la più nota appli­ca­zione di geo­lo­ca­liz­za­zione, annun­cia una cre­scita del 3400% [si avete letto bene] nel 2010 ed il rag­giun­gi­mento la scorsa set­ti­mana  della rag­guar­de­vole cifra di sei milioni di utenti che uti­liz­zano que­sto sistema condivisione.

La lezione da trarre da quello che ormai è un suc­cesso indi­scu­ti­bile si basa su due capisaldi:

  • Il mec­ca­ni­smo legato al gioco ed al rico­no­sci­mento di premi è vincente.
  • La user expe­rience, l’esperienza fatta dagli utenti durante l’utilizzo, è fat­tore discri­mi­nante di estrema rile­vanza. Non biso­gna mai pro­get­tare archi­tet­ture che risul­tino troppo com­plesse da utilizzare.

Obiet­tivi quali com­mu­nity e coin­vol­gi­mento, ter­mini ampia­mente usati ed abu­sati di que­sti tempi, non pos­sono pre­scin­dere da que­sti fattori.

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