dicembre 2010

Pubblicato il 23 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

The Social Guardian

Dopo Goo­gle News è ora il Guar­dian ad acce­le­rare sulla socia­lità delle notizie.

Con The Social Guar­dian, il quo­ti­diano anglo­sas­sone spinge deci­sa­mente verso la con­di­vi­sione di noti­zie in tempo reale.

Dopo aver effet­tuato l’accesso con il pro­prio account Twit­ter ven­gono visua­liz­zati tutti gli arti­coli che gli altri utenti stanno leg­gendo con un aggior­na­mento in tempo reale.

Comin­ciando ad uti­liz­zare il sito web ven­gono for­niti sug­ge­ri­menti per­so­na­liz­zati su noti­zie che potreb­bero interessare.

Pur trat­tan­dosi di un pro­getto ancora in fase spe­ri­men­tale, mostra e dimo­stra come potreb­bero essere in futuro le edi­zioni on line dei quo­ti­diani ed il ruolo, la cen­tra­lità dell’utenza.

Pubblicato il 23 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Posizionamento Libero

Libero, secondo quanto pare emer­gere dall’editoriale in prima pagina quest’oggi, punta sullo stesso con­cept, sul mede­simo posi­zio­na­mento del “Fatto Quo­ti­diano”, pec­cato per quei 5 milioni di euro di con­tri­buti sta­tali che ren­dono dav­vero poco cre­di­bile le affer­ma­zioni del quo­ti­diano organo del par­tito monar­chico come ricor­dava lo stesso Bel­pie­tro qual­che tempo fa.

Vuoti di memo­ria che par­to­ri­scono posi­zio­na­menti liberi. Auguri!

Pubblicato il 23 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Strumenti per Favorire il Cambiamento Sociale & Organizzativo

Non ci sono modelli di mana­ge­ment o stili di lea­der­ship per tutte le stagioni.

Le grandi rivo­lu­zioni eco­no­mi­che modi­fi­cano i rap­porti di potere e la società a con­tatto in una maniera che non è mai indo­lore. Sono toc­cati i biso­gni e gli inte­ressi indi­vi­duali, modi­fi­cate le gerar­chie d’influenza, ricon­fi­gu­rate le rela­zioni per­so­nali. Si sca­te­nano effetti di reat­ti­vità, di pron­tezza di rispo­sta e di alli­nea­mento con­for­mi­stico o di resistenza.

Il mana­ger, che ha respon­sa­bi­lità di un’organizzazione azien­dale e il capo inter­me­dio, alla guida di un gruppo di lavoro, devono avere chia­rezza della situa­zione nuova e di quella che può venire a deter­mi­narsi, comu­ni­care e con­di­vi­dere obiet­tivi e logi­che d’azione, soste­nere i fol­lo­wer durante il cam­bia­mento, met­ter­sene al cen­tro e spin­gere verso ulte­riori avan­za­menti positivi.

Una simu­la­zione di ruolo mana­ge­riale e di lea­der­ship tra­sfor­ma­zio­nale è pos­si­bile con il video­gioco «Fable III» di Micro­soft per Xbox360, un gioco, che è l’ultimo epi­so­dio di un titolo di suc­cesso, con milioni di copie ven­dute delle due avven­ture precedenti.

In que­sta il gio­ca­tore veste i panni del pro­ta­go­ni­sta ed è al cen­tro di un’ascesa da rivo­lu­zio­na­rio a regnante e oltre.

Nella nuova avven­tura sono tra­scorsi 50 anni dagli avve­ni­menti di «Fable II» e Albion è nel mezzo della rivo­lu­zione indu­striale. La sen­sa­zione, che riceve il gio­ca­tore, è che la città sia mag­gior­mente cupa e degra­data non solo per le con­di­zioni pro­dotte dalle prime fab­bri­che, ma anche per l’oppressione poli­tica, che ha inciso sul pae­sag­gio, sugli inse­dia­menti e sulla società tutta.

La disu­gua­glianza è cre­sciuta, lo sfrut­ta­mento dei lavo­ra­tori è aumen­tato, la pos­si­bi­lità di una vita migliore è diven­tata sem­pre meno pro­ba­bile. Albion ha molti tratti dell’Inghilterra di fine settecento.

In que­sta situa­zione c’è un despota, il re Logan, rap­pre­sen­ta­tivo di un mondo cor­rotto e in deca­denza, pre­oc­cu­pato di con­ser­vare il potere e le distanze sociali. Il tiranno è salito al potere dopo la morte del padre, l’eroe di Bower­stone del secondo epi­so­dio e accen­tua la velo­cità della rivo­lu­zione industriale.

Il gio­ca­tore avrà il ruolo del fra­tello minore di Logan, tenuto in disparte dal sovrano asso­luto. Dovrà orga­niz­zare una rivo­lu­zione per con­qui­stare il trono e miglio­rare le con­di­zioni di vita del popolo. Si avvale per­ciò della forza di que­sto, con abi­lità e lun­gi­mi­ranza, com­batte al suo fianco, con­qui­sta il potere, cor­rendo il rischio di vin­cere con amore o di com­bat­tere con vio­lenza e astu­zia, fino a poter per­dere tutto.

La stra­te­gia, la tat­tica, l’uso delle risorse, umane, stru­men­tali, eco­no­mi­che e sovran­na­tu­rali, faranno vin­cere le bat­ta­glie e trion­fare la rivoluzione.

Inte­ra­gire con le situa­zioni di Albion, che si ven­gono a gene­rare, anche per effetto delle deci­sioni e delle con­dotte attuate, è entu­sia­smante. Le rela­zioni per­so­nali svi­lup­pate fanno da sup­porto consistente.

Gli inno­va­tivi sistemi di Dyna­mic Touch e di com­bat­ti­mento con­sen­tono di com­bi­nare i diversi stili di deci­sione e di azione. La gra­fica e il sonoro sono iper­rea­li­stici e coin­vol­gono in tutte le fasi del gioco.

Uno stru­mento per favo­rire visione stra­te­gica e mul­ti­di­sci­pli­na­rietà tanto neces­sari di que­sti tempi.

[Via]

Pubblicato il 22 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

I Media Sociali sono Media di Massa

Anche se forse non era neces­sa­ria una con­ferma visti i numeri in gioco,  For­re­ster pub­blica l’estratto di una ricerca recen­te­mente con­dotta dal quale emerge  come l’insieme dei mezzi di comu­ni­ca­zione e di rela­zione che ven­gono comu­ne­mente rag­grup­pati sotto la deno­mi­na­zione di social media siano ormai un media di massa.

I dati, rife­riti all’Europa nel suo insieme, oltre a for­nire una dimen­sione del feno­meno, con­fer­mano la teo­ria di Pareto con circa l’11% dell’utenza che crea, genera l’80% dell’influenza sui con­te­nuti ed addi­rit­tura solo il 4% che pro­duce l’80%  di tutte le impres­sions.

Sono dina­mi­che che il coun­ter rea­liz­zato da Gary Hayes docu­menta in tempo reale.

Attual­mente que­sta defi­ni­zione di social media mi appare troppo gene­rale e rischia di diven­tare una delle tante “parole sca­to­lone”, ritengo possa essere di gran lunga più cor­retto ed inte­res­sante ragio­nare in ter­mini di ear­ned, owned e paid media.

Pubblicato il 22 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Notizie Animate

Next Media Ani­ma­tion è una delle prin­ci­pali imprese nella pro­du­zione di con­te­nuti tri­di­men­sio­nali in Asia.

Uno dei ser­vizi offerti è la rea­liz­za­zione di “noti­zie ani­mate”, car­toni ani­mati 3D che rac­con­tano l’attualità.

NMA si distin­gue per la velo­cità di rea­liz­za­zione, gra­zie ad uno staff di oltre 200 per­sone tra gior­na­li­sti, gra­fici e dise­gna­tori, che con­sente di pro­durre e rila­sciare i con­te­nuti quando la noti­zia è ancora “fresca”.

A con­ferma, nel fil­mato sotto ripor­tato  l’animazione delle indi­scre­zioni fatte tra­pe­lare dal Guar­dian circa i capi di impu­ta­zione di Julian Assange.

Recen­te­mente, visto il suc­cesso otte­nuto, è stato rin­no­vato il sito web dedi­cato all’iniziativa ed i video con noti­zie inter­na­zio­nali sono tra­dotti o sot­to­ti­to­lati in inglese.

Anche se tal­volta, viste le dif­fe­renze cul­tu­rali tra asia­tici ed euro­pei, il risul­tato di quanto pro­dotto può può farci sor­ri­dere, si tratta di una moda­lità di nar­ra­zione della noti­zia  da non sot­to­va­lu­tare come dimo­stra l’esperienza tutta ita­liana di Beau­ti­ful Lab.

Pubblicato il 21 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Il Cane che si Morde la Coda

Luca De Biase ha effet­tuato nei giorni scorsi una buona sin­tesi di quello che è lo stato attuale della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria nel nostro paese, attra­verso un per­corso che ana­lizza la rela­zione tra tempo ed inve­sti­menti pubblicitari.

E’ un tema che è stato già affron­tato in que­sti spazi ma che mi pare inte­res­sante ed oppor­tuno ripren­dere per approfondirlo.

La chiave del pro­blema risiede sostan­zial­mente in due ambiti. Se il primo è di natura squi­si­ta­mente comu­ni­ca­zio­nale in ter­mini di atten­zione, il secondo è rife­ri­bile ad un aspetto più arti­co­lato e com­plesso: quello della coe­renza tra strut­tu­ra­zione orga­niz­za­tiva d’impresa e obiet­tivi sul mercato.

La cor­re­la­zione tra i due aspetti, con­fer­mata da un recente stu­dio McKin­sey sugli uti­lizzi ed i van­taggi per le imprese del così detto web 2.0,  in una nazione quale la nostra che non ha mai bril­lato [escluse le rare eccel­lenze] per mana­ge­ria­lità e visione stra­te­gica e che si carat­te­rizza per un tes­suto eco­no­mico fatto di pic­cole e micro imprese, rende deci­sa­mente più com­plesso il per­corso di riqualificazione.

Le imprese di ser­vizi attive nel com­parto pub­bli­ci­ta­rio sono a loro volta pre­va­len­te­mente di dimen­sioni con­te­nute e spesso sof­frono degli stessi pro­blemi rela­ti­va­mente ai quali dovreb­bero for­nire assi­stenza ai pro­pri clienti.

Sono aspetti macro per i quali è richie­sta visione stra­te­gica e mul­ti­di­sci­pli­na­rietà che solo una  con­cer­ta­zione, una col­la­bo­ra­zione tra i diversi attori  può ren­dere praticabile.

In caso con­tra­rio con­ti­nuerà il pro­trarsi di un loop appa­ren­te­mente inspie­ga­bile ed inso­lu­bile, come quando il cane si morde la coda.

 

Pubblicato il 21 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

TweetLeaks

Clau­dio Lopez, edi­tor di Ran­dom House Mon­da­dori, joint ven­ture tra Mon­da­dori e Ran­dom House, divi­sione libri del gruppo tede­sco Ber­tel­smann, che copre il mer­cato di lin­gua spa­gnola, assi­cura che Julian Assange avrebbe già ven­duto i diritti delle pro­prie memo­rie  a Canon­gate e Knopf che le pub­bli­che­ranno rispet­ti­va­mente in Gran Bre­ta­gna e negli USA.

L’uscita del libro dovrebbe essere per marzo 2011.

Men­tre i tri­bu­nali inglesi, pro­prio in seguito all’arresto di Julian Assange, si appre­stano ad auto­riz­zare i tweets durante i pro­cessi è sin­go­lare come il fon­da­tore di Wiki­Leaks sia a sua volta vit­tima di indiscrezioni.

Twee­tLeaks ultima fron­tiera del gior­na­li­smo in tempo reale o apo­teosi del gos­sip mon­diale? Come sem­pre dipende dalla respon­sa­bi­lità di chi uti­lizza il mezzo e non dallo stru­mento di per se stesso.

Pubblicato il 20 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Cinguettii Quotidiani

Twit­ter nel nostro paese è un feno­meno rela­ti­va­mente mode­sto nei numeri, con valori asso­luti e pene­tra­zione dell’utenza nem­meno lon­ta­na­mente para­go­na­bile a quella di Facebook.

E’ una realtà che, se appli­cata spe­ci­fi­ca­ta­mente ai quo­ti­diani, diviene ancor più limi­tata con sol­tanto il 16% dei gior­nali ita­liani che ha un account uffi­ciale su Twit­ter come rile­vato dal moni­to­rag­gio effet­tuato prima di quest’estate.

Uti­liz­zando que­sto stru­mento ho voluto veri­fi­carne  le ten­denze attua­liz­zan­dole rispetto alle pre­ce­denti indagini.

Per sem­pli­cità di let­tura mi sono con­cen­trato sui prin­ci­pali quo­ti­diani gene­ra­li­sti. E’ stato escluso «Il Sole24Ore» poi­chè con oltre 20 account distinti diviene molto dif­fi­cile da censire.

E’  «La Repub­blica» il gior­nale nazio­nale con il mag­gior numero di fol­lo­wers, men­tre la miglior ten­denza negli ultimi tre mesi è quella regi­strata per «Il Fatto Quo­ti­diano» con un incre­mento quasi al raddoppio.

Com­ples­si­va­mente tutti i quo­ti­diani presi in con­si­de­ra­zione hanno un trend estre­ma­mente posi­tivo con tassi di cre­scita che, par­tendo da valori asso­luti rela­ti­va­mente con­te­nuti, sono dav­vero importanti.

- Ela­bo­ra­zione “Il Giornalaio” —

- Elaborazione "Il Giornalaio" -

Con uno stato dell’informazione sul web, che anche nel nostro paese ha ormai un peso rile­vante, è pro­prio il suc­cesso del “Fatto” che dovrebbe indurre a riflet­tere circa l’opportunità offerta da una pre­senza cor­retta, inse­rita all’interno di una più ampia stra­te­gia di rela­zione con l’utenza,  su una piazza vir­tuale comun­que signi­fi­ca­tiva quale è Twit­ter.

Se si vuole che le per­sone par­lino delle noti­zie e dei gior­nali, pro­muo­ven­doli dun­que, non esi­ste altra alter­na­tiva che non sia quella di dive­nire signi­fi­ca­tivi, nell’accezione più ampia del ter­mine, per loro.

Anche per le imprese del com­parto edi­to­riale è giunto il momento di rove­sciare i para­digmi, abban­do­nare iden­tità pre­co­sti­tuite ed ingag­giare la con­ver­sa­zione par­tendo dall’ascolto attento dell’utenza, della comu­nità di riferimento.

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Update: Gra­zie al con­fronto sorto su Frien­d­Feed, rela­ti­va­mente ai dati pub­bli­cati ed alle rela­tive impli­ca­zioni, due inte­gra­zioni rispetto a quanto pub­bli­cato stamattina.

1) Gli account Twit­ter @corriereit & @gazzettait NON sono uffi­ciali ma impor­tano i feed rss dai rispet­tivi siti dei due quotidiani.

2) Gra­zie alla segna­la­zione di Fede­ri­caB del tool che mi ha con­sen­tito di effet­tuare l’approfondimento all’analisi di sta­mane rela­ti­va­mente a sovrap­po­si­zione degli utenti, dei fol­lo­wers, del «Fatto Quo­ti­diano» e dell’ «Ante­fatto» sottoriportata.

Emerge come vi sia una sovrap­po­si­zione di circa 7mila utenti e dun­que l’utenza totale ammonta a 23.960 utenti unici.

Non man­cherò di appro­fon­dire ulte­rior­mente nei pros­simi giorni. Sfido chiun­que ad affer­mare che la con­ver­sa­zione è inu­tile, superflua.

- clicca per ingrandire —

Pubblicato il 19 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Accattate ‘o Giurnale

Stre­pi­toso inno, per base musi­cale e testi, a gior­nali e gior­na­lai rea­liz­zato da Lorenzo Hen­gel­ler sulle note del «Gio­va­notto Matto» di Lelio Luttazzi.

Fac­cio cre­scer la cultura

ma nes­suno se ne cura

ma io canto e resto gaio

per­che’ sono giornalaio.

E poi sull’informazione

vi diro’ con gran ragione

la piu’ grande qualita’

e’ la sua pluralita’

Pubblicato il 17 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Follow the News

Goo­gle News acce­lera sulla socia­lità delle notizie.

Da oggi, effet­tuando una ricerca all’interno del più famoso aggre­ga­tore di noti­zie al mondo, com­pare il bot­tone che con­sente di diven­tare “fol­lo­wer”, di seguire le infor­ma­zioni dif­fuse da quella per­sona, sito web o testata giornalistica.

Clic­cando sul bot­tone viene creato un col­le­ga­mento ed una sezione aggiun­tiva nella pro­pria pagina per­so­na­liz­zata che con­sente in que­sto modo di man­te­nere trac­cia e seguire quello che è di pro­prio interesse.

In caso di per­so­naggi cele­bri viene offerta anche una sezione dedi­cata alle loro frasi più note, più importanti.

Il ser­vi­zio è attual­mente dispo­ni­bile solo per la ver­sione sta­tu­ni­tense ma è ipo­tiz­za­bile che venga pre­sto esteso alle altre lingue/nazioni.

[Via]

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