Pubblicato il 26 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Sociale o Sociabile

Su una cosa esperti e meno esperti sem­brano con­cor­dare: il 2011 sarà l’anno della defi­ni­tiva con­sa­cra­zione dei social media.

Per tempo di uti­lizzo e numero di utenti sono sem­pre più media di massa e come tali atti­rano in maniera cre­scente l’attenzione delle imprese che ne vedono le poten­zia­lità come mezzo di comu­ni­ca­zione promo-pubblicitaria.

Secondo la defi­ni­zione offerta dal dizio­na­rio eti­mo­lo­gico sociale è ciò che riguarda la società  men­tre socia­bile è colui che ama la com­pa­gnia, quello che nor­mal­mente chia­miamo socievole.

E’ una distin­zione che ovvia­mente non è squi­si­ta­mente seman­tica, le cui impli­ca­zioni, segna­late nei giorni scorsi da Alberto D’Ottavi, sono rias­su­mi­bili nell’idea che, appunto, sociale non signi­fi­chi sola­mente fare ami­ci­zia, essere amici, ma riguardi la società nel suo insieme.

Si tratta in buona sostanza di un dif­fi­cile equi­li­brio che si basa su eco­no­mia, poli­tica, ruolo sociale e tec­no­lo­gia. Aree che si sovrap­pon­gono tra loro, delle quali i media subi­scono da sem­pre l’influenza e che oggi sono ancora più evi­denti in ambito “social” dove i pro­cessi di comu­ni­ca­zione hanno una linea­rità ed una gover­na­bi­lità infe­riore rispetto ad altri mezzi per quanto riguarda la comu­ni­ca­zione d’impresa, come sin­te­tiz­zato otti­ma­mente dalla rie­la­bo­ra­zione del mar­ke­ting fun­nel.

Anche il pano­rama nazio­nale attuale è ricco di esempi di imprese che uti­liz­zano i social media, nella migliore delle ipo­tesi, per essere socia­bili.  La matu­rità, il vero asset di que­sto mezzo di comu­ni­ca­zione, potrà essere tale solo nel momento in cui sarà com­piuto il pas­sag­gio da socie­vole a sociale.

Non è un pro­blema di ter­mi­no­lo­gia ma di approccio.