Cane da Guardia

Luca De Biase ieri ha prodotto quella che mi pare l’analisi più equilibrata e professionale sul ruolo e sul significato di Wikileaks all’interno di quello che viene comunemente definito l’ecosistema dell’informazione.

L’analisi di Jay Rosen sui motivi che conducono fonti autorevoli ad affidarsi a Wikileaks invece che alle fonti tradizionali è, a mio avviso, il naturale corollario, il complemento che consente di riflettere per comprendere il significato  complessivo delle iniziative di Julian Assange.

I passaggi chiave del video ricordano come la fiducia, la legittimazione degli organi d’informazione sia pesantemente minata [“…the legitimacy of the press itself is in doubt in the minds of the leakers. And there’s good reason for that…”]  a causa fondamentalmente del mutamento del loro ruolo, concludendo che il ruolo di cane da guardia un tempo esercitato dalla stampa è finito, morto e quel che abbiamo ora è Wikileaks [“….The watchdog press died, and what we have is WikiLeaks instead”].

Il riposizionamento, per restare nella metafora, da cane da guardia a cane di compagnia non funziona e, come sempre avviene, lascia spazi ad altri in grado di soddisfare il bisogno di informazione dell’utenza. Se il vuoto non fosse stato colmato da Wikileaks ci avrebbe pensato qualcun’altro, il problema non è Assange bensì lo stato attuale dell’informazione.


[vimeo http://vimeo.com/17393373]

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