Archive: 3 dicembre 2010

Pubblicato il 3 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Mappa degli Aggiornamenti

El Pais ha rea­liz­zato una mappa mon­diale dove sono visua­liz­zati i file dif­fusi da Wiki­leaks che riguar­dano cia­scuna nazione.

La mappa è inte­rat­tiva e clic­cando sulla nazione d’interesse si ha accesso ai docu­menti ori­gi­nali in ordine cronologico.

L’Italia al momento è la terza nazione per numero di informative.

Rispetto a quanto ripor­tato ieri è stata aggiunta nuova docu­men­ta­zione. Una del 28 gen­naio 2010 nella quale Hilary Clin­ton chiede di avere appro­fon­di­menti sulla rela­zione Putin — Ber­lu­sconi ed un’altro, meno recente, dove viene fatto il punto delle rela­zioni USA — Ita­lia in cui Frat­tini viene aper­ta­mente cri­ti­cato dall’ambasciatore sta­tu­ni­tense a Roma per le   sue posi­zioni sulla Georgia.

La Mappa sarà attua­liz­zata ogni volta che il quo­ti­diano spa­gnolo inse­rirà nuovi files. Da met­tere nei pre­fe­riti per chi vuol essere aggior­nato nono­stante l’ignavia con­cla­mata dei quo­ti­diani nostrani a for­nire, almeno, i col­le­ga­menti all’informazione originale.

Pubblicato il 3 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Cane da Guardia

Luca De Biase ieri ha pro­dotto quella che mi pare l’analisi più equi­li­brata e pro­fes­sio­nale sul ruolo e sul signi­fi­cato di Wiki­leaks all’interno di quello che viene comu­ne­mente defi­nito l’ecosistema dell’informazione.

L’analisi di Jay Rosen sui motivi che con­du­cono fonti auto­re­voli ad affi­darsi a Wiki­leaks invece che alle fonti tra­di­zio­nali è, a mio avviso, il natu­rale corol­la­rio, il com­ple­mento che con­sente di riflet­tere per com­pren­dere il signi­fi­cato  com­ples­sivo delle ini­zia­tive di Julian Assange.

I pas­saggi chiave del video ricor­dano come la fidu­cia, la legit­ti­ma­zione degli organi d’informazione sia pesan­te­mente minata [“…the legi­ti­macy of the press itself is in doubt in the minds of the lea­kers. And there’s good rea­son for that…”]  a causa fon­da­men­tal­mente del muta­mento del loro ruolo, con­clu­dendo che il ruolo di cane da guar­dia un tempo eser­ci­tato dalla stampa è finito, morto e quel che abbiamo ora è Wiki­leaks [“.…The wat­ch­dog press died, and what we have is Wiki­Leaks instead”].

Il ripo­si­zio­na­mento, per restare nella meta­fora, da cane da guar­dia a cane di com­pa­gnia non fun­ziona e, come sem­pre avviene, lascia spazi ad altri in grado di sod­di­sfare il biso­gno di infor­ma­zione dell’utenza. Se il vuoto non fosse stato col­mato da Wiki­leaks ci avrebbe pen­sato qualcun’altro, il pro­blema non è Assange bensì lo stato attuale dell’informazione.