novembre 2010

Pubblicato il 30 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Sim City

Sim City è un gioco di simu­la­zione, del genere comu­ne­mente deno­mi­nato gestio­nale, che dalla sua uscita nella prima ver­sione all’attuale con adat­ta­mento all’iphone ha riscosso un suc­cesso straor­di­na­rio in tutto il mondo, arri­vando addi­rit­tura ad essere dichia­rato uno dei dieci video­gio­chi più impor­tanti del mondo da Henry Lowood della Stan­ford Uni­ver­sity nel marzo 2007.

Straor­di­na­ria la somi­glianza con il cele­bre gioco della mappa di Pechino creata da Baidu, il prin­ci­pale motore di ricerca cinese.

La mappa della capi­tale della Repub­blica Popo­lare Cinese è chiara, di sem­plice uti­lizzo e con una buona puli­zia gra­fica, offre inte­rat­ti­vità ed infor­ma­zioni aggiun­tive clic­cando sugli edi­fici rappresentati.

A mio avviso, di grande poten­zia­lità sia per adat­ta­menti infor­ma­tivi in chiave di gior­na­li­smo [iper]locale che, altret­tanto, di pro­mo­zione del com­mer­cio potrebbe rap­pre­sen­tare un primo mash up, una fusione tra video­gioco e infor­ma­zione.

I video­gio­chi stanno entrando sem­pre più nelle nostre vite ed in Asia le ani­ma­zioni sono un modello di suc­cesso all’interno dell’infor­ma­zione, segnare il passo anche da que­sto punto di vista, non avere il corag­gio di osare potrebbe rap­pre­sen­tare l’ennesima arre­tra­tezza cul­tu­rale e di busi­ness model.

Pubblicato il 29 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Batman, Robin & Wonderwoman

Tra i docu­menti dif­fusi da Wiki­leaks spun­tano alcune con­si­de­ra­zioni sulla rela­zione tra il Pre­si­dente Russo ed il Primo Mini­stro della Rus­sia che, secondo quanto ripor­tato, vedreb­bero Med­ved, uffi­cial­mente il “senior part­ner”, gio­care il ruolo di Robin rispetto a Putin che invece imper­so­ni­fi­che­rebbe Batman.

Per quanto riguarda la nostra nazione, ad ora, pare che il Pre­si­dente del Con­si­glio in carica venga visto dall’incaricato agli affari dell’ambasciata USA di Roma come inca­pace, vani­toso e inef­fi­cace come moderno lea­der euro­peo; ruolo che eser­ci­te­rebbe in qua­lità di por­ta­voce in Europa degli inte­ressi di Putin.

Se Putin è il maschio alfa, pare dun­que che a Ber­lu­sconi non resti che gio­care ad essere Won­der­wo­man, potrebbe essere un’idea per il pros­simo dei suoi “wild parties”.

Pubblicato il 29 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Definizione delle Professionalità Richieste nei Media Sociali

Ho, abbiamo, rac­colto l’invito arri­vato da più parti di pro­ce­dere alla tra­du­zione dell’info­gra­fica ori­gi­nale rela­ti­va­mente alla ter­mi­no­lo­gia dei mestieri web 2.0.

Abi­tuati ad usare le defi­ni­zioni, l’idioma anglo­sas­sone, anche se pro­ba­bil­mente alcune descri­zioni delle posi­zioni potranno sem­brare ano­male, il lavoro di tra­du­zione mi ha aiu­tato a riflet­tere sulla spe­ci­fi­cità di cia­scuna fun­zione e quindi sul senso di cia­scun ruolo. Mi auguro possa essere ele­mento di chia­rezza anche per chi legge.

Se pen­sate che man­chino delle posi­zioni e le rela­tive job descrip­tion non esi­tate a far­melo sapere, nulla impe­di­sce di rea­liz­zare appro­fon­di­menti ed evo­lu­zioni della proposta.

Rin­gra­zio Sal­va­tore Mul­liri — Digi­tal Desi­gner — per l’editing dell’infografica

Pubblicato il 28 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Il Re è Nudo

Attac­chi infor­ma­tici, minacce e rac­co­man­da­zioni non sono ser­viti a fer­mare la dif­fu­sione annun­ciata da Wiki­leaks degli oltre 250mila docu­menti uffi­ciali inviati da 250 amba­sciate sta­tu­ni­tensi nel tempo.

E’ pre­sto, troppo pre­sto per trarre delle con­clu­sioni, per fare delle con­si­de­ra­zioni degne di quest nome sul valore e l’impatto del con­te­nuto della docu­men­ta­zione diffusa.

Il link glo­bale rea­liz­zato dal Guar­dian ai cin­que quo­ti­diani a cui sono stati inviati i docu­menti e, se acces­si­bile, quello ori­gi­nale dell’organizzazione che li ha dif­fusi sono un buon punto di par­tenza sulla coper­tura mon­diale della questione.

A caldo solo due con­si­de­ra­zioni pos­sono, dalla mia pro­spet­tiva, essere sensate.

Il rila­scio ad ondate della docu­men­ta­zione da parte di Wiki­leaks fa parte di una ben pre­cisa stra­te­gia di dif­fu­sione e comu­ni­ca­zione che con­sen­tirà di pro­lun­gare ulte­rior­mente “il ciclo di vita” della notizia.

I media ita­liani sono parte della pro­vin­cia remota dell’impero ed in quanto tali otten­gono una con­si­de­ra­zione di sta­tus pres­so­chè nulla, imma­gino possa essere uno degli ele­menti su cui riflet­tere nei pros­simi giorni.

Una sola cosa è certa: il re è nudo gra­zie alla rete.

Si segnala infine, l’interessante mappa inte­rat­tiva rea­liz­zata da Spie­gel Online e la rac­colta dei tweets da parte di mol­tis­simi gior­na­li­sti di tutto il mondo.

Pubblicato il 27 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Notizie Dirette a Danneggiare l’Immagine

Una nota dira­mata dalla Pre­si­denza del Con­si­glio dei Mini­stri evi­den­zia la dif­fu­sione di noti­zie che fareb­bero parte di un dise­gno teso a dan­neg­giare l’immagine del nostro paese.

Sono evi­denze ine­lut­ta­bili di un com­plotto anti ita­liano che viene da lontano.

A soste­gno della tesi di cui si è fatto por­ta­voce il Mini­stro Frat­tini, «Il Gior­na­laio» ha rac­colto ulte­riori prove.

- Il Crollo dell’Impero Romano: Le tavo­lette di marmo recen­te­mente ritro­vate durante il recente ripri­stino della fer­mata della linea tre “Zara”, dimo­strano che non vi fu un crollo ma un sem­plice asse­sta­mento come il rina­sci­mento ita­liano ha reso evidente.

- La Nazio­na­lità di Cri­sto­foro Colombo: Ogni infor­ma­zione dif­fusa nel tempo tesa a smen­tire l’italianità del cele­bre sco­pri­tore è falsa e ten­den­ziosa; che fosse geno­vese è ampia­mente dimo­strato dal fatto che non pagò il viag­gio di tasca sua.

- Ade­gua­tezza dei Prov­ve­di­menti del Governo:  La care­stia del 1629, l’eruzione del Vesu­vio nel 1631 e il ter­re­moto nel San­nio del 1688, sono la testi­mo­nianza della pesante ere­dità rice­vuta dall’attuale governo, che sola­mente gra­zie alla gene­ro­sità ed all’impegno dei pro­pri com­po­nenti sta risol­le­vando le sorti del paese.

- La Mas­so­ne­ria: La dif­fu­sione di noti­zie rela­tive all’appartenenza di col­la­bo­ra­tori del Pre­si­dente del Con­si­glio e dello stesso Sil­vio Ber­lu­sconi a asso­cia­zioni cri­mi­nali [mafia] o società segrete [P2 & P3] sono l’invenzione di magi­stra­tura e gior­nali par­ti­giani e ten­den­ziosi. La prima log­gia mas­so­nica in Ita­lia fu fon­data nel 1733, è evi­dente che nes­suna delle figure citate potesse par­te­ci­pare ai fatti dell’epoca.

- Pro­messe & Tas­sa­zione: Anche le pro­messe del governo in mate­ria di tas­sa­zione sono state man­te­nute.  Al suo inse­dia­mento il diret­tivo ha abro­gato la tassa sul maci­nato e sta lavo­rando, gra­zie alla col­la­bo­ra­zione tra Mini­stero dell’Economia e delle Finanze ed il Mini­stro per le Sem­pli­fi­ca­zioni, alla tassa sulla ren­dita pub­blica intro­dotte dal cen­tro sini­stra con Cambray-Digny.

Pubblicato il 26 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Entertainment & Media Outlook in Italy

Dopo le pre­vi­sioni di svi­luppo dei media a livello gene­rale, ven­gono ora rese dispo­ni­bili le ipo­tesi di sce­na­rio a medio ter­mine con spe­ci­fico rife­ri­mento all’Italia.

Secondo il rap­porto di PwC “Enter­tain­ment & Media Outlook 2010–2014”, pre­sen­tato ieri,  il mer­cato nel suo com­plesso dovrebbe cre­scere ad un tasso annuo del 6,6% con un picco nel 2012.

Una ten­denza gene­rale che nell’ambito dei media vede nei video­gio­chi il seg­mento con mag­gior dina­mi­cità e pro­spet­tive di crescita.

L’Evoluzione del Mer­cato nei Diversi Segmenti

L’evoluzione della spesa in adver­ti­sing vede la tele­vi­sione con­ti­nuare a fare la parte del leone, anche, nel nostro paese con un tasso di cre­scita pre­vi­sto del 4,9%. Inter­net sarà il media che regi­strerà il mag­gior svi­luppo in ter­mini di inve­sti­menti pub­bli­ci­tari, pas­sando dall’attuale inci­denza dell’11% al 16% nel 2014.

L’editoria pre­senta segnali di ripresa a par­tire dal 2011 con un anda­mento for­te­mente influen­zato dal com­parto della pub­bli­cità. Un ele­mento di debo­lezza strut­tu­rale da non sottovalutare.

La carta stam­pata non pare essere il vei­colo pre­fe­rito dagli inve­sti­tori ed è infatti il seg­mento che “cede quota” ad inter­net in ter­mini di spesa pubblicitaria.

Il rap­porto pre­vede il rad­dop­pio degli inve­sti­menti della pub­bli­cità digi­tale per i quo­ti­diani da qui al 2014, tut­ta­via si tratta di uno svi­luppo che non sem­bra in grado di com­pen­sare il calo sulla carta stam­pata sia a livello di dif­fu­sioni [ven­dita di copie] che rac­colta pub­bli­ci­ta­ria in ambito tradizionale.

Come avviene in tutti i mer­cati sta­bili o in fles­sione, al loro interno le sin­gole mar­che pos­sono comun­que per­se­guire obiet­tivi di cre­scita “rubando quota” ai com­pe­ti­tors; i suc­cessi del “Fatto Quo­ti­diano” stanno lì a dimostrarlo.

Pubblicato il 26 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Fast Forward Times

Gli ultimi dieci anni hanno pre­sen­tato evo­lu­zioni tal­mente rapide che potrebbe essere stato facile averle espe­rien­ziate senza averne com­preso il significato.

Il Time, come mostra la fan­ta­stica coper­tina che li rias­sume, si ferma ad ana­liz­zare que­sto con­fuso ingresso nel nuovo millennio.

La quinta essenza del design e del giornalismo.

Pubblicato il 25 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Nuovi Eroi

Sospeso lo scio­pero della fame si affie­vo­li­sce l’eco della pro­te­sta di Paola Caruso, che con la sua ini­zia­tiva ha fatto emer­gere come il pre­ca­riato sia un feno­meno che coin­volge e col­pi­sce pro­fes­sioni tra­di­zio­nal­mente con­si­de­rate eli­ta­rie e sicure.

E’ un feno­meno tra­sver­sale a mol­tis­sime pro­fes­sioni, fatto di insi­cu­rezze, ricat­ta­bi­lità e com­pensi al ribasso, che con­ferma come la strut­tura sociale si sia evo­luta mutando da pira­mi­dale a cles­si­dra schiac­ciando pre­va­len­te­mente verso il basso quello che una volta veniva defi­nito il ceto medio.

A que­ste dina­mi­che è dedi­cata la gra­phic novel “The Adven­tu­res of  Unem­ployed Man” [Le Avven­ture di un Disoc­cu­pato] che descrive avven­ture e disav­ven­ture di milioni di nuovi eroi alle prese con la più grave reces­sione che si ricordi.

Con intel­li­genza ed umo­ri­smo gli autori trat­teg­giano le peri­pe­zie, la quo­ti­dia­nità di coloro che si tro­vano in que­sta con­di­zione, affian­cando al per­so­nag­gio prin­ci­pale, dise­gnato come un super man dei giorni nostri, tutta una serie di figure che descri­vono egre­gia­mente  il mondo del lavoro attuale e i suoi contorni.

Da “Won­der Mother”, la mas­saia che lotta per far qua­drare il bilan­cio fami­liare a “Master of Degrees”, stu­dente a vita per costri­zione, pas­sando per “The Firing Squad”, il team azien­dale dedi­cato ai licen­zia­menti, e “The Outsour­ce­rer”, mago azien­dale della ridu­zione di costi, la ric­chezza nar­ra­tiva è dav­vero tale.

La novella gra­fica se, da un lato, con­ferma il valore di que­sta forma di sto­ry­tel­ling, dall’altro, ripro­pone la neces­sità dif­fusa di forme di “flexi-sicurezza” ade­guate all’attuale scenario.

Pubblicato il 24 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Il Coinvolgimento del Lettore è un Gioco

L’articolo del New Scien­tist [segna­lato da Fabio Caval­lotti e Giu­seppe Gra­nieri] riporta alla ribalta del grande pub­blico l’utilizzo dei video­gio­chi come ele­mento di inno­va­zione nella nar­ra­zione gior­na­li­stica, nella tra­smis­sione di notizie.

Il pezzo rea­liz­zato da Ian Bogost, autore del primo libro sul tema di recen­tis­sima pub­bli­ca­zione, effet­tua un excur­sus su quelli che comu­ne­mente ven­gono defi­niti alter­na­ti­va­mente edi­to­rial o news games, con­cen­tran­dosi sulla vali­dità dello stru­mento, del mezzo gior­na­li­stico per rac­con­tare il come invece del chi pun­tando sulla loro valenza informativa.

Rispetto al tema gene­rale del futuro delle noti­zie e dello svi­luppo futu­ri­bile dei mezzi di comu­ni­ca­zione, mi pare che gli edi­to­rial games pos­sano effet­ti­va­mente con­tare su nume­rosi van­taggi, tra i quali in pri­mis la pos­si­bi­lità di coin­vol­gere effet­ti­va­mente la gene­ra­zione dei nativi digi­tali.

Se cer­ta­mente que­sto filone del più ampio com­parto dei serious games può essere con­si­de­rato una sorta di edi­to­riale inte­rat­tivo, una moda­lità per final­mente uti­liz­zare in un unico con­te­ni­tore le poten­zia­lità offerte dal web 2.0, sono pro­ba­bil­mente anche altri gli aspetti che è oppor­tuno considerare.

Di sup­porto, per allar­gare la visione per valu­tare le poten­zia­lità dei video­gio­chi, anche, in ambito edi­to­riale e com­pren­dere quali siano tutte le pos­si­bili aree di bene­fi­cio, è l’immagine di sin­tesi sot­to­stante rea­liz­zata da Stra­te­gic Synergy che illu­stra sia i fat­tori intrin­seci che quelli estrin­seci legati al gioco ed ai videogiochi.

I new­sga­mes asso­ciano la tra­smis­sione di noti­zie, di infor­ma­zioni, ad un for­mat che con­sente di coin­vol­gere l’utenza in un modo che è attual­mente ini­bito dalle tec­ni­che clas­si­che sin ora utilizzate.

Il gioco sod­di­sfa moti­va­zioni sociali, coin­volge, crea un senso di comu­nità spin­gendo alla con­di­vi­sione dei con­te­nuti e aumenta la per­ma­nenza, il tempo sul sito del quo­ti­diano on line.

Lon­tani dall’essere impe­ne­tra­bili come sono spesso tutt’oggi i quo­ti­diani, attra­verso il gioco si pos­sono dise­gnare espe­rienze “friendly user” acces­si­bili a tutte le fasce d’età uti­liz­zando il tipo adatto all’utenza ed all’informazione da trasmettere.

Sono moda­lità che hanno già tro­vato ampio impiego in altri set­tori per i quali l’efficacia è stata ampia­mente dimostrata.

Nati come media da uti­liz­zare “one shot” per avve­ni­menti di por­tata pla­ne­ta­ria, attual­mente pre­sen­tano limi­ta­zioni legate a costi e tempi di svi­luppo rispetto ai quali sono stati creati spe­ci­fici pro­getti di ricerca che con­sen­tano di sor­pas­sare que­sti ostacoli.

Sono moda­lità di comu­ni­ca­zione e di rela­zione alle quali anche il sot­to­scritto, in virtù delle spe­ri­men­ta­zioni sin ora rea­liz­zate, sta lavo­rando con­vinto che il coin­vol­gi­mento del let­tore, dell’utente non sia un gioco ma possa pas­sare cer­ta­mente per un gioco.

Pubblicato il 23 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

I Lettori Ricordano Meglio un Articolo Scritto su Carta

La società fran­cese Mira­tech, spe­cia­liz­zata nelle ricer­che sul com­por­ta­mento degli inter­nauti, ha pub­bli­cato i risul­tati di un’indagine, appena con­clusa, su come gli uti­liz­za­tori di un iPad assi­mi­lano le infor­ma­zioni, lette da una ver­sione elet­tro­nica di un quo­ti­diano, in con­fronto a quelle pre­sen­tate da un’edizione su carta.

E’ stato rea­liz­zato per­ciò uno stu­dio di labo­ra­to­rio, con­dotto con la tec­nica dell’ eye-tracking ed è stata rile­vata la velo­cità di let­tura, l’attenzione e il ricordo per l’uso di un iPad, attra­verso il quale era tra­smessa la ver­sione digi­tale delle noti­zie ripor­tate dal gior­nale «20 Minu­tes», più simile a quella su carta.

All’esperimento hanno par­te­ci­pato 50 volon­tari, che sono stati poi inter­vi­stati sulla qua­lità della let­tura com­piuta e sul ricordo che ne ave­vano. I par­te­ci­panti erano già abili nell’uso della tavo­letta elet­tro­nica e sono stati liberi di sce­gliere se inco­min­ciare la let­tura degli arti­coli che vole­vano dall’iPad o dalla carta.

Durante l’esperimento sono stati dotati di un «ocu­lo­me­tro», un appa­rec­chio in grado di seguire gli sguardi indi­riz­zati alle diverse pagine del quo­ti­diano e, nelle due ver­sioni, hanno scelto alcuni arti­coli o altri, li hanno letti e  rife­riti ai ricercatori.

In que­sto modo sono stati con­fron­tati i diversi com­por­ta­menti ed effetti della let­tura con i due media.

I volon­tari hanno letto più velo­ce­mente sull’iPad. Il tempo di fis­sa­zione dello sguardo è stato minore, la con­cen­tra­zione infe­riore. Su carta si à veri­fi­cato il contrario.

Ma quando è stata con­trol­lata la memo­riz­za­zione, attra­verso que­stio­nari sui con­te­nuti degli arti­coli, le rispo­ste sono risul­tate cor­rette nel 90% delle noti­zie rac­colte dall’edizione su carta, con­tro il 70% di quelle tratte dall’iPad.

Secondo i ricer­ca­tori que­sta let­tura più veloce sod­di­sfe­rebbe l’ansia di sapere, ma non favo­ri­rebbe l’approfondimento e la riflessione.

E’ un’interpretazione plau­si­bile, da veri­fi­care, ma che, se da un lato, evi­den­zia ancora una volta la neces­sità di scri­vere in modo diverso nell’informazione su Inter­net, per evi­tare il feno­meno ricor­rente tra i let­tori dei gior­nali tra­di­zio­nali, che si fer­mano a metà di un arti­colo, leg­gono solo titolo e occhiello o si spin­gono ai som­mari inter­medi, dall’altro ripro­pone con pre­po­tenza il tema del valore del digi­tale sia in chiave infor­ma­tiva che di comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria.

Ritengo che il tema dell’atten­zione debba assu­mere cen­tra­lità nel dibat­tito sulle evo­lu­zioni pos­si­bili dei media e del giornalismo.

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