ottobre 2010

Posted on 28 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Metterci la Faccia

Le aziende che utilizzano i social media ci “mettono la faccia”e quelle che fanno comunicazione tradizionale no?

Questa la domanda che ad inizio settimana ho provocatoriamente lanciato [ora posso confessarlo] per confrontarmi su quale fosse l’essenza della presenza delle imprese sui social media. Tema che ,diffuso in un social network frequentato da molte persone che lavorano all’interno di quest’area della comunicazione, ha ottenuto adesione e riscontro.

L’estrema sintesi dell’elemento qualificante che è emerso dal dibattito è riassumibile in: “starci non significa esserci”.

Nelle parole di Giovanni Arata, “<<metterci la faccia>> sta per: raccontarti per come sei e non per come si vede in tv [e quindi] incassare con un sorriso le critiche quando colgono il segno. ma soprattutto, ascoltare in maniera metodica ogni possibile domanda e rispondere ad ognuna. in inglese sarebbe essere <<accountable>>, da noi la parola non esiste e forse non è un caso.”

Ripresa dal sottoscritto, al fine di <<condurre>> la discussione, con: “la gente, l’utenza di internet apprezza la presenza di un’impresa su twitter…etc a patto che diano risposte in tempi brevi, interagiscano..etc. Quello è starci – mettendoci la faccia – invece di esserci e non rispondere o, peggio, rispondere solo a complimenti.”

E’ esattamente quello che emerge dai dati pubblicati da eMarketer, secondo i quali gli elementi qualificanti sulla cui base l’utenza discrimina l’affidabilità e concede fiducia sono un’apertura al dialogo sia in caso di commenti negativi che positivi e la reattività, la capacità di risposta, dello “sponsor” [dell’impresa] o dell’autore.

L’utilizzo in chiave corporate dei social media non è necessariamente esclusivamente in termini di conversazione, ma certamente la comunicazione attiva, fatta di di emissione di messaggi ma anche, se non soprattutto, di ascolto, costituisce una discriminante essenziale tra esserci e starci.

Già il pubblicitario francese Marcel Bleustein-Blanchet ricordava che la comunicazione è come l’amore: bisogna essere in due e lo stupro non paga.

Non vi è dubbio che guadagnarsi la fiducia dell’utenza sia di gran lunga più faticoso rispetto a comprarla, ma non riuscire a farlo non sarà ancora a lungo un’opzione per le imprese che hanno a cuore il loro futuro, qualunque sia il settore-mercato in cui operano.

Posted on 27 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Le Cifre dentro i Fatti

In 30 anni la Fiat ha avuto dallo Stato quasi 8 miliardi di euro.

L’ufficio studi della CGIA di Mestre ha calcolato che tra il 1977 e il 2009 la FIAT ha ricevuto contributi pubblici per un ammontare complessivo di 7 miliardi 994 milioni di euro.

5 miliardi e 100 milioni sono stati dati come contributi diretti, 1 miliardo 279 milioni sono stati erogati per la costruzione degli impianti di Melfi e Pratola Serra e per le ristrutturazioni di Melfi e Foggia.

Per incentivi alla rottamazione l’esborso è stato di oltre 465 milioni.

Agli ammortizzatori sociali è stato dato 1 miliardo e 150 milioni .

Peggiora la posizione del nostro paese nella classifica 2010 di Transparency International

L’organizzazione non governativa Transparency International ha pubblicato, ieri a Berlino, l’indice di percezione della corruzione, frutto della consueta indagine annuale presso manager, imprenditori, uomini d’affari e analisti politici.

L’Italia è scesa al 67° posto, dopo il Ruanda, allo stesso livello del Brasile e della Cina. Era al 64° l’anno scorso.

Dei 178 paesi considerati, 130 hanno avuto più o meno rilievi per il comportamento scorretto della pubblica amministrazione.

Estratto da: Iriospark

Posted on 27 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

La FIEG Gioca l’Ultima Carta

Dopo il tentativo fallimentare dell’ultima campagna stampa a sostegno dell’utilizzo della carta stampata come veicolo pubblicitario, la FIEG e tutta la filiera della carta [incluse poste italiane] rilanciano con una nuova campagna pubblicitaria che si propone il medesimo obiettivo.

Si tratta di una campagna di comunicazione integrata sul perchè scegliere i mezzi stampati come veicolo promo-pubblicitario che oltre agli annunci sui quotidiani, on air da stamane, prevede anche la realizzazione di azioni di direct marketing e web marketing.

Questa volta il tentativo sembra meglio realizzato, sia la creatività che le argomentazioni sono meglio costruite indubbiamente.

Anche se le pagine pubblicitarie di questi tempi le omaggiano con un carnet di biglietti del tram , o poco più, resta il dubbio del senso di realizzare una campagna utilizzando mezzi di massa per comunicare ad una utenza ristretta [gli investitori pubblicitari]. Forse prima di esternare certi concetti bisognerebbe averli introiettati.

I sei soggetti della campagna stampa on air da oggi

Posted on 26 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Informazione Pulita

Molto spesso il dibattito sull’informazione, sulla sua sostenibilità e sul suo futuro, sfocia in confronti sulla correttezza del finanziamento pubblico a giornali ed al sistema editoriale.

Personalmente condivido il principio dal quale nasce la legge sul finanziamento all’editoria ma non apprezzo assolutamente le storture che ha creato con le consuete astuzie dei furbetti del quartierino che sottraggono risorse agli onesti.

Su iniziativa di Antonella Beccaria e Bernardo Parrella nasce <<Informazione Pulita>>, una proposta che potrebbe finalmente mettere d’accordo le diverse posizioni favorendo una soluzione equilibrata ad un tema tanto complesso quanto delicato.

Informazione Pulita si basa su tre principi cardine:

– Finanziamenti alle imprese editoriali stabiliti dai cittadini in base a indicazioni espresse nella dichiarazione dei redditi con un meccanismo simile a quello del cinque per mille.

– Condizione di giornalista in termini di serio e vincolante impegno professionale che chiunque può’ contrarre liberamente, e non di appartenenza ad un gruppo chiuso e privilegiato.

– Le persone responsabili della produzione e del controllo dell’informazione pubblica siano espressione di un sistema democratico e non pedine sulla scacchiera del potere.

Sono criteri che mi sento assolutamente di condividere e che ho sottoscritto pubblicamente.

Posted on 25 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Fonti d’Informazione & Convergenza Editoriale

Demos ha rilasciato stamane i risultati dell’indagine relativa al rapporto con l’informazione da parte degli italiani.

Dopo televisione e radio, internet è il terzo media in termini di utilizzo quotidiano con oltre un terzo della popolazione che afferma di utilizzarlo quotidianamente.

Viene dunque confermata la rilevanza di questo media [*] anche se, dopo il balzo tra 2007 e 2009, si tratta più di un consolidamento che di un ulteriore crescita.

Il mondo dei lettori di quotidiani sembra, attualmente, continuare a privilegiare la versione tradizionale cartacea e la penetrazione di coloro che leggono esclusivamente on line le notizie è di poco superiore al 10%

Non vi è dubbio che, in prospettiva, il futuro dei quotidiani si giocherà sulla capacità di realizzare sinergie, convergenza, tra le versioni digitali e quelle tradizionali, utilizzando ciascun mezzo, ciascuna versione a supporto dell’altra.

E’ una tesi che viene sostenuta da tempo in questi spazi.

[*] Nota: in una logica sociale internet più che un media dovrebbe più propriamente essere considerato un ambiente.

Newer Posts
Older Posts
Vai alla barra degli strumenti