ottobre 2010

Pubblicato il 25 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Dati & Statistiche sulle Tendenze della Pubblicità Online

Alcuni dei gra­fici, dei dati, sono stati pre­ce­den­te­mente ripor­tati in que­sti spazi ma ho deciso di ripren­derli, di ripub­bli­carli, con l’idea che aggre­gan­doli que­sto possa con­tri­buire a costruire una visione d’assieme  sul tema.

Evo­lu­zione degli Inve­sti­menti Pub­bli­ci­tari on line per Tipo­lo­gia:

Impres­sions per Cate­go­ria:

Share della Pub­bli­cità Online sul Totale Mer­cato:

Fidu­cia nelle Mar­che pre­senti nei Social Net­works:

Ulte­riori dati e sta­ti­sti­che sono repe­ri­bili sul sito della rivi­sta del MIT: Tech­no­logy Review.

Pubblicato il 25 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Modelli di Business & Aree di Espansione

L’interessantissimo Mon­day Note, già segna­lato pre­ce­den­te­mente, pro­pone una mappa di quelli che ven­gono defi­niti i “media moderni” [defi­ni­zione che mi appare mag­gior­mente con­di­vi­si­bile rispetto all’obsolescenza del ter­mine new media], degli attuali modelli di busi­ness pre­va­lenti e delle possibili,o neces­sa­rie, aree di espan­sione per il recu­pero di redditività.

Nella mappa per cia­scuna cate­go­ria sono inse­riti esempi spe­ci­fici e può essere stru­mento di rifles­sione rispetto al pro­prio posi­zio­na­mento ed alle poten­ziali aree di allar­ga­mento. Non sono esclusi, ovvia­mente, i social media dalla mappatura.

Inte­res­sante rile­vare come l’Huffington Post venga inse­rito nella cate­go­ria delle com­mo­dity news e quindi nell’area a minor valore aggiunto.

Da segna­lare anche come l’ambito dell’ancil­lary publi­shing venga valu­tata come attual­mente sco­perta e per­ciò di sicuro inte­resse per chi volesse entrare oggi in ambito edi­to­riale.  E’ una nic­chia verso la quale anche nel nostro paese si nota inte­resse da parte di new comers.

Pubblicato il 24 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Silenzio Assordante

Appa­ren­te­mente con­trad­dit­to­rio, il silen­zio assor­dante è una sen­sa­zione che sono certo cia­scuno di noi ha vis­suto almeno una volta nella vita.

E’ esat­ta­mente que­sto stato d’animo che mi ha mosso ad appro­fon­dire il silen­zio stampa, tra­sver­sale ad ogni orien­ta­mento poli­tico, sulle gravi carenze, sulle limi­ta­zioni, che pre­senta l’informazione nel nostro paese.

In una nazione dove l’informazione è troppo spesso merce di scam­bio, che il silen­zio dell’editoria nostrana potesse essere il prezzo del favore rice­vuto ama­reg­gia ma non sorprende.

Deci­sa­mente più ano­malo il silen­zio sul web dove appa­ren­te­mente nes­suno sem­brava interessato.

Tra i diversi quo­ti­diani on line l’unico accenno viene fatto dal neo nato Lettera43 che tratta la noti­zia par­lando della Fran­cia senza rife­ri­mento alcuno alle dina­mi­che del nostro paese.

Le ricer­che sia dei ter­mini “libertà di stampa” che “clas­si­fica libertà di stampa” rila­scia­vano risul­tati pre­va­len­te­mente datati alle inda­gini pre­ce­denti di RSF.

Anche l’unico quo­ti­diano nazio­nale che tratta la noti­zia non com­pare nelle ricer­che su goo­gle news nep­pure uti­liz­zando le stesse parole [chiave di ricerca “rsf libertà di stampa”] che con­sen­tono di iden­ti­fi­care l’articolo nel sito del giornale.

Torna in mente allora come, secondo quanto pub­bli­cato da Goo­gle Tra­spa­rency, sia uno dei primi paesi per numero di richie­ste gover­na­tive di rimo­zione dei dati al cele­bre motore di ricerca e che la nostra nazione abbia una clas­si­fi­ca­zione di con­trollo sociale sul web “medio”.

Nep­pure casuale l’impennata di siti inac­ces­si­bili con un picco pro­prio il 20 Otto­bre [giorno del rila­scio del rap­porto di RSF] che uti­liz­zando herdict.org si ottiene, come testi­mo­nia il gra­fico sot­to­stante che con­ferma la ten­denza già evi­den­ziata dall’analisi del traf­fico bloc­cato da fonti gover­na­tive per quanto riguarda goo­gle news.it come illu­stra l’immagine soprarriferita.

Sep­pure sia allo stato attuale impos­si­bile averne cer­tezza, sulla base delle evi­denze rac­colte le pro­ba­bi­lità che su que­sta vicenda vi sia stato un inter­vento gover­na­tivo di cen­sura, di addo­me­sti­ca­mento di verità sco­mode in un momento già teso poli­ti­ca­mente, sono estre­ma­mente elevate.

Diceva Albert Camus che l’assurdo nasce dal con­fronto tra la domanda dell’uomo e l’irragionevole silen­zio del mondo, è cer­ta­mente que­sto uno dei casi.

Rin­gra­zio Gior­gio Jan­nis, Gian­luigi Cogo, Cate­rina Poli­caro, Luca Ala­gna e Gino Toc­chetti per il sup­porto offerto nella ricerca di que­sto spic­chio minimo di verità

Pubblicato il 22 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Silenzio Stampa

La nona edi­zione della clas­si­fica annuale sulla libertà di stampa vede l’Italia al 49° posto.

Come evi­den­ziato in pre­ce­denza, è la con­di­zione di un paese con serie pro­ble­ma­ti­che per quanto riguarda la libertà d’espressione che viene para­go­nato, clas­si­fi­cato pari­te­ti­ca­mente, al Bur­kina Faso sotto que­sto profilo.

Il nostro paese deve la cat­tiva valu­ta­zione alle minacce mafiose, che una decina di gior­na­li­sti hanno avuto, alla pre­senza di un ordine pro­fes­sio­nale di set­tore, ai ten­ta­tivi di legge bava­glio e alla pre­senza di  un primo mini­stro, tycoon dei media pri­vati e forte nei pubblici.

La noti­zia della clas­si­fica del rap­porto rea­liz­zato da Repor­ters sans Fron­tiè­res ha otte­nuto il giu­sto eco in ogni angolo del mondo ed i quo­ti­diani della stra­grande mag­gio­ranza dei paesi del pia­neta hanno segna­lato, con mag­gior o minor appro­fon­di­mento, la noti­zia.

Anche nelle nazioni che escono male dal rap­porto quali Fran­cia e Spa­gna la coper­tura infor­ma­tiva è stata asso­lu­ta­mente adeguata.

Non è così in Ita­lia dove, ad oggi, vige il silen­zio stampa pres­so­ché totale.

Diceva Michele Serra tempo fa nella sua rubrica quo­ti­diana [“L’Amaca”]: “…….que­sto schifo non trova una defi­ni­zione tec­nica con­vin­cente nella parola “regime”. Si chiama con­for­mi­smo, o ser­vi­li­smo, o pigri­zia intel­let­tuale, o doci­lità pro­fes­sio­nale, o zelo azien­da­li­sta, ed è molto peg­gio, per­ché affonda le sue radici non in regole liber­ti­cide o in cen­sure con­cla­mate, ma nella pro­gres­siva assue­fa­zione di un paese intero……all’ inci­vile assetto dell’ infor­ma­zione in Ita­lia“.

Appunto!

Pubblicato il 22 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Il Futuro a Tutto Schermo

Zenith Opti­me­dia ha rivi­sto al rialzo le pre­vi­sioni di chiu­sura del 2010 per il mer­cato pub­bli­ci­ta­rio mon­diale aggior­nando la stima di cre­scita dal 3,5 al 4,8%.

E’ una ten­denza posi­tiva che, “against all odds”, coin­volge anche il nostro paese.

Ana­liz­zando il trend  degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari sud­di­visi per tipo­lo­gia, per mezzo, si evi­den­zia come, anche nei momenti di crisi più pesanti, siano la tele­vi­sione ed inter­net i media che hanno una ten­denza positiva.

Forse, invece di pre­ve­dere un futuro tutto digi­tale, dovremmo ricon­si­de­rare tale ipo­tesi con­ver­ten­dola in una visione di futuro a tutto schermo [tv, pc, tablets…].

Potrebbe rap­pre­sen­tare il vero anello di con­giun­zione tra pas­sato e futuro aprendo visioni e pro­spet­tive forse  ancora incom­prese.  Penso valga la pena, quan­to­meno, di rifletterci.

Pubblicato il 21 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Benvenuti in Burkina Faso

Repor­ters Sans Fron­tie­res ha pub­bli­cato l’aggiornamento al 2010 dell’annuale rap­porto sulla liberta’ di stampa, d’informazione, nel mondo.

L’Italia si col­loca al 49esimo posto della clas­si­fica mon­diale a pari merito con il Bur­kina Faso.

Nel rap­porto la nostra nazione viene inse­rita tra i paesi con serie pro­ble­ma­ti­che [in aran­cione sulla mappa].

Rispetto alle edi­zioni pre­ce­denti RSF rileva come non vi sia stato miglio­ra­mento alcuno, nes­suna capa­cita’ di inver­tire la tendenza.

Note le cause a par­tire da una per­si­stente con­cen­tra­zione del pos­sesso dei media.

Update: Non si può che restare dav­vero sor­presi di vedere che i mag­giori quo­ti­diani nazio­nali non ripor­tano la noti­zia. Bur­kina Faso Rules!

Pubblicato il 20 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Reti & Media Sociali

McCann ha rila­sciato i risul­tati della quinta edi­zione di “Wave-The Socia­li­sa­tion of Brands”.

Lo stu­dio prende in con­si­de­ra­zione 54 nazioni/mercati [Ita­lia com­presa] ed è stato con­dotto inter­vi­stando oltre 37mila inter­nauti tra i 16 e 54 anni che uti­liz­zano inter­net con fre­quenza quo­ti­diana. Nello stu­dio sono evi­den­ziate le evo­lu­zioni, le ten­denze rispetto alle edi­zioni precedenti .

La gra­fica di sin­tesi sot­to­ri­por­tata sin­te­tizza dif­fu­sione ed uti­lizzi dei mezzi di con­di­vi­sione sociale mag­gior­mente utilizzati.

Si con­ferma un uti­lizzo pre­va­len­te­mente ludico o sociale in ter­mini pret­ta­mente rela­zio­nali con amici e fami­liari, quasi sosti­tu­tivo del tele­fono da una certa prospettiva.

For­tis­sima la cre­scita della parte rela­tiva al cari­ca­mento di imma­gini e video gra­zie sicu­ra­mente alla cre­scente dif­fu­sione degli smartphone.

Emerge con chia­rezza quanto già evi­den­ziato recen­te­mente in altri studi sul tema rela­ti­va­mente alla parte mino­ri­ta­ria dell’utenza di inter­net che si dedica alla crea­zione e rie­la­bo­ra­zione ori­gi­nale di contenuti.

La com­bi­na­zione cor­retta tra domanda sociale ed uti­lizzo delle diverse piat­ta­forme dispo­ni­bili diventa oggi la vera sfida per le orga­niz­za­zioni che vogliano inte­ra­gire con suc­cesso con l’utenza.

Pubblicato il 19 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

InnovAzione

Dopo l’esame da parte di Gart­ner sul ciclo di vita delle tec­no­lo­gie dispo­ni­bili, arriva la terza edi­zione della clas­si­fica sti­lata da Cisco sulla dif­fu­sione della banda larga nel mondo.

L’Italia tre le 30 prin­ci­pali nazioni prese in con­si­de­ra­zione dallo stu­dio è 26esima alle spalle di Gre­cia, Roma­nia ed Estonia.

L’impatto di que­sto ritardo è sin­te­tiz­zato dall’info­gra­fica sot­to­stante che oltre a rias­su­mere i dati prin­ci­pali ana­lizza la pos­si­bile cor­re­la­zione tra accesso alla banda larga e pro­dotto interno lordo dei sin­goli paesi.

Se per molte nazioni [14 su 30] la rivo­lu­zione pro­spet­tata dall’internet TV appare un’opzione con­creta, in Ita­lia Vanna Mar­chi resta il modello di rife­ri­mento pre­va­lente da più di un punto di vista .

 

- clicca per ingrandire -

 

Il mio minimo con­tri­buto ad una discus­sione dalle pro­spet­tive tanto affa­sci­nanti quanto, ahimè, distanti dalla realtà.

Pubblicato il 19 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Sumeri & Somari

La solu­zione ai pro­blemi della filiera distri­bu­tiva in ambito edi­to­riale risiede nella magica iTavoletta.

Que­sta, in buona sostanza, la visione di Marco Bel­po­liti dalle pagine vir­tuali della “Stampa” che con­clude affi­dando ai gra­fici otti­miz­za­zioni e miglio­ra­menti del sistema edi­to­riale italiano.

Una sequenza di appros­si­ma­zioni, di ine­sat­tezze e gene­ra­liz­za­zioni, dav­vero straor­di­na­ria, che parte dalla nume­rica delle edi­cole [oltre il dop­pio delle far­ma­cie, per citare un’altro ser­vi­zio pub­blico, by the way] pas­sando per case degli ita­liani in stile Mulino Bianco nelle quali tutti si sve­gliano con l’iPad sul como­dino per arri­vare ad orari e distanze che evi­den­te­mente non ha mai verificato.

Si rie­sce così ad rive­dere 5mila anni sto­ria annul­lando la dif­fe­renza tra sumeri e somari.

Pubblicato il 19 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Scavare alla Ricerca del Coinvolgimento

La set­ti­mana scorsa il mondo intero è rima­sto in tre­pi­da­zione per la sorte dei 33 mina­tori cileni e i media di tutto il mondo hanno dato ampis­simo risalto alla noti­zia seguendo le fasi del sal­va­tag­gio con uno spie­ga­mento di forze che ha coin­volto oltre 2mila giornalisti.

Gran parte dell’emozione è stata rac­con­tata affi­dan­dosi in maniera tra­di­zio­nale ad imma­gini e video, unica ecce­zione il New York Times che ha rea­liz­zato un’infografica inte­rat­tiva delle dina­mi­che, delle fasi di quello che, obtorto collo per i mina­tori e le loro fami­glie, si è tra­sfor­mato in una sorta di diretta mon­diale della stanza degli orrori del grande fra­tello.

Di un mag­gior coin­vol­gi­mento, di una mag­giore inte­rat­ti­vità ha dovuto occu­parsi un pic­cola agen­zia cilena che ha creato un gioco che per­mette agli inter­nauti di cimen­tarsi diret­ta­mente nel sal­va­tag­gio dei 33 minatori.

Inu­tile dire che il video­gioco, sep­pur mini­ma­li­sta, ha otte­nuto un suc­cesso straor­di­na­rio. Sei i siti dei quo­ti­diani on line hanno, tra l’altro, il pro­blema della per­ma­nenza, del trat­te­ni­mento, di chi visita il loro spa­zio con rela­ti­va­mente poco sforzo avreb­bero otte­nuto un grande suc­cesso anche da que­sto punto di vista oltre che da quello degli accessi.

Sca­vare alla ricerca di un mag­gior coin­vol­gi­mento non è mai tempo perso, trat­tan­dosi di mina­tori avrebbe potuto risul­tare più natu­rale del solito.

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