Posted on 24 ottobre 2010 by

Silenzio Assordante

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Appa­ren­te­mente con­trad­dit­to­rio, il silen­zio assor­dante è una sen­sa­zione che sono certo cia­scuno di noi ha vis­suto almeno una volta nella vita.

E’ esat­ta­mente que­sto stato d’animo che mi ha mosso ad appro­fon­dire il silen­zio stampa, tra­sver­sale ad ogni orien­ta­mento poli­tico, sulle gravi carenze, sulle limi­ta­zioni, che pre­senta l’informazione nel nostro paese.

In una nazione dove l’informazione è troppo spesso merce di scam­bio, che il silen­zio dell’editoria nostrana potesse essere il prezzo del favore rice­vuto ama­reg­gia ma non sorprende.

Deci­sa­mente più ano­malo il silen­zio sul web dove appa­ren­te­mente nes­suno sem­brava interessato.

Tra i diversi quo­ti­diani on line l’unico accenno viene fatto dal neo nato Lettera43 che tratta la noti­zia par­lando della Fran­cia senza rife­ri­mento alcuno alle dina­mi­che del nostro paese.

Le ricer­che sia dei ter­mini “libertà di stampa” che “clas­si­fica libertà di stampa” rila­scia­vano risul­tati pre­va­len­te­mente datati alle inda­gini pre­ce­denti di RSF.

Anche l’unico quo­ti­diano nazio­nale che tratta la noti­zia non com­pare nelle ricer­che su goo­gle news nep­pure uti­liz­zando le stesse parole [chiave di ricerca “rsf libertà di stampa”] che con­sen­tono di iden­ti­fi­care l’articolo nel sito del giornale.

Torna in mente allora come, secondo quanto pub­bli­cato da Goo­gle Tra­spa­rency, sia uno dei primi paesi per numero di richie­ste gover­na­tive di rimo­zione dei dati al cele­bre motore di ricerca e che la nostra nazione abbia una clas­si­fi­ca­zione di con­trollo sociale sul web “medio”.

Nep­pure casuale l’impennata di siti inac­ces­si­bili con un picco pro­prio il 20 Otto­bre [giorno del rila­scio del rap­porto di RSF] che uti­liz­zando herdict.org si ottiene, come testi­mo­nia il gra­fico sot­to­stante che con­ferma la ten­denza già evi­den­ziata dall’analisi del traf­fico bloc­cato da fonti gover­na­tive per quanto riguarda goo­gle news.it come illu­stra l’immagine soprarriferita.

Sep­pure sia allo stato attuale impos­si­bile averne cer­tezza, sulla base delle evi­denze rac­colte le pro­ba­bi­lità che su que­sta vicenda vi sia stato un inter­vento gover­na­tivo di cen­sura, di addo­me­sti­ca­mento di verità sco­mode in un momento già teso poli­ti­ca­mente, sono estre­ma­mente elevate.

Diceva Albert Camus che l’assurdo nasce dal con­fronto tra la domanda dell’uomo e l’irragionevole silen­zio del mondo, è cer­ta­mente que­sto uno dei casi.

Rin­gra­zio Gior­gio Jan­nis, Gian­luigi Cogo, Cate­rina Poli­caro, Luca Ala­gna e Gino Toc­chetti per il sup­porto offerto nella ricerca di que­sto spic­chio minimo di verità

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