Archive: 19 ottobre 2010

Pubblicato il 19 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

InnovAzione

Dopo l’esame da parte di Gart­ner sul ciclo di vita delle tec­no­lo­gie dispo­ni­bili, arriva la terza edi­zione della clas­si­fica sti­lata da Cisco sulla dif­fu­sione della banda larga nel mondo.

L’Italia tre le 30 prin­ci­pali nazioni prese in con­si­de­ra­zione dallo stu­dio è 26esima alle spalle di Gre­cia, Roma­nia ed Estonia.

L’impatto di que­sto ritardo è sin­te­tiz­zato dall’info­gra­fica sot­to­stante che oltre a rias­su­mere i dati prin­ci­pali ana­lizza la pos­si­bile cor­re­la­zione tra accesso alla banda larga e pro­dotto interno lordo dei sin­goli paesi.

Se per molte nazioni [14 su 30] la rivo­lu­zione pro­spet­tata dall’internet TV appare un’opzione con­creta, in Ita­lia Vanna Mar­chi resta il modello di rife­ri­mento pre­va­lente da più di un punto di vista .

 

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Il mio minimo con­tri­buto ad una discus­sione dalle pro­spet­tive tanto affa­sci­nanti quanto, ahimè, distanti dalla realtà.

Pubblicato il 19 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Sumeri & Somari

La solu­zione ai pro­blemi della filiera distri­bu­tiva in ambito edi­to­riale risiede nella magica iTavoletta.

Que­sta, in buona sostanza, la visione di Marco Bel­po­liti dalle pagine vir­tuali della “Stampa” che con­clude affi­dando ai gra­fici otti­miz­za­zioni e miglio­ra­menti del sistema edi­to­riale italiano.

Una sequenza di appros­si­ma­zioni, di ine­sat­tezze e gene­ra­liz­za­zioni, dav­vero straor­di­na­ria, che parte dalla nume­rica delle edi­cole [oltre il dop­pio delle far­ma­cie, per citare un’altro ser­vi­zio pub­blico, by the way] pas­sando per case degli ita­liani in stile Mulino Bianco nelle quali tutti si sve­gliano con l’iPad sul como­dino per arri­vare ad orari e distanze che evi­den­te­mente non ha mai verificato.

Si rie­sce così ad rive­dere 5mila anni sto­ria annul­lando la dif­fe­renza tra sumeri e somari.

Pubblicato il 19 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Scavare alla Ricerca del Coinvolgimento

La set­ti­mana scorsa il mondo intero è rima­sto in tre­pi­da­zione per la sorte dei 33 mina­tori cileni e i media di tutto il mondo hanno dato ampis­simo risalto alla noti­zia seguendo le fasi del sal­va­tag­gio con uno spie­ga­mento di forze che ha coin­volto oltre 2mila giornalisti.

Gran parte dell’emozione è stata rac­con­tata affi­dan­dosi in maniera tra­di­zio­nale ad imma­gini e video, unica ecce­zione il New York Times che ha rea­liz­zato un’infografica inte­rat­tiva delle dina­mi­che, delle fasi di quello che, obtorto collo per i mina­tori e le loro fami­glie, si è tra­sfor­mato in una sorta di diretta mon­diale della stanza degli orrori del grande fra­tello.

Di un mag­gior coin­vol­gi­mento, di una mag­giore inte­rat­ti­vità ha dovuto occu­parsi un pic­cola agen­zia cilena che ha creato un gioco che per­mette agli inter­nauti di cimen­tarsi diret­ta­mente nel sal­va­tag­gio dei 33 minatori.

Inu­tile dire che il video­gioco, sep­pur mini­ma­li­sta, ha otte­nuto un suc­cesso straor­di­na­rio. Sei i siti dei quo­ti­diani on line hanno, tra l’altro, il pro­blema della per­ma­nenza, del trat­te­ni­mento, di chi visita il loro spa­zio con rela­ti­va­mente poco sforzo avreb­bero otte­nuto un grande suc­cesso anche da que­sto punto di vista oltre che da quello degli accessi.

Sca­vare alla ricerca di un mag­gior coin­vol­gi­mento non è mai tempo perso, trat­tan­dosi di mina­tori avrebbe potuto risul­tare più natu­rale del solito.