Posted on 16 ottobre 2010 by

Un Giornale al Passo coi Tempi

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Chri­stian Raimo, sul “Mani­fe­sto” esem­pli­fica con sapiente iro­nia le pos­si­bili derive degli eccessi del dibat­tito sul futuro del gior­na­li­smo e dei giornali.

Tra tutte le solu­zioni indi­cate riporto quella che pro­ba­bil­mente è la più azzeccata:

Un por­tale polie­drico pieno di fil­mati cult dalla rete con muc­che che fischiano, aggior­na­menti con­ti­nui sul mondo del body-painting, e una grande fine­stra aperta ai let­tori: attra­verso una tele­ca­mera fissa si segue 24 ore su 24 quello che accade den­tro la reda­zione. Nei momenti di scon­forto si può mil­lan­tare — per far salire i con­tatti — il primo sui­ci­dio di massa in diretta.

Gli fa da com­ple­mento dal “Cor­riere della Sera” il pezzo di Beppe Sever­gnini sulle derive del neogiornalismo.

L’abitudine alla con­trap­po­si­zione ha lasciato troppo poco spa­zio al dibat­tito su come rea­liz­zare la con­ver­genza tra infor­ma­zione digi­tale e tra­di­zio­nale. Il caso del Times con­ferma come in realtà sia que­sta attual­mente l’unica strada sen­sata per rea­liz­zare un gior­nale al passo coi tempi.

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