Archive: 8 ottobre 2010

Pubblicato il 8 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Il Potere della Condivisione delle Notizie

Il broa­d­ca­ster sta­tu­ni­tense CNN ha rila­sciato ieri i risul­tati della ricerca deno­mi­nata Pow­nar [power of news and recommendation].

Come dichiara, Didier Mor­messe, SVP, Ad Sales Research, Deve­lo­p­ment & Audience Insight at CNN Inter­na­tio­nal, ““Kno­wing the typo­logy of shared con­tent is signi­fi­cant as the infor­ma­tion could be used by agen­cies as a gui­de­line to mould crea­tive and the­re­fore make their adver­ti­sing more effec­tive to consumers”

Il pro­getto di ricerca si è svolto tra giu­gno ed ago­sto di quest’anno coin­vol­gendo 2300 rispon­denti on line a livello internazionale.

La legge di Pareto [80/20] si applica anche alla con­di­vi­sione di infor­ma­zioni, di noti­zie, con il 27% del cam­pione che con­di­vide l’87% del totale.

La mag­gior parte delle noti­zie con­di­vise con­ten­gono un com­mento all’informazione diffusa.

Le noti­zie dell’ultima ora [“brea­king news”] pesano il 19% del totale , par­rebbe dun­que che la tem­pe­sti­vità sia meno fon­da­men­tale dell’attendibilità e dell’approfondimento dell’informazione.

I social media pesano il 43%  del totale dei mezzi uti­liz­zati per con­di­vi­dere infor­ma­zioni, seguiti da e mail al 30% e sms al 15%.

Pubblicato il 8 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

La Crisi non è più Periodica

Niel­sen ha rila­sciato la con­sueta sin­tesi sugli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari, sud­di­visi per mezzo, aggior­nata a luglio.

Il mer­cato pub­bli­ci­ta­rio, gra­zie anche al traino dei mon­diali di cal­cio, pare final­mente in ripresa con un tasso di cre­scita com­ples­sivo vicino al 5% nei primi 7 mesi dell’anno rispetto al pari periodo dell’anno precedente.

E’ una cre­scita che è tra­sver­sale a tutti i mezzi di comu­ni­ca­zione ad esclu­sione della stampa perio­dica che con­ti­nua regi­strare una fles­sione di oltre il 9%.

E’ evi­dente che la crisi della stampa perio­dica, al pari di quella della “free press”, va ben al di là della contingenza.

Una crisi che da perio­dica diviene strut­tu­rale. Una disaf­fe­zione da parte dei let­tori testi­mo­niata anche dagli scarsi riscon­tri che que­ste testate com­ples­si­va­mente otten­gono anche on line con visite ed utenti unici dai numeri deludenti.

Non bastano evi­den­te­mente i tagli prezzo, le pro­po­ste di abbo­na­mento a prezzi di saldo o abbi­na­menti, azioni di cross pro­mo­tion, che da sand­wich si sono tra­sfor­mati in «big mac», ad avvi­ci­nare let­tori e, dun­que, inve­sti­tori pubblicitari.

E’ una crisi di con­te­nuti, di un modello che ha tra­sfor­mato la mag­gior parte delle rivi­ste in cata­lo­ghi pub­bli­ci­tari tanto fitti quanto noiosi. Di uffici mar­ke­ting degli edi­tori tra­sfor­ma­tisi in esperti di acqui­sti di stock un tanto al chilo da Hong Kong per­dendo qual­siasi cono­scenza e con­tatto con l’utenza.

Diceva Ber­tolt Bre­cht che quando ci si trova davanti a un osta­colo la linea più breve tra due punti può essere una curva, non vi è dub­bio che sia il momento di dare una bella sterzata.