World Wide We

Ho appena terminato il libro di Mafe De Baggis.

La dedica apposta in calce nella controcopertina è probabilmente uno dei più bei complimenti che abbia mai ricevuto disinteressatamente da una persona di cui ho stima ed inevitabilmente mi espone all’ipertrofia del margine.

Sono portato ad immaginare che il titolo la dica lunga sulla visione proposta.

Personalmente ritengo che il bello della lettura stia nella soggettività dell’interpretazione, nella individuale rappresentatività, nonché nella inevitabile personalizzazione che si fa del testo. In tal senso non posso quindi che invitarvi a leggerlo.

Vi lascio solo con la frase che tra tutte maggiormente condivido e mi ha colpito di più, ed una sintesi visiva dei contenuti.

“I social media possono essere usati come i media tradizionali a puro scopo di diffusione e comunicazione di un messaggio unidirezionale. Non è (per me) una modalità di utilizzo interessante e sfidante, ma sicuramente oggi è la più diffusa. Può dare ottimi risultati con piccoli budget, ma richiede comunque un’ apertura alla trasparenza e alla conversazione che spesso non è alla portata di chi decide di aprirsi ai propri clienti solo per approfittare di un canale a basso costo (percepito).

Pianificare i social media senza un’ abitudine all’ascolto e alla risposta concreta può creare un piccolo paradosso, e cioè la necessità di promuoverli perchè raggiungano il loro obiettivo di comunicazione”.

Social

0 thoughts on “World Wide We

  1. Condivido questa frase. La mia esperienza di urbanistica partecipata mi ha insegnato che non è mai l’apertura del canale di comunicazione con l’amministrazione pubblica il problema, ma stabilire uno spazio, modi, strumenti, convenzioni anche, che consentano una comunicazione biunivoca e non monodirezionale, che consentano a entrambe la parti di imparare l’una dall’altra.
    L’uso di social media a supporto della partecipazione pubblica rischia di non portare miglioramenti se il modello adottato è quello di cui parla De Baggis. Le “amministrazioni digitali” sono ottime per facilitare la mia esperienza di “cliente di un fornitore di servizi”. Ma per tutto il resto, rimane un muro di gomma, una caverna muta.

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