giugno 2010

Pubblicato il 30 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Mappatura della Rete Sociale

Har­ward Busi­ness Review ha pub­bli­cato la map­pa­tura della rete sociale ana­liz­zando a livello mon­diale l’utilizzo dei vari stru­menti di socia­liz­za­zione e con­di­vi­sione che il web mette a dispo­si­zione, dai blog ai più cele­bri e cele­brati social net­work, ana­liz­zando le dif­fe­renze tra aree del pia­neta e le nazioni, Ita­lia inclusa.

Sull’asse ver­ti­cale è indi­cata la por­zione di inter­nauti che scrive un blog, men­tre su quello oriz­zon­tale la per­cen­tuale che uti­lizza i social net­work [o quan­to­meno ha un pro­filo su uno di essi].

L’Asia è, l’area, il con­ti­nente, a mag­gior tasso di socia­lità con media­mente il 45% degli utenti che ten­gono un blog e, spe­ci­fi­ca­ta­mente, i Sud Coreani hanno un for­tis­simo coin­vol­gi­mento a livello di scrit­tura di una blog.

I paesi di lin­gua inglese e l’Europa con­ti­nen­tale sono rela­ti­va­mente omo­ge­nei tra loro e si con­cen­trano nella gestione del pro­filo nei social network.

Ita­lia e Spa­gna hanno pro­fili pres­so­ché iden­tici con circa il 20% dell’utenza che cura un blog ed una pene­tra­zione del 40% nella gestione di un pro­prio pro­filo sui diversi social network.

— clicca per ingrandire —

L’elaborazione pub­bli­cata dall’HBR è stata pro­dotta uti­liz­zando i dati del “Trend­stream Glo­bal Web Index”, ricerca che a cadenza rego­lare ana­lizza un cam­pione di 50mila utenti delle più dif­fuse piat­ta­forme di con­di­vi­sione nella rete in 18 diverse nazioni.

Il mio con­tri­buto minimo per una razio­na­liz­za­zione fat­tuale alle con­si­de­ra­zioni dei 44 gatti.

Pubblicato il 29 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Problemi Quotidiani

Il futuro è digi­tale. Le rota­tive scom­pa­ri­ranno e con esse i gior­nali così come oggi li cono­sciamo. Sono que­ste le con­si­de­ra­zioni che con mag­gior fre­quenza ven­gono espresse. I gior­nali, la carta, sono stati sep­pel­liti molto prima della loro morte effet­tiva e, soprat­tutto, prima che si pen­sasse ad un modello di busi­ness alter­na­tivo all’attuale in grado di soste­nere eco­no­mi­ca­mente il mondo dell’informazione quotidiana.

Secondo quanto riporta AdAge, l’ipotesi di reve­nues digi­tali, almeno in ter­mini di ricavi pub­bli­ci­tari, pare sem­pre più impro­ba­bile anche negli USA, con un calo dal 16,2% del 2005 all’11,4% del 2009 e pro­ie­zioni, secondo PWC, al 7,9% nel 2014.

Vale la pena di evi­den­ziare come il trend, rias­sunto nel gra­fico sot­to­stante, sia com­pren­sivo anche dell’area digi­tale mobile sulla quale tante spe­ranze sono state ripo­ste ultimamente.

In gene­rale, i tassi di cre­scita degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari saranno signi­fi­ca­ti­va­mente più ele­vati per quanto riguarda inter­net e l’area digi­tale nel suo com­plesso. Nono­stante l’ immensa dif­fe­renza tra lo svi­luppo di quest’area e quella “off line” i ricavi saranno ancora pre­va­len­te­mente legati all’area ana­lo­gica almeno per un lustro ancora.

L’area digi­tale è com­ple­men­tare non alter­na­tiva, ancora una volta.

Pubblicato il 29 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Google Me: Indiscrezioni & Sparizioni

Secondo indi­scre­zioni rac­colte da fonti rite­nute par­ti­co­lar­mente atten­di­bili, pare che Goo­gle si appre­sti a lan­ciare un social net­work che nelle inten­zioni dovrebbe com­pe­tere con lo stra­po­tere di Face­book.

Sino ad ora , visti gli insuc­cessi con Wave e Buzz, il gigante di Moun­tain View non è riu­scito a sfon­dare in quest’ambito sem­pre più rile­vante all’interno del grande oceano del web ed un suo ingresso potrebbe porre anche l’accento sulle infor­ma­zioni che in que­sto modo entre­reb­bero in pos­sesso di Eric Sch­midt & Co, ripro­po­nendo sce­nari a tinte fosche come lo stesso Zuc­ker­berg sta spe­ri­men­tando ultimamente.

Quando sarà con­fer­mato e più chiaro  il dise­gno di Goo­gle Me, que­sto il nome che dovrebbe essere dato al nascente social net­work, saremo ovvia­mente in grado di valu­tare meglio, anche, que­sti aspetti.

Ad oggi resta solo una indi­scre­zione miste­rio­sa­mente scom­parsa.

Update: Gra­zie alla segna­la­zione su FF di Alex, il pod­cast in cui Kevin Rose spiega di essere stato costretto a can­cel­lare il tweet.

Pubblicato il 28 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

I 200 Momenti che hanno Cambiato il Giornalismo

Poin­ter Insti­tute ha ela­bo­rato una rac­colta inte­rat­tiva dei 200 momenti tra il 2000 ed 2009 che hanno cam­biato il giornalismo.

Sono 20 momenti che, nel corso di cia­scuno degli anni presi in con­si­de­ra­zione, hanno inciso sulla tra­sfor­ma­zione del giornalismo.

La sele­zione è sud­di­visa in quat­tro aree: tec­no­lo­gia, noti­zie, social media e business.

Il per­corso pro­po­sto da Poin­ter è asso­lu­ta­mente da leg­gere con atten­zione poi­chè, sin­te­tiz­zando i momenti chiave dell’ultimo decen­nio, con­sente una retro­spet­tiva com­ples­siva che apre visioni d’interesse.

Ad esem­pio, si sco­pre che nel 2000, negli USA, secondo quanto ripor­tava la NAA all’epoca, era già supe­riore il numero di fami­glie che ave­vano sot­to­scritto un abbo­na­mento ad inter­net rispetto a quelle che erano abbo­nate ad un quotidiano.

E’ spesso la capa­cità di leg­gere ed inter­pre­tare i “segnali deboli” che qua­li­fica posi­ti­va­mente, o meno, il mana­ge­ment e con­sente alle imprese di affron­tare cor­ret­ta­mente le dina­mi­che di svi­luppo dei biso­gni degli indi­vi­dui. E’ evi­dente che que­sto non avviene per quanto riguarda buona parte del com­parto editoriale.

Pubblicato il 28 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Grazie

“Nes­suna distanza tem­po­rale nè spa­ziale può inde­bo­lire l’amicizia di due per­sone che cre­dono ognuna nel valore dell’altra”. - Robert Southey -

Non ho scat­tato nep­pure una foto ieri, non ne ho sen­tito il bisogno.

Con­servo den­tro di me l’immagine della feli­cità di una gior­nata di alle­gria tra­scorsa con ami­che e amici che, con la loro dispo­ni­bi­lità e sim­pa­tia, hanno saputo rega­larmi momenti dav­vero speciali.

Gra­zie a voi tutti.

Pubblicato il 25 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Il Tempo dei Muri

La scom­messa di Mur­doch sul paga­mento delle noti­zie on line ini­zia a dare i suoi, amari, frutti.

Secondo i dati dif­fusi da Hit­wise, la quota di traf­fico del quo­ti­diano The Times è scesa dal 4,37% al 2,67 della set­ti­mana scorsa, dopo l’introduzione del “pay­wall”, e, addi­rit­tura al 1,81% di ieri.

Pubblicato il 25 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Rapporto 2010 sull’Industria dei Quotidiani

In occa­sione della della 23esima edi­zione di WAN-IFRA Ita­lia, con­fe­renza inter­na­zio­nale per l’industria dell’editoria e della stampa quo­ti­diana dedi­cata alla stampa indu­striale e alle nuove fron­tiere della stampa digi­tale, è stato pre­sen­tato il Rap­porto 2010 sull’industria Ita­liana dei Quotidiani.

Una sin­tesi dei dati del rap­porto è stata rila­sciata ieri e la mag­gior parte dei com­menti si sono con cen­trati sulla sen­si­bile ridu­zione delle ven­dite dei quotidiani.

Sia per evi­tare di con­tri­buire all’info obe­sity dila­gante che per for­nire una pro­spet­tiva distinta, dalla pre­sen­ta­zione mi pare inte­res­sante estra­po­lare i dati for­niti rela­ti­va­mente ai ricavi dei gior­nali nel nostro paese.

Come è pos­si­bile rile­vare dal gra­fico sot­to­stante, l’incidenza dei ricavi deri­vanti dalla ven­dita dei quo­ti­diani passa dal 53% del 2006 al 54,2% del 2009. Que­sto dato evi­den­zia quale sia la distanza dal pano­rama sta­tu­ni­tense che ha un inci­denza dei ricavi da pub­bli­cità media­mente dell’80%. Richiama l’attenzione sulla neces­sità di lavo­rare su ciò che di con­creto, ad oggi, esi­ste e, soprat­tutto, sull’attualità e la rile­vanza del canale di distri­bu­zione com­mer­ciale del pro­dotto: le edicole.

- Anda­mento dei Ricavi Edi­to­riali 2006/09 —

Un altro dato che vale la pena di evi­den­ziare è rela­tivo al prezzo medio di un modulo pub­bli­ci­ta­rio, che si è dimez­zato nell’ultimo decen­nio. Que­sto evi­den­zia la debo­lezza strut­tu­rale della stampa come mezzo di comu­ni­ca­zione in ter­mini di pro­po­sta agli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari e, poi­ché com­ples­si­va­mente i ricavi di quest’area sono dimi­nuiti del 16%, evi­den­zia un affol­la­mento sul mezzo che non fa che ren­derlo ulte­rior­mente meno attrat­tivo per la pia­ni­fi­ca­zione di cam­pa­gne pubblicitarie.

Con­ti­nuiamo pure a par­lare dell’iCoso ®.

Pubblicato il 24 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Il Sito c’è ma Non si Vede

Pare che final­mente il sito del “Fatto Quo­ti­diano” sia on line. La reda­zione ne dà comu­ni­ca­zione uti­liz­zando quello che attual­mente è il più elet­tivo dei social media in circolazione.

Clic­cando sulla noti­zia for­nita si legge: “Devi essere abbo­nato per leg­gere que­sto arti­colo! Per abbo­narti clicca qui.”

Il sito, e le scuse, ci sono ma non si vedono.

Pubblicato il 24 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Valore del Brand

I media tra­di­zio­nali all’interno del nuovo sce­na­rio, dell’ecosistema delle noti­zie, che si va deli­neando, godono del van­tag­gio di mar­chi con­so­li­dati nel tempo sul quale fare leva per [ri] costruire rela­zione e valore nella nuova rela­zione con l’utente-lettore.

E’ un van­tag­gio che, secondo quanto rife­ri­sce Digi­tal Quar­ters, si sta assot­ti­gliando  poi­chè non rie­scono a tra­sfe­rire que­sto valore a bene­fi­cio della par­te­ci­pa­zione e sod­di­sfa­zione del let­tore.

I dati con­fer­mano che tutta l’area legata all’intrattenimento ed ai gio­vani sono in declino, testi­mo­nianza della distanza esi­stente tra il pub­blico attivo degli inter­nauti ed il mondo dei media tradizionali.

Gli stru­menti sono dispo­ni­bili. Resta il dub­bio se sia carente la capa­cità o la volontà di uti­lizzo degli stessi.

Pubblicato il 24 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Tagli di Budget

La BBC for­ni­sce la pos­si­bi­lità di deci­dere, o almeno di simu­lare, come e dove tagliare il bud­get dello stato, con­sen­tendo di sce­gliere e cal­co­lare l’impatto eco­no­mico di cia­scuna delle voci di spesa del governo.

Inte­res­sante moda­lità di infor­ma­zione pub­blica che per­mette ad ogni cit­ta­dino che lo desi­deri di met­tersi nei panni dei pro­pri governanti.

Stru­mento che, nella sua rela­tiva sem­pli­cità, insieme ad altri, sarebbe oppor­tuno adat­tare alla realtà nazio­nale sia sotto il pro­filo infor­ma­tivo che per quanto riguarda la tra­spa­renza dei dati della pub­blica amministrazione.

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