maggio 2010

Pubblicato il 31 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Questa è una Notizia Interattiva, Punto!

Il New York Times ha creato Inno­va­tion Port­fo­lio, spa­zio di inte­ra­zione di straor­di­na­rio inte­resse sotto il pro­filo edi­to­riale sia in ter­mini di rap­pre­sen­ta­zione della noti­zia che in chiave di offerta pubblicitaria.

Come viene spie­gato in aper­tura della pagina d’inizio del per­corso, Inno­va­tion Port­fo­lio è una rac­colta, tratta dalla nostra new­sroom [del NYT], dei migliori per­corsi inte­rat­tivi con­ce­piti per ispi­rare, faci­li­tare, la con­ver­sa­zione rela­ti­va­mente allo sto­ry­tel­ling ed al pro­cesso di comu­ni­ca­zione pubblicitaria.

Dopo la pre­messa di spie­ga­zione si viene immersi, ose­rei dire tra­volti, posi­ti­va­mente, in una mol­ti­tu­dine di pos­si­bili per­corsi che sono quasi impos­si­bili a spie­garsi e che non posso che sug­ge­rire di provare.

Ho pen­sato di pro­porre alcune videate che illu­stras­sero in parte il funzionamento.

La prima è rela­tiva all’apertura gene­rale, men­tre le suc­ces­sive sono ine­renti pos­si­bili  scelte che il sin­golo utente effettua.

Per­so­nal­mente lavo­re­rei su ini­zia­tive di que­sto tipo che mi pare abbiano il pre­gio, da un lato, di magni­fi­care le poten­zia­lità del web e, dall’altro lato, di con­sen­tire un per­corso posi­tivo di dif­fe­ren­zia­zione della frui­zione di infor­ma­zione su carta.

Chia­mia­mola siner­gia, chia­mia­mola con­ver­genza se pre­fe­riamo, l’importante è non con­ti­nuare a spre­care le occa­sioni che si presentano.

Pubblicato il 28 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

I 1000 Siti Web più Visitati

Dou­ble­click ad plan­ner ha pub­bli­cato la lista dei 1000 siti web più visitati.

Il primo sito di noti­zie nella clas­si­fica è quello della BBC al 45esimo posto con 45 milioni di utenti e 2,5 milioni di pagine viste.

Tra i quo­ti­diani primo  il New York Times,   83esimo nel ran­king con 26 milioni di utenti unici e 600mila pagine viste.

Update: Come segnala Marco, nella clas­si­fica sono pre­senti 8 siti e por­tali web ita­liani. Il primo è Libero alla 232esima posizione.

Per quanto riguarda le noti­zie sono pre­senti Repub­blica ed Il Cor­riere della Sera, rispet­ti­va­mente in 545esima e 613esima posizione.

Può essere, infine, inte­res­sante rile­vare come nella sta­ti­stica, effet­tuata da Goo­gle, pro­prie­ta­ria di  Dou­ble­click ad plan­ner, il motore di ricerca non compaia.

Pubblicato il 28 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Scegli una Notizia

Press Index, impor­tante realtà inter­na­zio­nale, pre­sente anche in Ita­lia, attiva nel moni­to­rag­gio dell’informazione su stampa, web, radio e TV, dopo un periodo di incu­ba­zione in cui è stato acces­si­bile solo ai beta tester, a cui ho avuto pos­si­bi­lità di par­te­ci­pare gra­zie alla cor­te­sia dell’amica Cate­pol, ha lan­ciato pub­bli­ca­mente da due giorni Pick a News.

Il ser­vi­zio on line ha una spe­ci­fica loca­liz­za­zione, per­so­na­liz­za­zione, per il nostro paese.

Pick a News, sce­gli una noti­zia, si pro­pone, da un lato, come una sorta di chio­sco vir­tuale for­nendo la prima pagina dei prin­ci­pali quo­ti­diani fran­cesi, inglesi, spa­gnoli ed ita­liani. Sotto que­sto pro­filo il ser­vi­zio for­nito è deci­sa­mente infe­riore ad altri già dispo­ni­bili, che offrono mag­giore ampiezza e profondità.

E’ nel moni­to­rag­gio pun­tuale di un argo­mento, di una noti­zia, che invece si distin­gue posi­ti­va­mente il nuovo ser­vi­zio lan­ciato, con­sen­tendo di tro­vare l’argomento di pro­prio inte­resse tra oltre 50mila fonti diverse, che è pos­si­bile sele­zio­nare per ampiezza sce­gliendo l’opzione che com­prende tutti i media o, in alter­na­tiva, impo­stando la ricerca solo su uno di essi [gior­nali e rivi­ste, inter­net e blog, TV e radio]. Se si desi­dera effet­tuare un moni­to­rag­gio per­ma­nente è pos­si­bile, regi­stran­dosi, rice­vere una email alert ogni mat­tina sul tema, il per­so­nag­gio, l’azienda, prescelti.

A titolo esem­pli­fi­ca­tivo, la ricerca del ter­mine edi­cole, effet­tuata al momento della reda­zione di que­sto arti­colo, for­ni­sce 1996 risul­tati in tutti i media, men­tre ricer­cando il ter­mine edi­to­ria si sale a 5714 risultati.

I risul­tati sono clas­si­fi­cati per nazione, tipo­lo­gia di media, nome della testate. Viene for­nito il col­le­ga­mento iper­te­stuale alla sin­gola testata d’interesse e per le prin­ci­pali l’interfaccia gra­fica for­ni­sce un’anteprima ed altre infor­ma­zioni sul tipo di fonte come illu­stra l’immagine sottostante.

La dimo­stra­zione con­creta che esi­stono ampi spazi per iden­ti­fi­care e pre­si­diare seg­menti spe­ci­fici di utenza, con­tra­ria­mente a chi si dedica alla massa come, in que­sto caso, il cele­ber­rimo Goo­gle News. Vale in ambito digi­tale e non.

Pubblicato il 27 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Press Freedom Day Ad

In occa­sione della gior­nata della libertà di stampa del pas­sato 3 mag­gio, il quo­ti­diano suda­fri­cano Cape Times ha pub­bli­cato una cam­pa­gna a soste­gno, in omag­gio alla, gior­nata cele­bra­tiva.

Nella body copy dell’annuncio si legge: “Una volta che è stata stam­pata è dif­fi­cile farla andare via”.

Sep­pure il rife­ri­mento sia evi­den­te­mente alla noti­zia ed al suo impatto in ter­mini, appunto, di non cen­su­ra­bi­lità, la com­bi­na­zione con il visual dove, invece, è chiaro il rife­ri­mento ad inter­net, sug­ge­ri­sce anche cause meno nobili nella disputa tra edi­to­ria tra­di­zio­nale e digitale.

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Pubblicato il 27 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

I 10 Titoli che Leggeremo a Giugno

1) Prima pagina del “Gior­nale” del 01 giu­gno: Ber­lu­sconi man­tiene le pro­messe. L’assegno di man­te­ni­mento di Vero­nica Lario non è carico dei contribuenti.

2) “Il Sole24Ore” del 03 giu­gno: Estir­pato alla radice il pro­blema delle morti bian­che. Chiuse tutte le imprese edili, non c’è più lavoro.

3) Prima di coper­tina di “Prima Comu­ni­ca­zione” di giu­gno: Libero per far fronte al calo dif­fu­sio­nale e con­te­nere i costi licen­zia i gior­na­li­sti ed amplia a 32 pagine la sezione relax del quotidiano.

4) Pagina degli interni del “Cor­riere della Sera” del 05 giu­gno: Alla chiu­sura delle scuole la Gel­mini annun­cia che non ver­ranno ria­perte. E’ neces­sa­rio abo­lire l’anno sco­la­stico 2010/2011 per far fronte al defi­cit dello stato afferma il mini­stro, che ras­si­cura i geni­tori affer­mando che potranno comun­que man­dare i pro­pri figli nelle scuole private.

5) R2 di “La Repub­blica” dell’ 11 giu­gno: Esclu­siva inter­vi­sta sui gio­vani a Cos­siga & Andreotti

6) Sezione Motori di “La Stampa” del 15 giu­gno: Dopo la nuova 500 e la Giu­lietta, nel 2012 la nuova Topo­lino. Tra le moto­riz­za­zioni dispo­ni­bili il rivo­lu­zio­na­rio pro­pul­sore ibrido con rica­rica a molla.

7) Prima pagina di “La Pada­nia” del 21 giu­gno: Renzo Bossi annun­cia: « Ora che ho delle respon­sa­bi­lità devo tor­nare a stu­diare. Finirò le medie ».

8 Prima pagina de “Il Sole 24 Ore” del 23 giu­gno: Il Fondo Mone­ta­rio Inter­na­zio­nale con­ferma che l’Italia con­ti­nua ad essere l’economia più avan­zata dell’Africa.

9) Prima pagina di “La Gaz­zetta del Mez­zo­giorno” del 27 giu­gno: Arre­stato dalla fore­stale il Mini­stro Cal­de­roli. In preda a rap­tus bru­ciava mon­ta­gne di carta nei boschi della Sila.

10) “L’Unità” del 30 giu­gno: Ber­sani dichiara che il PD è per un oppo­si­zione ferma ma respon­sa­bile ed annun­cia: « Ne ripar­le­remo a set­tem­bre dopo le vacanze »

Pubblicato il 26 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Mappa delle Competenze del Community Manager

Steve Butty, Direc­tor of Com­mu­nity Enga­ge­ment [Respon­sa­bile Inte­ra­zione Sociale*], di TDB, inte­res­sante ini­zia­tiva in ambito edi­to­riale, ha svi­lup­pato una map­pa­tura non con­ven­zio­nale di quelle che sono le com­pe­tenze e le atti­tu­dini richie­ste per un Com­mu­nity Mana­ger.

Con­tri­buto minimo, di impor­tante valore sim­bo­lico, nell’ambito di un neces­sa­rio ridi­se­gno dei ruoli e delle com­pe­tenze fun­zio­nali ad uno svi­luppo dell’editoria.

* Si rin­gra­zia Mar­ket­tara e gli altri amici per la par­te­ci­pa­zione nella definizione/traduzione del ruolo in italiano.

Pubblicato il 25 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

In Difesa del Lettore

El Pais da qual­che tempo ha intro­dotto la defen­sora del lec­tor, figura pro­fes­sio­nal­mente pre­pa­rata, che, come è pos­si­bile leg­gere nella sezione dedi­cata allo scopo del sito web del quo­ti­diano spa­gnolo, è stata creata, voluta, dalla dire­zione del gior­nale per garan­tire i diritti dei suoi let­tori, dare rispo­sta ai loro dubbi, alle lamen­tele e sug­ge­ri­menti sui con­te­nuti ed al tempo stesso vigi­lare affin­chè il trat­ta­mento delle infor­ma­zioni pro­po­ste sul gior­nale avvenga secondo le regole eti­che e pro­fes­sio­nali del giornalismo.

Il difen­sore del let­tore ha il potere di inter­ve­nire sia su segna­la­zione che auto­no­ma­mente, motu pro­prio. Ogni dome­nica nella ver­sione car­ta­cea viene trat­tato un tema, una lamen­tela, una segna­la­zione e sul sito web sono con­sul­ta­bili le sezioni dove ven­gono trat­tati i temi che restano ancora aperti e le segna­la­zioni dei lettori.

E’ una dimo­stra­zione con­creta di civiltà, di rispetto per la pro­pria utenza, che trova riscon­tro anche da parte del New York Times che addi­rit­tura ha dotato que­sta figura di mag­gior auto­no­mia ren­den­dolo esterno [non dipen­dente fun­zio­nal­mente] all’organizzazione edi­to­riale e ne mette a dispo­si­zione pub­bli­ca­mente ogni rife­ri­mento incluso quello telefonico.

Che sia un atto dove­roso, oltre­ché una sen­sata mossa di con­cre­tezza nella rela­zione con la pro­pria utenza, è testi­mo­niato dalle recenti ini­zia­tive in essere che sot­to­pon­gono a cre­scente pres­sione l’indu­stria edi­to­riale, e che fanno parte di quel trend gene­rale che viene rias­sunto sotto il ter­mine di disin­ter­me­dia­zione.

Il senso, la logica, di avere que­sto tipo di figura e di ini­zia­tiva in ambito edi­to­riale viene egre­gia­mente argo­men­tato nel sito dell’ orga­niz­za­zione inter­na­zio­nale che rag­gruppa le figure pro­fes­sio­nali, le per­sone, che si dedi­cano a que­sto tipo di attività.

Sono atten­zioni che attual­mente non tro­vano riscon­tro alcuno nel nostro paese che evi­den­te­mente ha un per­corso più lungo da com­piere rispetto ad altre nazioni anche sotto que­sto pro­filo. Invece di pro­porre con­ti­nua­mente inu­tili pro­clami in salsa social, per­so­nal­mente mi ado­pe­re­rei allo scopo con la mas­sima cele­rità pos­si­bile per l’adozione di que­sta fun­zione, que­sto ruolo, inse­ren­dolo nel con­te­sto di una più ampia revi­sione dell’organizzazione editoriale.

Pubblicato il 24 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Studio sulla Correlazione tra Advertising e Copertura Giornalistica

In molti spesso si sono chie­sti quale fosse la reale indi­pen­denza e quale invece il legame tra infor­ma­zione e potere poli­tico ed eco­no­mico. Domanda che in una nazione quale l’Italia, dove la con­cen­tra­zione da una lato del potere e dall’altro dell’editoria è supe­riore ad altri paesi, assume un ruolo di impor­tanza pri­ma­ria per il futuro del gior­na­li­smo e della nazione stessa.

Una prima rispo­sta a que­ste tanto legit­time quanto rile­vanti que­stioni, è stata for­nita verso la fine del 2009 da uno stu­dio pub­bli­cato sul numero di novem­bre del “Jour­nal of Mar­ke­ting” che ana­liz­zando la spesa pub­bli­ci­ta­ria e la coper­tura gior­na­li­stica di 291 imprese ita­liane della moda sulle pub­bli­ca­zioni di 123 edi­tori in Ita­lia [61], Fran­cia [15], Ger­ma­nia [15], Gran Bre­ta­gna [16] e USA [16],concludeva peren­to­ria­mente che “ci sono le prove di una forte influenza «posi­tiva» della pub­bli­cità sulla coper­tura giornalistica”.

Arriva ora la con­ferma da una ricerca spe­ci­fi­ca­ta­mente dedi­cata all’Italia sul rap­porto tra coper­tura gior­na­li­stica e pub­bli­cità con­dotta da Marco Gam­baro, pro­fes­sore di Eco­no­mia della Comu­ni­ca­zione al dipar­ti­mento di Scienza Eco­no­mi­che, Azien­dali e Sta­ti­sti­che dell’Università Sta­tale di Milano, e Ric­cardo Puglisi, ricer­ca­tore all’Università di Pavia.

Lo stu­dio, arti­co­lato su un periodo di di due anni, si è con­cluso nel dicem­bre 2009 ed i risul­tati sono stati rila­sciati recen­tis­si­ma­mente. Sono stati presi in esame gli arti­coli pub­bli­cati ogni giorno nel bien­nio da 6 quo­ti­diani ita­liani su 13 società quo­tate in borsa ana­liz­zando com­ples­si­va­mente 56mila arti­coli che sono stati con­fron­tati sia con i comu­ni­cati stampa dif­fusi che con gli inve­sti­menti in adver­ti­sing [secondo i dati Niel­sen] delle società prese in considerazione.

Le testate ana­liz­zate sono state: Cor­riere della Sera, Repub­blica, Stampa, Resto del Car­lino, Tir­reno e Mat­tino di Padova. Le aziende prese in con­si­de­ra­zione a cam­pione: Cam­pari, Edi­son, Enel, Eni, Fiat, Fin­mec­ca­nica, Geox, Inde­sit, Luxot­tica, Medio­la­num, Tele­com Ita­lia, Tiscali e Tod’s.

L’analisi con­ferma come il ritorno, in ter­mini di arti­coli pub­bli­cati, sia diret­ta­mente cor­re­lato al cre­scere degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari, aumen­tando sia in fun­zione dei comu­ni­cati stampa dif­fusi che del livello di inve­sti­mento in comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria delle imprese.

Fonte: “WHAT DO ADS BUY? DAILY COVERAGE OF LISTED COMPANIES ON THE ITALIAN PRESS” Wor­king Paper Dicem­bre 2009.

Un ulte­riore effetto che emerge è quello che deriva dalla pro­prietà dei quo­ti­diani, con “La Stampa” che ha un rap­porto quasi dop­pio rispetto agli altri quo­ti­diani oggetto dello stu­dio nelle cita­zioni, negli arti­coli, sul pro­prio azio­ni­sta: la Fiat.

I ricer­ca­tori segna­lano come que­ste dina­mi­che abbiano un impatto non solo in chiave stret­ta­mente di mar­ke­ting di valo­riz­za­zione, o per­lo­meno di accre­sci­mento di noto­rietà, del brand, ma anche sulla pro­ba­bi­lità di acqui­sto dei titoli in borsa delle società esa­mi­nate che trar­reb­bero un van­tag­gio anche in chiave finan­zia­ria dalle dina­mi­che emergenti.

Una delle argo­men­ta­zioni più ricor­renti pro­pone una visione secondo la quale i gior­nali rap­pre­sen­tano un pila­stro indi­spen­sa­bile per la demo­cra­zia per il ruolo di custodi della cor­ret­tezza di infor­ma­zione che rive­sti­reb­bero. Diceva Nor­berto Bob­bio “la demo­cra­zia vive di buon e leggi e buoni costumi”. E’ un periodo que­sto in cui pare che man­chino entrambi.

Pubblicato il 23 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Giornalismo, Libertà e Signorilità

E’ ormai chiaro a tutti come la qua­lità e la cul­tura siano un patri­mo­nio che in Ita­lia appar­tiene alla destra. Il domi­nio è evi­dente, ose­rei dire addi­rit­tura lam­pante, è ora che la sini­stra [i comu­ni­sti!] si ras­se­gni ed ammetta la scon­fitta anche sotto que­sto profilo.

Ogni giorno appren­diamo nuovi lin­guaggi, moda­lità di espres­sione avan­guar­di­ste ven­gono quo­ti­dia­na­mente sdo­ga­nate dal pro­gres­si­smo cul­tu­rale dei gior­nali che sono por­ta­voce ed espres­sione di que­sta realtà.

Sublime il livello di raf­fi­nato accul­tu­ra­mento del quale pos­siamo godere, gra­zie anche alla resi­stenza fatta al par­tito dei pes­si­mi­sti, dei veleni e delle men­zo­gne che ha visto trion­fare coloro che orgo­glio­sa­mente pos­sono defi­nirsi non solo difen­sori ma addi­rit­tura pro­mo­tori della libertà.

Come dice­vano gli anti­chi latini, “nomina sunt con­se­quen­tia rerum”, infatti un quo­ti­diano si chiama “Libero” ed è uffi­cial­mente organo del par­tito monar­chico, e libe­ra­mente rea­lizza pro­mo­zioni edi­to­riali a colpi moschetto, con fasci­coli e cd dedi­cati al Duce, dimo­strando la mas­sima atten­zione nei con­fronti tanto della sto­ria che della libertà.

Libertà di espres­sione che viene ampliata, ed ovvia­mente valo­riz­zata, dalla libertà di lin­guag­gio che ogni giorno, come oggi, attra­versa nuovi limiti, varca nuove fron­tiere che valo­riz­zano la qua­lità del gior­na­li­smo espresso e, giu­sta­mente, con­sen­tono di dare lezioni di signorilità.

Siamo d’accordo, morte ai rom­pi­co­glioni, lunga vita ai signori, par­dòn al signore che tutto può, l’ inno­mi­na­bile.

Pubblicato il 23 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

Passaggi & Paesaggi [12]

Esi­ste una cono­scenza che toglie peso e por­tata a quello che si fa e per la quale tutto è privo di fon­da­mento tranne essa medesima.

Pura al punto di abor­rire per­fino l’idea di oggetto, tra­duce quel sapere estremo secondo il quale fare o non fare un atto è la stessa cosa, e a cui si asso­cia una sod­di­sfa­zione altret­tanto estrema: il poter ripe­tere, a ogni incontro,che nes­suno dei gesti da noi com­piuti merita la nostra ade­sione, che niente è avva­lo­rato da  una qual­che trac­cia di sostanza, che la “realtà” è dell’ordine dell’insensato

Una tale cono­scenza meri­te­rebbe di essere defi­nita postuma: opera infatti come se chi cono­scesse fosse vivo e non vivo, essere e memo­ria di essere. “E’ già pas­sato” dice costui di tutto ciò che com­pie, nell’istante stesso dell’atto, che viene così desti­tuito per sem­pre di presente.

Emil Cio­ran — L’inconveniente di essere nati

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Pas­saggi & Pae­saggi 1

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