aprile 2010

Pubblicato il 22 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Censurabili Richieste

Goo­gle ha reso pub­blici, visua­liz­zan­doli su una mappa inte­rat­tiva mon­diale, i dati rela­tivi al 2009  di richie­ste di cen­sura rice­vute dall’azienda da parte dei governi di tutto il mondo.

L’Italia si col­loca al 7° posto tra le nazioni che mag­gior numero di richie­ste hanno effet­tuato. Con­si­de­rando la pene­tra­zione di inter­net nel nostro paese non è un dato asso­lu­ta­mente rassicurante.

L’ennesima con­ferma della cen­sura pre­ven­tiva e del bava­glio all’informazione che vige attual­mente nella nostra nazione, purtroppo.

Pubblicato il 22 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Editoria: [In]Appellabili Certezze

Alcune [in]appellabili cer­tezze sul mondo dell’editoria e dintorni.

Pre­sen­ta­zione impre­sen­ta­bile del mio inter­vento del 25 aprile, poi­ché con gli altri  com­po­nenti della ses­sione abbiamo con­di­viso l’idea di non pro­porre slide a per­sone che imma­gi­niamo già ampia­mente pro­vate dalla cin­que giorni che abbiamo l’onore [e l’onere] di concludere.

In alter­na­tiva si pensa di uti­liz­zare il mai dimen­ti­cato meta­plan, per ten­tare di com­porre, con il con­tri­buto di tutti coloro che saranno pre­senti, un bilan­cio dello stato dell’informazione e del gior­na­li­smo. per cer­care di pre­ve­dere, per quanto pos­si­bile, le ten­denze per il futuro.

Pubblicato il 21 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Avanti c’è Post

Que­sta set­ti­mana dovrebbe essere ricor­data per il fio­rire di ini­zia­tive in ambito edi­to­riale non tra­di­zio­nale che stanno vedendo la luce.

Il debutto uffi­ciale di Blo­gna­tion, aggre­ga­tore rea­liz­zato con il sup­porto eco­no­mico di Tele­com, che dopo un periodo di  test e “fasi beta”,  ha final­mente ini­ziato la pro­pria atti­vità in quella che pos­siamo imma­gi­nare essere la ver­sione definitiva.

La spe­ri­co­lata ini­zia­tiva del Post,  che scom­mette su un modello ibrido di gior­na­li­smo online a cavallo tra l’aggregatore e il quo­ti­diano.  “Copia di lusso”, gra­zie al soste­gno di finan­zia­tori, del modello pro­po­sto da Giu­seppe Gra­nieri, are­na­tosi nelle sab­bie della blo­go­sfera molle ita­liana che pur­troppo, come anche io ho avuto modo di spe­ri­men­tare nel tempo, è carat­te­riz­zata da una ele­vata disto­nia tra dichia­rato e realizzato.

Paper­blog, il cui esor­dio nella ver­sione ita­liana di una ini­zia­tiva già in essere in Fran­cia risale a ieri, e che mi pare abbia alcune frecce nell’arco sia per l’esperienza pre­gressa sulla quale può con­tare, che per i cri­teri di sele­zione che vanno ben oltre quelli della sem­plice aggre­ga­zione di blog e noti­zie ren­den­dolo un vero media par­te­ci­pa­tivo. Pro­dotto edi­to­riale che, come dice il nome, dovrebbe anche avere una ver­sione car­ta­cea, un maga­zine, sul quale ver­ranno [se così sarà] stam­pati i migliori articoli.

Molti sono stati i com­menti di augu­rio a que­ste ini­zia­tive anche se, ovvia­mente, non sono man­cati scet­ti­ci­smo e critiche.

Per­so­nal­mente ritengo che gli auguri vadano fatti a noi stessi più che ai respon­sa­bili dei pro­dotti, poi­chè è da noi, dalla nostra coe­renza ed atten­zione che que­ste ini­zia­tive di gior­na­li­smo digi­tale potranno otte­nere il soste­gno per il pro­sie­guo. La sto­ria da que­sto punto di vista non ci è di con­forto. Vedremo.

Pubblicato il 20 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Caro Amico ti Scrivo

La set­ti­mana scorsa ho, abbiamo, rice­vuto tre comu­ni­ca­zioni da altret­tanti editori.

Condé Nast pro­muo­veva il suo men­sile “Tra­vel­ler”, il gruppo L’Espresso poneva l’accento su “Vel­vet”, men­tre Perio­dici San Paolo magni­fi­cava la nuova “Fami­glia Cristiana”.

Sono mis­sive che intri­sti­scono per la piat­tezza dei con­te­nuti e l’assenza di una qual­si­vo­glia ragio­ne­vole argo­men­ta­zione della pro­po­sta. Carta sprecata.

Con­ten­gono sostan­zial­mente, sep­pur con parole leg­ger­mente diverse tra loro, tutte la stessa frase, il riven­di­tore [l’edicolante] è caro, gen­tile o, addi­rit­tura, egre­gio, e mirano sem­pre al mede­simo obiet­tivo: richie­dere una espo­si­zione pre­fe­ren­ziale della pro­pria pubblicazione.

Comu­ni­care e richie­dere atten­zione nei pro­pri con­fronti solo ed esclu­si­va­mente nel momento del biso­gno è un errore tanto banale quanto eclatante.

“Di tutte le cose che la sapienza pro­cura in vista della vita felice, il bene più grande è l’acquisto dell’amicizia” — Epi­curo, Mas­sime Capitali -

Pubblicato il 19 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Cattive Notizie per le Notizie Online

Jour­na­lism Org, area di ricerca dello sta­tu­ni­tense Pew Research Cen­ter dedi­cata spe­ci­fi­ca­ta­mente all’analisi del gior­na­li­smo ed alle sue evo­lu­zioni, pub­blica un reso­conto di quelli che sono stati i risul­tati com­ples­sivi delle noti­zie online.

Per fina­liz­zare l’analisi sono stati presi in con­si­de­ra­zione ben 4600 siti web di noti­zie ed informazione.

Come rias­sume il gra­fico sot­to­stante, a fronte di una cre­scita gene­rale dell’audience del 9,25% i ricavi sono dimi­nuiti del 4,6% rispetto all’anno pre­ce­dente. Il gap, in ter­mini reali, è dun­que circa del 14%.

In que­sta dina­mica gene­rale vi è sicu­ra­mente l’impatto della nego­zia­zione dei prezzi che in momenti di crisi tende ine­vi­ta­bil­mente al ribasso, ma resta una indi­ca­zione, alter­na­ti­va­mente, o di quanto scarso valore sia attri­buito alle noti­zie on line o delle enormi dif­fi­coltà di riu­scire ad otte­nerne il giu­sto rico­no­sci­mento in ter­mini economici.

Le con­si­de­ra­zioni espresse sul futuro della media­sfera sem­brano dun­que con­fer­mate oltre che giu­sti­fi­cate. Rifles­sioni che, se rife­rite in maniera spe­ci­fica all’Italia, richie­dono ancora mag­giore atten­zione ai facili entusiasmi.

Non si tratta di negare l’onda che sta arri­vando ma di tenere sem­pre in mente il vec­chio pro­ver­bio hawa­iano.

Pubblicato il 18 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Passaggi & Paesaggi [10]

L’uso gene­rale del lin­guag­gio con­si­ste nel tra­durre i nostri discorsi men­tali in discorsi ver­bali, o la serie dei nostri pen­sieri in una serie di parole; ciò per otte­nere due van­taggi, uno dei quali con­si­ste nel regi­strare le con­se­guenze dei nostri pen­sieri i quali, facili come sono a sfug­gire alla memo­ria e a costrin­gerci così a un nuovo lavoro per richia­marli, pos­sono essere ricor­dati da quelle parole con le quali noi li indi­chiamo. Cosic­chè il primo uso dei suoni è quello di ser­vire come segni, o come anno­ta­zione della memoria.

L’altro van­tag­gio con­si­ste nel fatto che molti usano le stesse parole, dispo­ste in un certo ordine e con­nes­sione, per comu­ni­carsi tra loro ciò che pen­sano di cia­scuna cosa; o i loro desi­deri, i loro timori e ogni altro sen­ti­mento. E’ appunto per que­sto uso al quale ser­vono che le parole sono chia­mate segni.

Usi spe­ciali del lin­guag­gio sono questi.

Il primo è quello di regi­strare ciò che con la rifles­sione noi tro­viamo essere la causa di una data cosa, pre­sente o pas­sata, e ciò che noi vediamo che le cose pre­senti o pas­sate pro­du­cono, cioè l’effetto: il che in sostanza è l’acquisto di capacità.

Il secondo uso con­si­ste nel mostrare agli altri la cono­scenza che abbiamo con­se­guita, il che vuol dire con­si­gliarsi ed istruirsi reciprocamente.

Il terzo uso con­si­ste nel fare cono­scere agli altri i nostri desi­deri e i nostri pro­po­siti, in modo che pos­siamo aiu­tarci reciprocamente.

T. Hob­bes — Levia­tano -

Pas­saggi & Pae­saggi 1

Pas­saggi & Pae­saggi 2

Pas­saggi & Pae­saggi 3

Pas­saggi & Pae­saggi 4

Pas­saggi & Pae­saggi 5

Pas­saggi & Pae­saggi 6

Pas­saggi & Pae­saggi 7

Pas­saggi & Pae­saggi 8

Pas­saggi & Pae­saggi 9

Pubblicato il 16 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Macroscenario: i Media & Internet

La BBC ha svi­lup­pato un pro­getto di grande respiro dedi­cato allo straor­di­na­rio potere di inter­net che con­tem­pla e illu­stra il web in ogni sua pos­si­bile sfaccettatura.

All’interno ha pub­bli­cato mol­tis­simi dati in forma gra­fica, tra i quali alcuni fanno spe­ci­fico rife­ri­mento ai media, nel senso tra­di­zio­nale del ter­mine, che oltre ad essere di altret­tanto inte­resse si pre­stano ad alcune con­si­de­ra­zioni sullo stato attuale dei mezzi di comu­ni­ca­zione nell’oceano di internet.

Il dia­gramma ad albero sotto ripor­tato for­ni­sce una buona idea di cosa sia attual­mente il web, costi­tuito da motori di ricerca, social net­work, blog, e commerce…etc. Del pano­rama gene­rale, nel “grande oceano”, i media costi­tui­scono solo una por­zione del totale, sep­pur rile­vante. Que­sto ovvia­mente influenza ed ha con­se­guenze impor­tanti sull’ecosistema nel suo insieme, sugli attori e le rela­zioni che si sviluppano.

L’altro gra­fico che ho scelto, tra i tanti dispo­ni­bili, è cen­trato esclu­si­va­mente sui mezzi di comu­ni­ca­zione e ne evi­den­zia i prin­ci­pali attori. Clic­cando sulle imma­gini avrete accesso alla fonte ori­gi­nale che è cor­re­data di ulte­riori dati al pas­sag­gio del mouse, quali share e utenti unici per sin­golo mezzo.

Emerge con chia­rezza che la mag­gio­ranza dei big player sono brand che nascono dall’ off line, que­sto credo possa essere una indi­ca­zione impor­tante per il com­parto. Unica ecce­zione alla “regola”, non a caso, è rap­pre­sen­tata da Glam che ha basato il suo svi­luppo sulle rela­zioni e sull’economia dei link; anche que­sta è una indi­ca­zione di rilievo non trascurabile.

Sono ana­lisi di sce­na­rio che, effet­tuate a cadenza perio­dica, aiu­tano ad avere una visione d’insieme.

Pubblicato il 15 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Journalism in the digital age: trends, tools and technologies

Mar­tin Belham, infor­ma­tion archi­tet del Guar­dian, dalle pagine web del quo­ti­diano anglo­sas­sone pub­blica un reso­conto tanto esau­stivo quanto inte­res­sante del suo inter­vento all’Edim­burgh Inter­na­tio­nal Scienze Festi­val.

L’articolo parte dalla sto­ria della stampa e della carta per arri­vare ai giorni nostri ed all’impatto delle tec­no­lo­gie sul gior­na­li­smo ed ai pos­si­bili svi­luppi per il futuro.

Vista la com­ple­tezza del per­corso di let­tura, pare un inte­res­sante con­tri­buto indi­retto alle tema­ti­che sulle quali sarà cen­trato il Fest­ti­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo.

Pubblicato il 15 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Le 3C dell’Editoria statunitense

Se da un lato un pool dei mag­giori edi­tori di rivi­ste costi­tuito da cin­que tra i big players del mer­cato edi­to­riale sta­tu­ni­tense inve­ste per magni­fi­care il ruolo e le valenze della carta stam­pata rispetto al web, dall’altro lato, la New­spa­pers Asso­cia­tion of Ame­rica rema in dire­zione opposta.

E’ on air dalla fine di marzo, infatti, una cam­pa­gna isti­tu­zio­nale che, ripren­dendo i risul­tati dello stu­dio con­dotto da com­Score & Niel­sen, è cen­trata sull’importanza dei siti web dei quotidiani.

L’evidente stato di con­fu­sione in cui versa l’industria dell’editoria [anche negli USA] è tutta rias­sunta in que­sta con­trad­di­zione, con mes­saggi con­trap­po­sti inviati a utenti e inve­sti­tori pubblicitari.

Pare dav­vero che le 3C pro­po­ste da Bar­dazzi e Gaggi siano ancora al di là dal venire, sosti­tuite, ahimè, attual­mente da: Con­fu­sione, Con­trad­di­zione e Credulità.

Incre­di­bil­mente sarebbe tutto rias­sunto nel pay off dell’annuncio: “New­spa­per Media. A desti­na­tion not a distraction”.

Appunto!

Pubblicato il 14 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Semi per un Corretto Sviluppo del Crowdsourcing [in ambito giornalistico]

Aol a fine 2009 ha lan­ciato [in ver­sione beta] Aol Seeds, por­tale di aggre­ga­zione dei con­te­nuti rea­liz­zati da gior­na­li­sti, scrit­tori e foto­grafi sia pro­fes­sio­ni­sti che amatoriali.

L’idea sem­bra avere un poten­ziale inte­res­sante a mio parere, e potrebbe rap­pre­sen­tare una base impor­tante di rife­ri­mento per chi in futuro volesse svi­lup­pare ini­zia­tive simili.

Aol mette a dispo­si­zione il pro­prio net­work di siti web, attual­mente circa un cen­ti­naio, dedi­cati all’informazione ed i for­ni­tori di con­te­nuti otten­gono livelli diversi di remu­ne­ra­zione in fun­zione dell’esclusività con­cessa. Sul blog dedi­cato all’iniziativa ven­gono for­niti sug­ge­ri­menti sugli argo­menti da svi­lup­pare ed è stata rea­liz­zata un’area di sup­porto per aiu­tare gli ade­renti al net­work che merita asso­lu­ta­mente una visita appro­fon­dita, a prescindere.

Va segna­lato, inol­tre, che Aol ha invi­tato i pro­pri free­lan­cer nei giorni scorsi a rispon­dere ad un son­dag­gio teso ad iden­ti­fi­care l’impatto di alcune carat­te­ri­sti­che recen­te­mente introdotte.

Busi­ness Insi­der ha pub­bli­cato gli screen­shot del que­stio­na­rio foca­liz­zando la pro­pria atten­zione sul pos­si­bile outsour­cing dell’area rela­tiva alla veri­fica delle fonti [fact chec­king] men­tre in realtà è di gran lunga più inte­res­sante l’aspetto rela­tivo alla psi­co­lo­gia dei for­ni­tori di con­te­nuti sia per quanto riguarda l’argomento spe­ci­fico che, più in gene­rale, rela­ti­va­mente all’eco­si­stema delle noti­zie ed alle leve di con­tri­bu­zione da parte di non professionisti.

Se fino ad oggi il cro­wd­sour­cing, anche in ambito gior­na­li­stico, di fatto, ha rap­pre­sen­tato pre­va­len­te­mente un pro­cesso di espro­pria­zione sociale dei con­te­nuti espressi, il sor­gere di ini­zia­tive spe­ri­men­tali tese all’identificazione dei fat­tori di moti­va­zione dei con­tri­bu­tors ed al loro rico­no­sci­mento anche in chiave mone­ta­ria, non può che essere accolto favorevolmente.

Spe­riamo che anche gra­zie a que­sto seme ger­mo­gli la media­sfera che noi tutti da tempo auspi­chiamo in oppo­si­zione a sce­nari a tinte fosche.

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