Posted on 20 aprile 2010 by

Caro Amico ti Scrivo

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La set­ti­mana scorsa ho, abbiamo, rice­vuto tre comu­ni­ca­zioni da altret­tanti editori.

Condé Nast pro­muo­veva il suo men­sile “Tra­vel­ler”, il gruppo L’Espresso poneva l’accento su “Vel­vet”, men­tre Perio­dici San Paolo magni­fi­cava la nuova “Fami­glia Cristiana”.

Sono mis­sive che intri­sti­scono per la piat­tezza dei con­te­nuti e l’assenza di una qual­si­vo­glia ragio­ne­vole argo­men­ta­zione della pro­po­sta. Carta sprecata.

Con­ten­gono sostan­zial­mente, sep­pur con parole leg­ger­mente diverse tra loro, tutte la stessa frase, il riven­di­tore [l’edicolante] è caro, gen­tile o, addi­rit­tura, egre­gio, e mirano sem­pre al mede­simo obiet­tivo: richie­dere una espo­si­zione pre­fe­ren­ziale della pro­pria pubblicazione.

Comu­ni­care e richie­dere atten­zione nei pro­pri con­fronti solo ed esclu­si­va­mente nel momento del biso­gno è un errore tanto banale quanto eclatante.

“Di tutte le cose che la sapienza pro­cura in vista della vita felice, il bene più grande è l’acquisto dell’amicizia” — Epi­curo, Mas­sime Capitali -

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