Pubblicato il 12 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

L’ iPad e l’ iPerconsumatore

Nell’ultima decina di giorni arti­coli, recen­sioni ed appro­fon­di­menti rela­tivi al lan­cio dell’ultimo ritro­vato della Apple hanno tenuto banco sino alla satu­ra­zione, ose­rei dire, per­fino all’osses­sione.

Indi­scre­zioni, esi­bi­zio­ni­smi, cri­ti­che, tutte con un punto il comune: la foca­liz­za­zione sull’ “iCoso”® .

Tra tutte, la più inte­res­sante mi pare quella effet­tuata dalle pagine di Periodistas21, in cui viene espo­sta una cri­tica tanto spie­tata quanto azzec­cata con spe­ci­fico rife­ri­mento al ruolo dell’ iPad in ambito editoriale.

Nell’arti­colo si spiega come [e per­chè] il pas­sag­gio al tablet sia un passo indie­tro rispetto alla spe­ranza di con­te­nuti aperti ed utili.

Sono per­ples­sità con­di­vise da più parti rela­ti­va­mente alla peri­co­losa inu­ti­lità dello stru­mento con­ce­pito non per pro­durre o per con­di­vi­dere ma solo per con­su­mare stan­do­sene como­da­mente sul pro­prio divano.

Non è casuale, infatti, se al lan­cio gli edi­tori hanno imme­dia­ta­mente riac­ceso le loro spe­ranze, sin ora fru­strate, mani­fe­stando favori e posi­ti­vità, arri­vando sino a defi­nirlo il futuro dei quo­ti­diani. Tutto diviene una appli­ca­zione [a paga­mento] affin­ché il web non scappi ancora una volta di mano e si pos­sano, final­mente, met­tere sicuri e ben guar­dati recinti all’informazione, in cui le espres­sioni cul­tu­rali si tra­sfor­mano in pure occa­sioni di consumo.

L’iPad rac­co­glie le ten­denze di una nuova era per i con­te­nuti digi­tali, di mag­gior con­sumo e minor par­te­ci­pa­zione e aper­tura di con­te­nuti e mezzi. In cui la vira­lità delle reti sociali si riduce al mar­ke­ting [nella sua acce­zione nega­tiva] e l’utente torna ad essere un con­su­ma­tore. E’ in que­sto che spe­rano gli edi­tori tra­di­zio­nali per risol­vere i pro­blemi dai quali non rie­scono a distri­carsi.

“Tenete le mani aperte, tutta la sab­bia del deserto pas­serà nelle vostre mani. Chiu­dete le mani, non otter­rete che qual­che gra­nello di sabbia”

- Eihei Dogen Kigen Zenji -