Le Riviste ed i loro Siti Web

Columbia Journalism Review, probabilmente la più autorevole e prestigiosa pubblicazione di analisi e commento del mondo del giornalismo e dei media in generale,  tra agosto e novembre del 2009 ha condotto una ricerca tesa ad investigare lo stato dell’arte sui siti web delle riviste statunitensi.

Attualmente non esiste praticamente rivista, pubblicazione, che non abbia un sito web. Magazines and Their Web Sites, questo il  nome del report, ne ha investigato le “best practices” [e le peggiori], gli standard giornalistici di riferimento nell’ambito dei new media, modelli di business e profittabilità. 665 questionari, composti da 34 domande a risposta multipla e tre aperte conclusive, su 3mila sono stati completati.

Nonostante la ricerca abbia un approccio quantitativo, come testimonia la ricchezza di dati e tabelle presenti nel report finale, si presta a considerazioni di tipo qualitativo relativamente area di indagine. I risultati sono stati diffusi il 01 Marzo 2010.

La ricerca è talmente fitta di dati che è praticamente impossibile effettuarne una sintesi che abbracci tutte le aree di interesse, si rimanda, dunque, inevitabilmente alla lettura e comprensione della stessa.

Le aree di miglioramento sulle quali è necessario lavorare che emergono con chiarezza, in sintesi, sono:

  1. Necessità di lavorare sul capitale umano, sui giornalisti, di ieri e di oggi che non posseggono nella stragrande maggioranza dei casi gli skills per operare  adeguatamente sul web.
  2. Necessità di definizione degli standard di riferimento per la pubblicazione sul web. In particolare emerge un minor rigore nella verifica preventiva alla pubblicazione nel caso dei siti web rispetto alla omologa versione cartacea; si riscontra dunque una carenza significativa nell’area più qualificante del giornalismo, il fact checking.
  3. Necessità di comprensione ed adozione di un modello di business convincente e redditizio. La ricerca evidenzia come attualmente la diffusione di contenuti gratuiti supportati dai proventi derivanti dalla pubblicità sia il business model di riferimento al quale non sembrano esistere alternative. Su queste basi, ad oggi, solo un terzo dei siti web pare avere una sua redditività.
  4. Necessità di comprensione e presa di possesso relativamente alla tecnologia ed ai social media.
  5. Necessità di definizione del ruolo dell’on line, del suo significato e della sua posizione nell’ ambito del  portfolio prodotti. Aspetto che risulta evidente come attualmente non sia gestito.

Complessivamente dalla ricerca arrivano una serie di conferme relativamente ad aspetti che erano già emersi singolarmente da analisi precedentemente svolte.  Le indicazioni sono sufficientemente puntuali da fornire adeguati spunti per il passaggio dalla fase di ricerca e comprensione delle dinamiche a quella immediatamente successiva dell’ intraprendere correttivi ed azioni adeguate. Indugiare oltre non può che peggiorare, inasprire, il quadro di riferimento.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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