febbraio 2010

Pubblicato il 16 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

A-buffett collectif

Il 20 feb­braio sera un gruppo di amici darà luogo ad una a-buffett col­lec­tif in quel di Mestre.

La scusa uffi­ciale è quella di ini­ziare a par­lare di come pre­pa­rare il Vene­zia Camp 2010.

Io ci sono, se vuoi par­te­ci­pare qui trovi tutti i det­ta­gli e modo di con­fer­mare la tua presenza.

Pubblicato il 16 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Percorsi Formativi per l’Editoria

Crea Movie è un video­gioco edu­ca­tivo che con­sente a qual­siasi per­sona di rea­liz­zare il per­corso di appren­di­mento neces­sa­rio alla rea­liz­za­zione di pro­du­zioni cine­ma­to­gra­fi­che e spot pubblicitari.

Il video­game on line faci­lita, in maniera estre­ma­mente rea­li­stica, le prese di deci­sione del gio­ca­tore come se stesse attuando nella vita reale.

Il gio­ca­tore, attra­verso il per­corso ludico/formativo, sco­prirà tutti gli ele­menti che for­mano parte non sol­tanto del momento in cui un film [o uno spot] ven­gono girati ma anche delle fasi di pre-produzione, post-produzione e pro­mo­zione. Per ren­dere con­creto l’apprendimento di tutto il pro­cesso è stata creata a latere del gioco un’area di for­ma­zione teo­rica – edu­ca­tiva che con­senta al gio­ca­tore di com­ple­tare, con suc­cesso o meno, il pro­cesso di pro­du­zione di un filmato.

Il gio­ca­tore dovrà rea­liz­zare tutti gli aspetti che sono coin­volti nella pro­du­zione cine­ma­to­gra­fica dall’assegnazione del bud­get di inve­sti­mento sino alla scelta della colonna sonora pas­sando per la cam­pa­gna di mar­ke­ting a sup­porto e la scelta delle risorse umane neces­sa­rie. Il tutto, ovvia­mente, entro un tempo limite sta­bi­lito per la rea­liz­za­zione del pro­dotto finale.

I risul­tati del per­corso rea­liz­zato sono dispo­ni­bili nella pagina web del gioco e pos­sono essere visua­liz­zati e votati dagli utenti registrati.

Il gioco è com­ple­ta­mente gra­tuito gra­zie anche al finan­zia­mento del Mini­stero dell’Industria, Com­mer­cio e Turi­smo spagnolo.

In fun­zione delle evo­lu­zioni del gior­na­li­smo e dei risi­bili inve­sti­menti in for­ma­zione che si regi­strano a sup­porto di tale svi­luppo, il gioco potrebbe rive­larsi un inte­res­sante stru­mento di sup­porto per la for­ma­zione in ambito editoriale.

Pubblicato il 15 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Applicazioni & Notizie

Flurry, impresa sta­tu­ni­tense dedi­cata allo svi­luppo di appli­ca­zioni da uti­liz­zare in mobi­lità, ha rila­sciato i risul­tati di uno stu­dio effet­tuato rela­ti­va­mente all’utilizzo che viene fatto dagli utenti delle appli­ca­zioni scaricate.

Le appli­ca­zioni per la let­tura delle noti­zie sono  al primo posto per fre­quenza e durata di uti­lizzo essendo la cate­go­ria che regi­stra il mag­gior tasso in asso­luto per durata nel tempo e numero di utilizzazioni.

La mappa rea­liz­zata con­sente anche di valu­tare, in pro­spet­tiva, modelli di tarif­fa­zione che ovvia­mente, quando godono di un mag­gior tasso di fide­liz­za­zione e fre­quenza di uti­lizzo come nel caso delle noti­zie, pos­sono spun­tare prezzi maggiori.

Se le appli­ca­zioni rap­pre­sen­tano un mer­cato di ele­vato poten­ziale per l’editoria, anche in fun­zione del fatto che una volta rea­liz­zata viene [ri]venduta con­cet­tual­mente all’infinito, non altret­tanto può dirsi per livello di atten­zione ed appro­fon­di­mento nei con­fronti delle noti­zie che non  potrà che essere un’esperienza di let­tura di gran lunga infe­riore rispetto all’attuale ancora pre­va­len­te­mente su carta.

Pubblicato il 14 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Passaggi & Paesaggi

“La sen­si­bi­lità posi­tiva deriva imme­dia­ta­mente dall’amore di sé. E’ natu­rale che colui che si ama cer­chi di esten­dere il suo essere e i suoi godi­menti e di appro­priarsi, coi legami affet­tivi, di ciò che egli sente possa essere per lui un bene. […..] Ma non appena que­sto amore asso­luto dege­nera in amor pro­prio, e in riva­lità com­pa­ra­tiva, ecco che pro­duce sen­si­bi­lità nega­tiva; appena, infatti, si prende l’abitudine di misu­rarsi con altri ed uscire da se stessi per asse­gnarsi il primo e il miglior posto, è impos­si­bile non pro­vare avver­sione per tutto ciò che.….ci impe­di­sce di essere tutto”.

J.J.Rousseau – Dialogues -

Pubblicato il 12 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

L’Economia dei [Broken] Links

Ser­gio Mai­strello recen­te­mente tesse le lodi di que­sto spa­zio del quale dichiara di apprez­zare con­te­nuti ed idee. Per un mode­sto gior­na­laio di pro­vin­cia rice­vere rico­no­sci­menti da gior­na­li­sti di auto­re­vo­lezza rico­no­sciuta è cer­ta­mente gra­ti­fi­cante, inu­tile negarlo.

Non è que­sto il punto però.

Come dicevo a com­mento dell’articolo, come “sot­to­pro­dotto” delle rifles­sioni di Ser­gio Mai­strello emerge un aspetto che credo valga la pena di ripren­dere ed ampliare.

La mia idea di inse­rire una breve descri­zione deriva, come dicevo, dall’aver rile­vato che la gran­dis­sima mag­gio­ranza dei let­tori non segue [non “clicca”] i link e poi­ché i col­le­ga­menti inse­riti non sono solo segna­la­zione ma anche con­te­stua­liz­za­zione ho rite­nuto oppor­tuno pre­ve­dere una breve sin­tesi che aiuti il let­tore a com­pren­derne il senso.

Sem­bre­rebbe che que­sta dina­mica non sia esclu­siva del “Gior­na­laio” essendo stata osser­vata e rile­vata in maniera suf­fi­cien­te­mente dif­fusa da spin­gere Giu­seppe Gra­nieri a par­lare di blo­go­sfera molle.

Le con­cause di que­sto feno­meno, appa­ren­te­mente tutto ita­liano, sono state sin­te­tiz­zate da Gra­nieri nel suo arti­colo e dalle rifles­sioni che ha gene­rato verso il finire dell’anno scorso. Mi pare che sia oppor­tuno allar­gare la visione valu­tan­done oltre che le [con]cause le implicazioni.

Due i punti focali di atten­zione e [ri]considerazione, in sintesi:

  • Socia­liz­za­zione della noti­zia: Se, come si è soste­nuto anche in que­sti spazi, la costru­zione della noti­zia è sociale in ter­mini di par­te­ci­pa­zione dell’utenza, tanto da par­lare dif­fu­sa­mente di eco­no­mia dei link in rife­ri­mento alla rete, il decre­mento in ter­mini di valore che pre­sup­pone quella che che più che una dis­se­mi­na­zione della stessa sem­bra una disper­sione è ele­mento che richiede ripen­sa­menti sui modelli di busi­ness del futuro dell’informazione.
  • Rea­der­ship e [Dis]Attenzione: Le noti­zie on line, i quo­ti­diani on line e tutti gli attori che pro­du­cono infor­ma­zioni, blo­go­palla inclusa, godono di un livello di atten­zione, in ter­mini di appro­fon­di­mento, che par­rebbe scarso, di basso livello. Anche que­sto non può non essere con­si­de­rato in ter­mine di valore.

Se i mer­cati sono con­ver­sa­zioni, quello dell’editoria on line pare di scarso valore, non tenerne conto, facendo rife­ri­mento solo alle espe­rienze di altre nazioni dalle carat­te­ri­sti­che pro­fon­da­mente distinte, potrebbe essere fatale.

Pubblicato il 11 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Lezioni d’Inglese

See Also è un blog dedi­cato al gior­na­li­smo rea­liz­zato dalla BBC, una rac­colta di segna­la­zioni rela­tiva al meglio del web rela­ti­va­mente all’editoria: com­menti, gior­nali, edi­to­riali ed analisi.

Dopo le recenti inno­va­zioni appor­tate dal Guar­dian, un ottimo esem­pio di come anche impor­tanti players dell’informazione pos­sano sce­gliere di con­di­vi­dere infor­ma­zioni gua­da­gnan­done in ter­mini di repu­ta­zione dal quale molte ver­sioni online dei nostri quo­ti­diani potreb­bero trarre inse­gna­mento, volendo.

Pubblicato il 11 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Diffusione e condivisione degli articoli di giornale

Per­ché certi arti­coli più di altri sono letti, dif­fusi e con­di­visi attra­verso il pas­sa­pa­rola? Si sono chie­sti Jonah Ber­gerKathe­rine L. Milk­man, due stu­diosi di mar­ke­ting e di ope­ra­tions and infor­ma­tion mana­ge­ment della Whar­ton School dell’University of Penn­syl­va­nia, che hanno con­dotto una ricerca su «Social tran­smis­sion and viral cul­ture». La rispo­sta è nella capa­cità di chi scrive di essere «awe inspi­ring», cioè di susci­tare nel let­tore un misto di timore e rispetto.

I due hanno ana­liz­zato più di 7.700 arti­coli, apparsi sul «New York Times» online tra il 30 ago­sto 2008 e il 15 feb­braio 2009, rile­vando gli accessi unici ogni quin­dici minuti. Il loro rap­porto di ricerca è ancora in revi­sione.
Di ogni arti­colo hanno con­si­de­rato l’argomento, l’autore, il con­te­sto degli avve­ni­menti rile­vanti, il tono del reso­conto, la posi­zione nella pagina d’accoglienza del gior­nale, il rap­porto tra com­por­ta­mento indi­vi­duale e risul­tati collettivi.

Ne hanno rica­vato che se una noti­zia fa leva sulle emo­zioni del let­tore, que­sti ha forti pro­ba­bi­lità di ritro­var­cisi. Ugual­mente, se affronta un aspetto posi­tivo di una que­stione sociale, il let­tore è por­tato a goderne. L’autore è un altro motivo d’attrazione, la noto­rietà, l’autorevolezza [meglio se cer­ti­fi­cata] hanno un ruolo impor­tante, la cre­di­bi­lità e la novità delle infor­ma­zioni raf­for­zano il legame di fidu­cia e ispi­rano la voglia di par­te­ci­pare con altri quello che una per­sona ha letto per con­di­vi­dere i sen­ti­menti provati.

Per i gior­nali online il fatto che la noti­zia possa essere discussa su un social net­work è un ulte­riore motivo di atten­zione e con­di­vi­sione. La pro­spet­tiva futura e l’utilizzo dell’informazione, il taglio dimo­stra­tivo e le espe­rienze descritte sono altri motivi di spinta alla par­te­ci­pa­zione con gli altri di quello che si è conosciuto.

La lun­ghezza e la bre­vità del testo vanno cor­re­late con il con­te­nuto. Se la sto­ria emo­ziona si vogliono cono­scere tutti i det­ta­gli. Se l’utilizzo deve essere ope­ra­tivo si vogliono trarne istru­zioni pre­cise. Se si tratta di avere valu­ta­zioni dei fatti e sem­plici opi­nioni, l’autorevolezza dell’autore deve essere fuori discus­sione per arri­vare in fondo a un arti­colo lungo.

Col­lo­ca­zione di un arti­colo — mag­giore o minore evi­denza sulla pagina d’apertura —

La rea­zione alla let­tura non è imme­diata. Ci sono rifles­sioni più ragio­nate ed espresse per iscritto, a titolo indi­vi­duale, solo se il let­tore si sente pro­vo­cato e coin­volto fortemente.

La dif­fu­sione e discus­sione ver­bale, che suscita altri accessi al sito è più pronta, ma lo scam­bio mag­giore di opi­nioni tra i let­tori avviene fuori dal medium, con il pas­sa­pa­rola. Se la per­sona inter­viene in un forum, che ha atti­vato il dibat­tito con il pezzo, l’autore deve soste­nere l’apertura al con­fronto delle opi­nioni, non negarle o mani­po­larle e inter­ve­nire giu­sto per dare con­ti­nuità logica, ordine o chia­ri­menti allo sviluppo.

Un arti­colo di suc­cesso è al ser­vi­zio del let­tore, ogni altro uso è sleale e non ispira certo né inte­ra­zione con chi lo ha scritto, né dif­fu­sione virale.

In con­clu­sione, scri­vono gli autori, una vera effi­ca­cia col­let­tiva richiede una pro­spet­tiva ope­ra­tiva inte­grata, che con­si­deri il pro­cesso di dif­fu­sione e con­di­vi­sione dalla let­tura indi­vi­duale alla tra­smis­sione per por­ta­pa­rola, attra­verso una spinta com­bi­nata dell’articolista e del medium.

[Fonte]

Pubblicato il 10 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Considerazioni ai margini della comunicazione [politica]

Al ter­mine della scorsa set­ti­mana, da un lato, Gio­vanni Boc­cia Artieri, dopo aver pro­mosso su Frien­d­Feed una inte­res­sante discus­sione sulla cam­pa­gna elet­to­rale del Par­tito Demo­cra­tico, ne rias­sume il senso , dall’altro Michele Serra sin­te­tizza a modo suo le can­di­da­ture e le pro­spet­tive poli­ti­che per le regionali.

Artieri cita il mix fra com­pe­tenze pro­fes­sio­nali, pas­sio­na­lità, rico­no­sci­mento e presa di distanza dei cit­ta­dini con­nessi per con­clu­dere che “la Rete è un con­te­sto ricco, dove accanto alla super­fi­cia­lità di alcune con­ver­sa­zioni tro­viamo la pos­si­bi­lità di con­fronto com­pe­tente” men­tre i rife­ri­menti con­ti­nui di Serra alle can­di­da­ture che sareb­bero pre­fe­rite da blog­ger e più in gene­rale dal popolo del web, sep­pur con sapiente e gra­de­vole iro­nia, sono in chiave più critica.

Entrambi gli arti­coli, sep­pur da pro­spet­tive e con moda­lità distinte, sono acco­mu­nati da cita­zioni e rife­ri­menti alla rete ed alla comu­ni­ca­zione che vi si svi­luppa, oltre­ché da un sen­ti­mento di evi­dente smar­ri­mento rispetto al tor­tuoso cam­mino del Par­tito Democratico.

Non posso che sug­ge­rire in ambo i casi la let­tura com­pleta di quanto è stato scritto dagli auto­re­voli interpreti.

Per­so­nal­mente sono por­tato a rite­nere che il pro­blema del PD non stia nella comu­ni­ca­zione [che ogget­ti­va­mente è pie­tosa] ma nella carenza di una iden­tità, di una pro­po­sta cre­di­bile, in cui la moda­lità di por­gere è il con­torno di una visione la cui man­canza viene resa evi­dente anche al più distratto dal con­ti­nuo tour­bil­lon di segre­tari com­pro­messi [let­te­ral­mente e non] da qual­si­vo­glia pro­spet­tiva li si osservi. Come diceva recen­te­mente Tony Siino, non è che se un pro­dotto fa cagare gli utenti e con­ti­nui a pom­parlo come se nulla fosse quelli si con­ver­ti­ranno; scu­sate per il fran­ce­si­smo ma credo che renda l’idea in sintesi.

Mi pare che il sot­to­pro­dotto delle iro­nie di Serra sia l’invito con­di­vi­si­bile di un neces­sa­rio ritorno alla realtà di cir­coli eli­tari, avan­guar­die che per testi­mo­niare appieno l’avvenuto pas­sag­gio alla fase di matu­rità dovreb­bero tenere in mag­gior con­si­de­ra­zione quanto avviene offline. Il più recente dei casi, su quello che è il distacco appa­rente dal mondo reale, per restare nell’ambito di quelli che sono una parte impor­tante dei miei inte­ressi, è rap­pre­sen­tato dall’entusiasmo che rac­col­gono i quo­ti­diani on line nella ver­sione dedi­cata agli smart­pho­nes e la realtà dei numeri.

Il richiamo di Artieri mi pare possa valere insomma sia per il PD che per un’ampia fetta dei blog­ger.

C’è anche un’altra Ita­lia pro­vate [pro­viamo?] a tenerne conto.

Pubblicato il 9 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Customer Value Proposition

Il tema del futuro dell’informazione e della sua red­di­ti­vità sono prio­ri­tari per chi si occupa, a vario titolo, di editoria.

Lo stato attuale della situa­zione è facil­mente com­pren­si­bile dalla sin­tesi degli inter­venti al con­ve­gno “I gior­nali di carta e l’informazione su Inter­net: con­fronto e pro­spet­tive” pro­dotta da Mas­simo Cavazzini.

E’ una situa­zione di work in pro­gress con­fusa e sti­mo­lante al tempo stesso che si cen­tra fon­da­men­tal­mente su due aspetti : capa­cità di [ri]orga­niz­za­zione azien­dale e capa­cità di attra­zione dell’utenza.

Credo che la sin­tesi gra­fica ripresa da Har­ward Busi­ness Review rela­ti­va­mente a come rein­ven­tare il modello di busi­ness, possa rap­pre­sen­tare un vali­dis­simo ausi­lio in ter­mini di modello di rife­ri­mento per la defi­ni­zione della custo­mer value pro­po­si­tion [la value pro­po­si­tion indica come il pro­dotto, le moda­lità di offerta ed i ser­vizi annessi creano valore per il con­su­ma­tore] e dun­que, anche, per la rea­liz­za­zione di pro­po­ste di suc­cesso in ambito editoriale.

Pren­derne in con­si­de­ra­zione i prin­cipi guida non è un optional.

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