Pubblicato il 8 gennaio 2010 by Pier Luca Santoro

Tempus fugit

Secondo uno stu­dio della JPMor­gan, gli utenti spen­dono il 29% del loro tempo su inter­net però gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari sono ancora deci­sa­mente sfa­sati a favore di altri mezzi di comu­ni­ca­zione. In par­ti­co­lare sarebbe pro­prio la stampa ad avere il rap­porto mag­gior­mente sfa­vo­re­vole, in ter­mini di pro­spet­tiva, tra tempo ed investimenti.

Ovvia­mente la gestione stra­te­gica della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria non si basa esclu­si­va­mente sul tempo speso dal pub­blico con un deter­mi­nato media ma tiene in con­si­de­ra­zione una mol­te­pli­cità di aspetti che gui­dano gli investitori.

Cer­ta­mente la stampa deve con­si­de­rare con atten­zione il suo posi­zio­na­mento pena un ulte­riore ridi­men­sio­na­mento di ven­dite e di rac­colta pub­bli­ci­ta­ria. Sotto que­sto pro­filo, nel nostro paese, attual­mente e, a mio avviso, ancora per lungo tempo a venire, la minac­cia viene più dalla tele­vi­sione, la cui quota di inve­sti­menti pub­bli­ci­tari è straor­di­na­ria­mente supe­riore agli altri paesi,che dal web.

Non è sulla gra­tuità che pare pos­si­bile fare leva come testi­mo­niano le nume­rose chiu­sure della free press, ma sul coin­vol­gi­mento attivo del let­tore, sulla crea­zione di un senso di com­mu­nity che ritengo sia neces­sa­rio lavo­rare. Mi pare che il suc­cesso del “Fatto” vada letto in tal senso.

Sotto que­sto pro­filo il lavoro da svol­gere è ancora con­si­de­re­vole, il tempo si riduce sem­pre più da que­sta pro­spet­tiva più che da quella degli inve­sti­tori. Meglio agire.

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Update:  Sono riu­scito a sco­vare il docu­mento inte­grale della JPMor­gan dal quale è estratto il gra­fico sopra­ri­por­tato.  JPMor­gan Nothing But Net Inter­net Invest­ment Guide 2009 è un docu­mento arti­co­lato e cor­poso ma vale la let­tura. Qui il docu­mento ed i link per sca­ri­carlo gratuitamente.