Pubblicato il 4 gennaio 2010 by Pier Luca Santoro

Ipse Dixit

Azienda Edi­cola, bime­strale dello SNAG, nell’ edi­zione attual­mente in distri­bu­zione, in occa­sione delle festi­vità, rac­co­glie le dichia­ra­zioni dei diret­tori dei prin­ci­pali quo­ti­diani gene­ra­li­sti italiani.

Sono parole di cir­co­stanza, auguri di spe­ranze in cuor pro­prio dimen­ti­cate, adat­tate al con­te­sto in maniera evi­den­te­mente stu­diata, quelle che sono ripor­tate sulla pub­bli­ca­zione di quello che, pur­troppo, è un exter­nal maga­zine sin­da­cale di livello com­ples­si­va­mente scarso.

Tra tutti, ancora una volta, si distin­gue Vit­to­rio Fel­tri che, da un lato, abbrac­cia fur­be­sca­mente la filiera edi­to­riale e, dall’altro, dichiara: “[.…] I gior­nali per­dono copie – tranne il mio, e mi auguro non sia un feno­meno tran­si­to­rio – per­chè, si dice, parec­chia gente pre­fe­ri­sce navi­gare in inter­net, senza ren­dersi conto che è una disca­rica in cui rara­mente, tra i rifiuti, si trova una perla. Per­so­nal­mente non metto mano all’immondizia web per­chè non uso, non so usare, il computer. […]”

Qua­lun­que cit­ta­dino dichiari oggi di non saper uti­liz­zare un com­pu­ter rischia di essere tac­ciato di anal­fa­be­ti­smo, se que­sto avviene da parte del diret­tore di un quo­ti­diano nazio­nale il giu­di­zio al riguardo non può che essere ancora più severo.

Se per­mane l’interrogativo su chi risponda dun­que alle let­tere al diret­tore pro­mosse nella home page di “Il Gior­nale”, resta almeno la con­so­la­zione di sapere con cer­tezza che le indi­ca­zioni per i suoi edi­to­riali non pos­sano che per­ve­nir­gli telefonicamente.

“Mi affa­scina sem­pre molto l’abnegazione con cui noi esseri umani siamo capaci di con­sa­crare una grande ener­gia alla ricerca del nulla e alla for­mu­la­zione di pen­sieri inu­tili e assurdi”.

— M. Bar­bery, L’élégance du hérisson