dicembre 2009

Pubblicato il 18 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Unwilling to pay

Nell’autunno 2009 GfK Custom Research ha effet­tuato una ricerca sull’utilizzo di inter­net e, per l’ennesima volta, sulla dispo­ni­bi­lità degli utenti a pagare i con­te­nuti dei quo­ti­diani on line. Lo stu­dio è stato effet­tuato per conto del Wall Street Jour­nal di Mur­doch ed ha coin­volto 16.800 indi­vi­dui di 17 nazioni diverse, Ita­lia compresa.

Nella stra­grande mag­gio­ranza dei casi viene con­fer­mato l’orientamento a non pagare, gli inter­vi­stati sono dispo­ni­bili ad accet­tare la pub­bli­cità a con­di­zione di non dover effet­tuare alcun esborso per avere accesso alle noti­zie on line.

Nel nostro paese, come emerge dalla tavola di sin­tesi dei risul­tati sot­to­stante, solo il 13% degli inter­vi­stati si dichiara dispo­ni­bile a pagare i con­te­nuti a con­di­zione di non avere alcuna pubblicità.

Risul­tati in linea com­ples­si­va­mente con le pre­ce­denti inchie­ste sul tema già pro­po­ste anche all’interno del Gior­na­laio. Una con­ferma indi­retta di quanto appros­si­ma­tivo o pour cause fosse lo stu­dio effet­tuato da BCG; ele­mento quest’ultimo che potrebbe essere fonte di qual­che fuor­viante inter­pre­ta­zione al cda di RCS Media­group.

Pubblicato il 17 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Risorse per il giornalismo investigativo

La Fun­da­ciòn Nuevo Perio­di­smo Ibe­roa­me­ri­cano [Fon­da­zione per il nuovo gior­na­li­smo Suda­me­ri­cano] sta effet­tuando in que­sti giorni un work­shop sul gior­na­li­smo inve­sti­ga­tivo nell’era di inter­net con par­ti­co­lare rife­ri­mento a quella che è pro­ba­bil­mente una delle aree che pone mag­giori sfide in quest’ambito: l’investigazione del mondo impren­di­to­riale, la sua [non] tra­spa­renza, le moda­lità di gestione delle umane risorse, il rispetto delle nor­ma­tive ambientali.…etc. Temi che evi­den­te­mente si scon­trano, da un lato, con la dif­fi­coltà di repe­rire infor­ma­zioni e, dall’altro, con il potere delle imprese in qua­lità di inve­sti­tori pub­bli­ci­tari.

Le gior­nate di lavoro, che si con­clu­de­ranno domani, vedono la par­te­ci­pa­zione di 16 gior­na­li­sti pro­ve­nienti dai diversi paesi lati­noa­me­ri­cani che rac­con­te­ranno le loro espe­rienze sul campo. Ogni par­te­ci­pante dovrà svi­lup­pare nei 4 giorni di corso un pro­getto rela­tivo ad una azienda o un set­tore eco­no­mico specifico.

A sup­porto della pre­ge­vole ini­zia­tiva è stato aperto un blog che rac­co­glie molti dei mate­riali e delle pre­sen­ta­zioni del work­shop. Sono state, inol­tre, rese dispo­ni­bili diverse risorse spe­ci­fi­che di sup­porto all’investigazione del mondo impren­di­to­riale e della con­trat­tua­li­stica.

Se avete pro­blemi con l’idioma e non volete affi­darvi ai tra­dut­tori on line bus­sate e vi sarà aperto.

Pubblicato il 16 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

e Readers: una guida [inutile] all’acquisto

Se, come il sot­to­scritto, fre­quen­tate i “social­cosi” avrete cer­ta­mente notato come l’entusiasmo per gli e rea­der, Kindle in pri­mis, sia alle stelle.

Per que­sto, augu­ran­domi di essere in tempo utile, ho pen­sato di pro­porre una guida ai modelli con schermo di mag­gior dimen­sioni di que­sto dispo­si­tivo che imma­gino sarà nella lista dei regali di molti internauti.

La tabella sot­to­stante sin­te­tizza i prin­ci­pali modelli dispo­ni­bili attual­mente sul mer­cato ed il det­ta­glio delle loro carat­te­ri­sti­che; clic­cando sull’immagine avrete accesso ad infor­ma­zioni in grado di sod­di­sfare ogni vostra curio­sità al riguardo.

Vale sicu­ra­mente la pena di con­si­de­rare che, da un lato, come per tutti i dispo­si­tivi di elet­tro­nica di con­sumo, i prezzi sono desti­nati a calare e, dall’altro lato, che è sem­pre più evi­dente la pro­pen­sione degli edi­tori di quo­ti­diani ad orien­tarsi verso gli smart­pho­nes [log in con account Face­book]. Una volta tanto, anche per quanto riguarda l’Italia, i motivi di que­sto orien­ta­mento sono docu­men­tati.

Se fate parte della schiera di per­sone che pro­prio non rie­sce ad aste­nersi dal com­prare o rega­lare que­sto dispo­si­tivo non dite che non siete stati avvi­sati.

Pubblicato il 15 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Esempi Di Convergenza Editoriale — Filtr

Dal mese di otto­bre in poi il maga­zine dome­ni­cale di quello che si defi­ni­sce el perio­dico glo­bal en español [il quo­ti­diano glo­bale in spa­gnolo] offre ai pro­pri let­tori la pos­si­bi­lità di rea­liz­zare le coper­tine del set­ti­ma­nale con foto e titoli personalizzati.

Clic­cando sull’immagine potrete, se d’interesse, pro­se­guire la lettura.

Pubblicato il 15 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

I dieci mali del giornalismo

Il Rap­porto annuale sul Gior­na­li­smo rila­sciato, nella sua edi­zione per il 2009, dall’ Aso­cia­ción de la Prensa de Madrid rias­sume in 10 punti gli attuali pro­blemi del giornalismo:

  • Per­dita di audience
  • Per­dita di ricavi
  • Per­dita di posti di lavoro
  • Per­dita di diritti sul lavoro
  • Per­dita di qualità
  • Per­dita di indipendenza
  • Per­dita di credibilità
  • Per­dita di influenza
  • Per­dita di riferimenti
  • Per­dita di futuro

Con­sta­ta­zioni a tinte fosche su temi che sono stati evi­den­ziati più volte anche all’interno di que­sti spazi e che ruo­tano fon­da­men­tal­mente intorno al pro­blema di come riu­scire a ripor­tare gior­na­li­smo e gior­nali verso chi li legge invece di cen­trarli sulle esi­genze di terzi.

Indi­ca­zioni ed esempi sono con­cre­ta­mente dispo­ni­bili è la dispo­ni­bi­lità a rac­co­glierli che appare tutt’ora estre­ma­mente limi­tata, purtroppo.

Pubblicato il 14 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Muckraking Berlusconi

Come segna­lato, su Face­book si è sca­te­nata, con la rapi­dità con­sueta del web, una corsa [insen­sata?] a mani­fe­stare soste­gno o sde­gno nei con­fronti dell’aggressore del nostro Pre­si­dente del Con­si­glio.  Al momento della reda­zione di que­sto arti­colo si con­tano oltre 377mila  soste­ni­tori di Sil­vio Ber­lu­sconi [Update: nei com­menti Fas­sbin­der, gen­til­mente, mi segnala che il gruppo pro mr.B è un fake, effet­ti­va­mente  sem­bra­vano numeri ecces­si­va­mente ele­vati] con­tro i fans di Tar­ta­glia che sono circa 38mila.

Ovvia­mente anche su Twit­ter e su Frien­d­Feed è stato un fio­rire di segna­la­zioni e di accesi dibat­titi sul tema e sui col­la­te­rali allo stesso.

Inte­res­sante, dal mio punto di vista, veri­fi­care su Muck Rack — aggre­ga­tore di cin­quet­tii di pro­fes­sio­nal del mondo dei media — le rea­zioni e le segna­la­zioni fatte dai pro­fes­sio­ni­sti, dai gior­na­li­sti, sul tema che, va detto, sono pre­va­lente di stampo umoristico.

Una per tutte quella effet­tuata dall’edi­tore di Mothe­r­Jo­nes che si chiede se a dare un colpo in fac­cia Ber­lu­sconi sia stata la moglie; segno evi­dente di quale sia l’immagine com­ples­siva all’estero rela­ti­va­mente alle vicende che coin­vol­gono Mr.B. ed il nostro paese.

Ah, dovendo espri­mere un com­mento sulla vicenda, al di la’ di ogni con­si­de­ra­zione, credo che valga la pena di riflet­tere sull’efficacia dell’apparato di sicu­rezza; se invece di una sta­tuetta si fosse trat­tato di una arma da fuoco adesso sta­remmo pre­pa­rando le ese­quie di una alta carica dello stato.

Pubblicato il 11 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Quotidiani Generalisti e Segmentazione di Marketing

Per qua­lun­que mar­ke­ter – dal neo­lau­reato alla prima espe­rienza al più ram­pante e “sca­fato” pro­fes­sio­nal — il prin­ci­pio della seg­men­ta­zione è uno dei “tools”, degli stru­menti, di base di lavoro.

Con la fine con­cet­tuale dei mer­cati di massa indif­fe­ren­ziati si è pas­sati a livelli di raf­fi­na­mento nella pra­tica di mar­ke­ting che par­tendo dal pre­si­dio delle nic­chie è arri­vata alla micro­nic­chie ed addi­rit­tura alla “cosa lunga”.

L’idea che, ad oggi, esi­stano tutt’ora dei quo­ti­diani che ven­gono comu­ne­mente defi­niti gene­ra­li­sti è di per se stessa obso­leta. Il ter­mine la dice lunga, a mio avviso, su quale sia lo stato dell’arte com­ples­sivo dell’editoria, poi­ché, in gene­rale, indica esat­ta­mente l’idea che possa esserci un pro­dotto [il quo­ti­diano] adatto a tutti con tutte le noti­zie; con­cetto che non tro­vando appli­ca­zione pra­ti­ca­mente in nes­sun altro mer­cato è sor­pren­dente che sia soprav­vis­suto in ambito edi­to­riale dove, sin ora, il mas­simo dell’intervento stra­te­gico effet­tuato è stato in ter­mini di set­ti­ma­na­liz­za­zione dei quotidiani.

Un pos­si­bile spunto ad ope­rare, almeno in ter­mini di comu­ni­ca­zione, in una dire­zione diversa viene da una delle cam­pa­gne on air in que­sto momento dal quo­ti­diano spa­gnolo El Pais che si rivolge in maniera spe­ci­fica ad un gruppo sele­zio­nato di poten­ziali utenti, coloro che hanno un abbo­na­mento ai canali satel­li­tari a paga­mento.  A que­sto gruppo di per­sone viene, dun­que, fatta una offerta spe­ci­fi­ca­ta­mente diretta a loro con un van­tag­gio chiaro e coerente.

Il quo­ti­diano di Madrid con­ti­nua a dare lezioni di mar­ke­ting e di stile, poi­ché in ogni offerta di abbo­na­mento viene data la pos­si­bi­lità di riti­rare il gior­nale nelle edi­cole con­tra­ria­mente a quanto avviene nel nostro paese [ecce­zion fatta per IlSole24Ore]. Spe­riamo che ci sia chi ha voglia di imparare.

Pubblicato il 10 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Murdoch è Marxista

Le argo­men­ta­zioni di Mur­doch di difesa dei con­te­nuti pro­dotti dalle reda­zioni dei gior­nali del gruppo di cui è a capo sono di stampo clas­si­ca­mente marxista.

Infatti quando, a difesa delle sue tesi sulla neces­sità di far pagare le noti­zie on line, afferma che costa denaro pro­durre qual­cosa [le noti­zie] e che quindi ha un valore, riprende una delle argo­men­ta­zioni poste da Karl Marx nel Capi­tale:

“Il valore di scam­bio delle merci è equi­va­lente alla quan­tità di lavoro neces­sa­rio per tra­sfor­mare i mate­riali di base in pro­dotti”.

Ah, De Bene­detti anche.

Pubblicato il 9 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

La reputazione on line dei quotidiani italiani

Ita­lia Oggi ha com­mis­sio­nato ad Act Value l’analisi della distri­bu­zione dei com­menti posi­tivi e nega­tivi on line per cin­que quo­ti­diani della nostra nazione.

Uti­liz­zando uno stru­mento messo a punto dalla società di con­su­lenza, sono stati moni­to­rati i com­menti degli inter­nauti rela­ti­va­mente a “Il Fatto”, “Il Gior­nale”, “Libero”, “L’Unità” e “La Repub­blica”. Al momento dello scan­da­glio di blog e social net­works “il Fatto” non era ancora appro­dato in edi­cola ma era pre­sente solo sul web con “L’Antefatto”.

Dall’analisi effet­tuata sul sen­ti­ment dei navi­ga­tori, “Il Gior­nale” è il quo­ti­diano che mag­giori cri­ti­che rac­co­glie su inter­net, men­tre “Il Fatto” è quello che ottiene mag­giori con­sensi. La ten­denza degli “oppo­sti estre­mi­smi”, peral­tro, sta attual­mente pre­miando entrambe le testate che, secondo le prime anti­ci­pa­zioni sulle dif­fu­sioni dei quo­ti­diani a novem­bre, hanno ten­denze più che positive.

Se Face­book possa o meno essere rite­nuto lo spec­chio della rete è opi­na­bile, quel che appare certo è che i gruppi di soste­ni­tori e detrat­tori pre­senti sul cele­ber­rimo social net­work con­fer­mano com­ples­si­va­mente la ten­denza gene­rale sep­pur con accenti meno spic­cati. Il popolo di Face­book sicu­ra­mente ama meno “Libero” ed il suo diret­tore rispetto alla media degli internauti.

Visti i risul­tati al di là di ogni aspet­ta­tiva regi­strati dal quo­ti­diano diretto da Anto­nio Padel­laro si com­prende con faci­lità quale sia la con­cre­tezza ed il valore della repu­ta­zione on line; come dice­vano i latini fama nihil est cele­rius [nulla è più rapido dei “rumors”].

Sotto que­sto pro­filo, resta la curio­sità di sapere lo sco­ring asse­gnato da Act Value al quo­ti­diano che ha com­mis­sio­nato la ricerca che pur­troppo non sono stati resi noti.

Anche su You Tube “Il Fatto” è il quo­ti­diano che riscuote mag­giori con­sensi con com­menti posi­tivi alla mag­gio­ranza dei video pub­bli­cati dalla testata in que­stione che otten­gono anche un ampio numero di visua­liz­za­zioni [oltre 38mila].

Com­ples­si­va­mente, nono­stante lo “stra­po­tere” di Tra­va­glio & Co, la testata che ha un mag­gior equi­li­brio è “L’Unità” di Con­cita De Gre­go­rio che rac­co­glie com­menti posi­tivi e nega­tivi pra­ti­ca­mente in egual misura otte­nendo così indi­ret­ta­mente il rico­no­sci­mento di un buon equi­li­brio nella linea edi­to­riale basato anche sulla scelta di non dare al “gos­sip poli­tico” gli spazi che molti altri quo­ti­diani hanno invece concesso.

Dif­fi­cile entrare in mag­gior det­ta­glio per man­canza pur­troppo di dati approfonditi.

Se dopo le recenti ana­lisi sulle dina­mi­che ed il valore del pas­sa­pa­rola favo­rito dai quo­ti­diani ci si [pre]occupa anche della repu­ta­zione on line credo si stia final­mente pro­ce­dendo nella giu­sta direzione.

Pubblicato il 8 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Aggregazioni Editoriali & [speranza di] Soluzioni

Ieri, nel giorno di aper­tura della con­fe­renza di Cope­n­ha­gen, il più grande ver­tice sul clima della sto­ria con 15mila par­te­ci­panti in rap­pre­sen­tanza di 192 nazioni alla, enne­sima, ricerca di un accordo per ridurre le emis­sioni dei gas serra, 56 quo­ti­diani di 45 stati, con una azione senza pre­ce­denti, hanno pub­bli­cato un edi­to­riale comune.

Il Guar­dian, oltre ad essere uno dei quo­ti­diani in que­stione, pub­blica le diverse ver­sioni pro­dotte dalle sin­gole testate sul tema comune. Dif­fi­cile non notare come “La Repub­blica”, unico quo­ti­diano ita­liano tra i 56, dedi­chi nella ver­sione car­ta­cea uno spa­zio dav­vero misero rispetto agli altri, ed eviti in quella on line di inse­rire i link alle altre testate come invece è il caso di altri quo­ti­diani ade­renti all’iniziativa.

“Se non ci uniamo per intra­pren­dere delle azioni deci­sive, il cam­bia­mento cli­ma­tico deva­sterà il nostro pia­neta e con esso la nostra pro­spe­rità e la nostra sicu­rezza. I peri­coli sono diven­tati sem­pre più mani­fe­sti nel corso dell’ultima generazione”

Il testo finale , del quale viene sopra ripor­tato l’inizio, è il risul­tato di un lavoro di media­zione durato mesi per accor­dare visioni nazio­nali e poli­ti­che distinte tra loro che, al di là della bontà sim­bo­lica dell’iniziativa edi­to­riale, pur­troppo lascia per­plessi sulle reali pos­si­bi­lità di un risul­tato posi­tivo della con­fe­renza sul clima. Se, infatti, è stato lungo e fati­coso il lavoro svolto dalle diverse testate per giun­gere ad un accordo, sarà ancor più dif­fi­cile, direi estre­ma­mente impro­ba­bile, che ci rie­sca una tale mol­ti­tu­dine di dele­gati riu­niti a Cope­n­ha­gen per 14 giorni.

Incro­ciamo le dita.

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