dicembre 2009

Pubblicato il 24 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Auguri Allargati

Ci si accinge a gustarsi 72 ore di libertà vigi­lata delle quali si avverte dav­vero il bisogno.

Sarà il mio un natale “allar­gato”, almeno in ter­mini fami­liari, poi­ché fac­cio parte di quella nutrita schiera di per­sone che vive in una fami­glia non tra­di­zio­nale con­di­vi­dendo con com­pa­gna attuale, figlia ed uno dei due nati dalla pre­ce­dente espe­rienza lo stesso tetto.

Sono certo che sarà un natale bel­lis­simo per l’amore che vedo e vivo tutti i giorni in quella che, in barba a legi­sla­zioni pre­i­sto­ri­che, è un nucleo fami­liare che si sostiene reci­pro­ca­mente e dona costan­te­mente affetto “against all odds”.

Auguri allar­gati a tutti voi che vivete una situa­zione simi­lare alla mia, trat­ta­tati da cit­ta­dini di serie B, in attesa di vedere rispet­tati i vostri [i nostri] diritti gode­tevi la gioia di veri­fi­care, anche in que­sti giorni di festi­vità tra­di­zio­nal­mente legati alla fami­glia, come amore e dono non si pos­sano san­cire per decreto.

Auguri allar­gati a tutti i miei amici di fede [vorrà dire quello frien­d­feed, imma­gino], ai vec­chi amici ritro­vati ed ai nuovi cono­sciuti in que­sto 2009. Auguri allar­gati a tutti coloro che pas­sando hanno lasciato un com­mento, a quelli che non l’hanno lasciato ma sì pen­sato ed anche a chi ha “lur­kato”.

Può darsi che con l’amico Gian­luca si rie­sca a fare una sor­presa di quelle che non capi­tano tutti i giorni in que­ste festi­vità, stay tuned.

Buon Natale!

Pubblicato il 23 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Indice di Trasparenza

Tutti gli addetti ai lavori sanno come le inter­vi­ste siano diven­tate la rap­pre­sen­ta­zione fat­tuale più evi­dente del ser­vi­li­smo al potente inter­vi­stato dal gior­na­li­sta di turno. Le domande ven­gono con­cor­date pre­ven­ti­va­mente e non esi­stono dero­ghe o con­ces­sioni, chi sgarra è, alter­na­ti­va­mente, que­re­lato o espulso di fatto dal cir­cuito pro­fes­sio­nale di riferimento.

In con­si­de­ra­zione sia di que­sto aspetto di degrado nella pro­fes­sione del gior­na­li­sta, sia sti­mo­lato dall’indice creato recen­te­mente da Ramon Lobo che ha svi­lup­pato una metrica per sta­bi­lire quanto un quo­ti­diano possa essere anno­iante, ho rite­nuto possa essere una “pro­vo­ca­zione” com­ple­men­tare e, mi auguro, sti­mo­lante la crea­zione di un indice di tra­spa­renza da uti­liz­zarsi per la valu­ta­zione dei quo­ti­diani gene­ra­li­sti nazionali.

Se su que­sto aspetto vi viene in mente una idea, un indi­ca­tore, migliore lo spa­zio dei com­menti è a vostra dispo­si­zione ancora una volta.

Pubblicato il 22 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Liberalizzazione non è Libertà

Nell’indifferenza media­tica gene­rale il Con­si­glio dei Mini­stri ha appro­vato lo schema di decreto che rece­pi­sce la diret­tiva ser­vizi euro­pea [2006/123/CE]; al suo interno è con­te­nuta la parte rela­tiva alle riven­dite di gior­nali [arti­colo 71 del testo] che viene ripor­tato inte­gral­mente al fondo del testo.

Si tratta per ora dell’approvazione in via pre­li­mi­nare del decreto di attua­zione della diret­tiva 2006/123/CE, rela­tiva ai ser­vizi nel mer­cato interno, il cui ter­mine di rece­pi­mento è fis­sato al 28 dicem­bre 2009.

In pra­tica, men­tre si dichiara sostan­zial­mente di con­ti­nuare per il 2010 con le pre­bende all’editoria, si rece­pi­sce sola­mente una parte delle rac­co­man­da­zioni dell’Antitrust sul tema, appli­cando, in caso di appro­va­zione defi­ni­tiva del testo, solo la parte rela­tiva alle edi­cole e tra­la­sciando di inter­ve­nire sul resto della filiera. I richiami dell’Autorità alle disef­fi­cienze della rete di distri­bu­zione nel suo insieme ed alla neces­sità di revi­sione di sedi­centi pub­bli­ca­zioni edi­to­riali, che pur non essen­dolo ingol­fano il sistema e godono di sov­ven­zioni sta­tali, sono mol­te­plici e di straor­di­na­ria chia­rezza ma non ven­gono considerate.

Le edi­cole, gli edi­co­lanti, sog­getto debole della catena ven­gono dura­mente col­piti da que­sto prov­ve­di­mento gover­na­tivo uni­la­te­rale per­chè evi­den­te­mente, al con­tra­rio di altre cate­go­rie, fram­men­tati, disu­niti e mal rap­pre­sen­tati sono inca­paci di rea­gire all’ennesima man­naia che si abbatte sulle loro imprese. Testi­mo­nianza di una debo­lezza con­trat­tuale san­cita dal silen­zio degli organi di infor­ma­zione asso­lu­ta­mente disin­te­res­sati [se non avver­sari] para­dos­sal­mente alle sorti di quello che con­ti­nua ad essere il canale di sbocco delle loro pubblicazioni.

La morte silen­ziosa di circa 38mila nuclei fami­liari è tem­po­ra­nea­mente fun­zio­nale, da un lato, ad un governo quale quello attuale incen­trato solo sui poteri forti e, dall’altro lato, a degli stati gene­rali dell’editoria tanto malin­co­nici quanto “scaricabarile”.

Il ter­reno su cui le rela­zioni di potere ope­rano è prin­ci­pal­mente costruito attorno a glo­bale e locale ed è orga­niz­zato attorno a reti, non a sin­gole unità. Le reti sono mol­te­plici e le rela­zioni di potere sono spe­ci­fi­che di cia­scuna. Una norma fon­da­men­tale di eser­ci­zio del potere, comune a tutte le reti, è l’esclusione dalla rete [Cit.]. L’aver vis­suto troppo a lungo in que­sta con­di­zione, non infor­ma­tiz­zati, ran­nic­chiati cia­scuno nel pro­prio chio­schetto, è la natu­rale causa di que­sto regalo natalizio.

A nes­suno importa che l’ Autho­rity ricordi come: “È cru­ciale che la revi­sione delle moda­lità di fun­zio­na­mento del sistema sia com­piuta in modo orga­nico, con l’intento di rimuo­vere, per quanto pos­si­bile, tutte le restri­zioni o ano­ma­lie che vin­co­lano ingiu­sti­fi­ca­ta­mente l’efficiente svol­gi­mento dell’attività distri­bu­tiva. L’esperienza di par­ziale libe­ra­liz­za­zione dell’attività di riven­dita avviata nel 1999 ha mostrato che il pieno suc­cesso di simili ini­zia­tive richiede l’applicazione di un pac­chetto inte­grato di misure tra loro coe­renti e orien­tate allo stesso obiettivo”.

E’, pur­troppo, anche que­sto il prezzo da pagare quando si vive in una nazione in cui pre­te­stuo­sa­mente si con­fonde troppo spesso con­cetti quali la libe­ra­liz­za­zione e la libertà finendo, ine­vi­ta­bil­mente, per tra­vi­sare e tra­dire entrambi.

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Art. 71

Sistema di dif­fu­sione della stampa quo­ti­diana e periodica

1. All’articolo 1, comma 2, let­tera b) del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 le parole “sono auto­riz­zati alla ven­dita di” sono sosti­tuite da “pos­sono vendere”.

2. Al dell’articolo 2, comma 2, del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 le parole “al rila­scio di auto­riz­za­zione da parte dei comuni” sono sosti­tuite dalle parole “alla dichia­ra­zione di ini­zio di atti­vità da pre­sen­tare allo spor­tello unico del comune com­pe­tente per ter­ri­to­rio ai sensi dell’articolo 19, comma 2, primo periodo, della legge 7 ago­sto 1990, n.241”.

3. All’articolo 2, comma 2, del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 il secondo periodo è sosti­tuito dal seguente: “La dichia­ra­zione di ini­zio atti­vità deve con­te­nere altresì l’impegno a rispet­tare le dispo­si­zioni di cui al comma 6 del pre­sente arti­colo non­ché le moda­lità di ven­dita di cui all’articolo 5.” .

4. All’articolo 2, comma 3, del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 le parole “pos­sono essere auto­riz­zate” sono sosti­tuite da “pos­sono pre­sen­tare la dichia­ra­zione di ini­zio di attività”.

5. All’articolo 2 del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 il comma 5 è abrogato.

6. All’articolo 2 del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 il comma 6 è sosti­tuito dal seguente: “ Resta ferma la neces­sità di assi­cu­rare un cor­retto svi­luppo del set­tore distri­bu­tivo della stampa quo­ti­diana e perio­dica con par­ti­co­lare riguardo alla neces­sità di favo­rire l’accesso all’informazione e garan­tire la frui­zione del ser­vi­zio. In ogni caso, even­tuali limi­ta­zioni alle nuove aper­ture pos­sono essere cor­re­late esclu­si­va­mente alla fina­lità della tutela e sal­va­guar­dia delle zone di pre­gio arti­stico, sto­rico, archi­tet­to­nico e ambien­tale. A tal fine sono vie­tati cri­teri legati alla veri­fica di natura eco­no­mica o fon­dati sulla prova dell’esistenza di un biso­gno eco­no­mico o sulla prova di una domanda di mer­cato, quali entità delle ven­dite di pro­dotti edi­to­riali e pre­senza di altri punti esclu­sivi e non esclu­sivi di ven­dita di quo­ti­diani e perio­dici. Esclu­si­va­mente con rife­ri­mento alle dispo­si­zioni del pre­sente comma i comuni pos­sono adot­tare prov­ve­di­menti di pro­gram­ma­zione delle nuove aperture”.

7. All’articolo 3, comma 1, primo periodo del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 la parola “auto­riz­za­zione” è sosti­tuita da “dichia­ra­zione di ini­zio di attività”.

8. All’articolo 4 del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170, dopo il comma 2, inse­rire il seguente: “2bis. Le dispo­si­zioni di cui al pre­sente arti­colo non si appli­cano alle testate con­te­nenti pro­dotti diversi da sup­porti inte­gra­tivi o da beni ad esse fun­zio­nal­mente con­nessi, che non siano com­mer­cia­liz­zate anche auto­no­ma­mente nei punti vendita”.

9. L’articolo 6 del decreto legi­sla­tivo 24 aprile 2001, n. 170 è abrogato.

10. All’articolo 16 della legge 5 ago­sto 1981, n. 416 dopo il comma secondo inse­rire il seguente: “Le dispo­si­zioni di cui al primo comma del pre­sente arti­colo alle testate con­te­nenti pro­dotti diversi da sup­porti inte­gra­tivi o da beni ad esse fun­zio­nal­mente con­nessi, che non siano com­mer­cia­liz­zate anche auto­no­ma­mente nei punti vendita”.

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“Il prezzo della libertà è l’eterna vigi­lanza” – Tho­mas Jefferson

Pubblicato il 21 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Odio Mediatico

Che l’agenda set­ting pro­po­sto dai media [ad esclu­sione di rare ecce­zioni] fosse stru­men­tale alla mani­po­la­zione dell’opinione pub­blica è un aspetto che è stato docu­men­tato e che fa parte della cor­nice nella quale va con­te­stua­liz­zata l’attuale crisi nazio­nale ed inter­na­zio­nale dell’editoria.

Una con­ferma, pur­troppo, viene dalla ricerca pre­sen­tata venerdì 18 dicem­bre dall’Osser­va­to­rio sui media della Carta di Roma rela­ti­va­mente a immi­gra­zione e asilo nei media italiani.

Lo stu­dio è rife­rito ai primi sei mesi del 2008 e riguarda le edi­zioni serali dei tele­gior­nali delle prin­ci­pali emit­tenti in chiaro del nostro paese [Rai, Media­set e La7] oltre ad un cam­pione di sei quo­ti­diani [Cor­riere della Sera, La Repub­blica, l’Unità, Il Gior­nale, Avve­nire e Metro]. Su un totale di 5.684 ser­vizi di tele­gior­nale andati in onda durante il periodo di rile­va­zione, solo 26 affron­tano l’immigrazione senza con­tem­po­ra­nea­mente legarla a un fatto di cro­naca o al tema della sicurezza.

Il ruolo dell’immigrato viene discri­mi­nato pesan­te­mente sia dalla stampa che dalle tele­vi­sioni gene­ra­li­ste nazio­nali sia per ter­mi­no­lo­gia uti­liz­zata che per la con­te­stua­liz­za­zione delle noti­zie; sono aspetti che erano emersi già nel 2002 nei risul­tati di uno stu­dio effet­tuato dal Cen­sis sul mede­simo tema di fondo. Cat­tive noti­zie con­fer­mate per l’editoria nostrana.

Più odio nei prossimi notiziari

Che il Mini­stro Maroni si occupi urgen­te­mente di que­sta per­ma­nente cam­pa­gna d’odio che ha per­ma­nenza e ampli­fi­ca­zione di gran lunga supe­riore a quella che pare lo animi tanto in que­sti giorni; sarebbe un atto respon­sa­bile e doveroso.

Pubblicato il 20 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Il Banchiere Inutile — Filtr

Un’ora di lavoro dell’addetto alle puli­zie crea dieci ster­line di pro­fitto con­tro una di sti­pen­dio men­tre il ban­chiere per ogni ster­lina gua­da­gnata ne cau­se­rebbe addi­rit­tura sette di per­dita alla comunità.

Clic­cando sull’immagine potrete, se d’interesse, pro­se­guire la lettura.

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