Pubblicato il 30 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

Coerenza

Che siano tempi duri è dive­nuto un ritor­nello rispetto al quale si avverte la neces­sità di andare oltre, di avere una visione stra­te­gica, sul futuro del mondo degli affari e della comunicazione.

Per que­sto, a titolo esem­pli­fi­ca­tivo, ho “pescato nel mazzo” due casi recenti che, mi auguro, pos­sano sti­mo­lare dibat­tito e rifles­sione. Si tratta di due set­ti­ma­nali: “The Eco­no­mist” e “Sette”.

The Eco­no­mist è sem­pre stata una testata con buona sen­si­bi­lità al mondo degli affari “eco friendly”, man­te­nendo nel tempo un occhio di riguardo verso i temi dell’ecologia, come testi­mo­nia banal­mente anche una ricerca negli archivi on line che for­ni­sce 2012 risul­tati alla “query” cli­mate change. Adesso, con la cam­pa­gna abbo­na­menti 2010, la rivi­sta man­tiene coe­renza rispetto all’orientamento e, all’interno del pac­chetto pro­mo­zio­nale teso ad atti­rare i poten­ziali sot­to­scrit­tori, è con­te­nuta la pro­messa di pian­tare un albero per ogni abbo­nato [mi pare venga chia­mata sup­por­ting evi­dence].

Sette, il set­ti­ma­nale del Cor­riere della Sera, è stato recen­te­mente rilan­ciato. Nuovo for­mato, ed una atten­zione par­ti­co­lare alla carta non solo in ter­mini este­tici ma anche di soste­ni­bi­lità eco­lo­gica della rivi­sta; secondo quanto ripor­tato si trat­te­rebbe di un tipo di carta che vanta la cer­ti­fi­ca­zione dell’ Fsc — Forest Steward­ship Coun­cil – un ente inter­na­zio­nale indi­pen­dente per la sal­va­guar­dia delle fore­ste noto per il rigore con il quale con­cede il pro­prio nulla osta. A con­ferma, non è un caso che tra le tante coper­tine pos­si­bili per la prima uscita sia stata pro­po­sta l’immagine di un orso polare sui ghiac­ciai dedi­cata al clima e ver­tice mon­diale di Cope­n­ha­gen, con un testo di Al Gore.

Pec­cato che tanta atten­zione dei det­ta­gli si scon­tri con la pla­sti­fi­ca­zione della rivi­sta in 3 casi su cin­que sin ora [se non ho con­tato male] per con­sen­tire l’inserimento di lea­flet ed altri ele­menti promo-pubblicitari; la pla­sti­fi­ca­zione rende inu­tile l’attenzione dimo­strata nella scelta della carta ed è cer­ta­mente non eco­com­pa­ti­bile, una sba­va­tura, una caduta di tono, com­piuta per oltre il 50% delle uscite. Una mag­giore coe­renza forse paghe­rebbe di più a lungo andare.

“La Stra­te­gia senza tat­tica è la via più lunga alla vit­to­ria, la tat­tica senza stra­te­gia è il rumore che pre­cede la scon­fitta”. — Sun Tzu -