Pubblicato il 1 dicembre 2009 by Pier Luca Santoro

News Cafè

Che il livello delle ven­dite di gior­nali sia noto­ria­mente ele­mento prin­ci­pale di estrema sof­fe­renza è una spia­ce­vole ma banale con­sta­ta­zione che ho modo nel mio pic­colo di veri­fi­care quo­ti­dia­na­mente. Quando a for­ni­ture di minor entità non cor­ri­sponde minor resa è evi­dente che vi siano minori vendite.

Stando alle ultime rile­va­zioni sono i gior­nali regio­nali quelli che sem­brano sof­frire di più con par­ti­co­lare rife­ri­mento a quelli della Poli­gra­fici edi­to­riale che fa capo a Rif­fe­ser Monti.

L’amministratore dele­gato di que­sto gruppo si è distinto in que­sti mesi alter­nando a dichia­ra­zioni cata­stro­fi­ste ric­chi premi e cotil­lons e preso da evi­dente scon­forto si è lasciato andare a pro­po­ste che solo la fan­ta­sia più sfre­nata poteva imma­gi­nare dav­vero. Un modello di busi­ness che per la sua lun­gi­mi­ranza ha atti­rato l’attenzione di gior­na­li­sti e blog­ger nono­stante la sta­gione indu­cesse all’intorpidimento.

Una prima con­ferma di come l’ipotesi for­mu­lata fosse insen­sata è stata for­nita dall’ini­zia­tiva dedi­cata al canale horeca da parte del quo­ti­diano spa­gnolo più ven­duto della quale abbiamo par­lato recentemente.

Dall’estremo più occi­den­tale del nostro con­ti­nente si passa a quello orien­tale che for­ni­sce ulte­riori con­ferme, spunti di rifles­sione e, per­chè no, di azione al riguardo.

E’ il caso del set­ti­ma­nale Ceco Nase Adresa che scom­mette sul gior­na­li­smo iper­lo­cale, sulla com­bi­na­zione tra carta e digi­tale e, soprat­tutto, sulla rela­zione con i let­tori. Attra­verso la rea­liz­za­zione di una rete di “news cafè”sul ter­ri­to­rio sono stati creati dei punti di incon­tro dove, oltre a bere un caffè o una bibita, è pos­si­bile inte­ra­gire con gior­na­li­sti e capi­re­dat­tori della pub­bli­ca­zione. Sem­pre in que­sti locali si svol­gono riu­nioni tra vicini, con­fe­renze di poli­tici, con­certi e semi­nari sulla comu­ni­ca­zione per bam­bini ed adulti.

Secondo quanto ripor­tato, l’iniziativa è con­si­de­rata un modello di busi­ness rivo­lu­zio­na­rio e, giu­sta­mente, una nuova fron­tiera per l’industria dei gior­nali, tanto da indurre la World Asso­cia­tion of New­spa­pa­pers ad orga­niz­zare un tour di stu­dio per osser­vare in loco quanto realizzato.

I primi risul­tati di que­sta scom­messa impren­di­to­riale sono stati posi­tivi con, tra l’altro, il 50% degli abbo­na­menti alla rivi­sta rea­liz­zati all’interno dei cafè.

Non solo c’è dun­que tanto spa­zio da esplo­rare ma, stante le tipo­lo­gie di punti ven­dita che ven­dono i gior­nali nel nostro paese, potrebbe essere dav­vero uno dei per­corsi per il rilan­cio di gior­nali e la defi­ni­zione dell’edi­cola del futuro.