Posted on 10 novembre 2009 by

No Martini, No Party

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Aure­lio Medel, Diret­tore della Comu­ni­ca­zione del Banco di San­tan­der, su Nego­cios di dome­nica 8 novem­bre pub­blica “La Prensa y el efecto Mar­tini” [La stampa e l’effetto Martini].

Nell’articolo viene effet­tuato un inte­res­sante paral­lelo tra l’impatto dell’avvento del ban­king on line per le isti­tu­zioni ban­ca­rie e quello del web per la stampa, arri­vando a con­clu­dere che così come le ope­ra­zioni di mag­gior impor­tanza con­ti­nuano ad essere effet­tuate nelle suc­cur­sali altret­tanto potrebbe rea­liz­zarsi per quanto riguarda la stampa. Di fatto i siti di infor­ma­zioni mag­gior­mente visi­tati [esclu­dendo motori di ricerca ed aggre­ga­tori] sono l’emanazione on line di quanto pre­ce­den­te­mente su sup­porto fisico/cartaceo.

Medel con­ti­nua sot­to­li­neando come gli attri­buti chiave siano in entrambi i casi cre­di­bi­lità e fidu­cia, ele­menti che anche in que­sti spazi sono stati rimar­cati sin dall’inizio. I let­tori fon­da­men­tal­mente vogliono infor­ma­zioni e per sod­di­sfare que­sta neces­sità i gruppi di comu­ni­ca­zione [ed in par­ti­co­lare la stampa] devono avan­zare verso lo stesso con­cetto di posi­zio­na­mento del noto drink in ter­mini di dispo­ni­bi­lità e reperibilità.

Il let­tore vuole sapere cosa sta suc­ce­dendo in qua­lun­que momento e vuole che que­sta infor­ma­zione gli venga for­nita da qual­cuno di cui si può fidare, nel senso più ampio del ter­mine. Il cit­ta­dino vuole che le sue mar­che di fidu­cia gli diano accesso a ciò di cui ha biso­gno senza limiti di spa­zio o di tempo.

Rela­ti­va­mente alle reti sociali viene cor­ret­ta­mente rile­vato, a mio avviso, come non solo sulle stesse con­ti­nui a pesare ancora oggi la carenza di un modello di busi­ness cre­di­bile ma anche il fatto che per molti degli utenti la pub­bli­cità è rite­nuta inop­por­tuna o addi­rit­tura inva­siva, ele­mento che ne mina la poten­ziale red­di­ti­vità anche in pro­spet­tiva. Meno azzec­cata mi pare invece la linea netta che viene trac­ciata tra le reti sociali e reti infor­ma­tive; la comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria ed i suoi attori saranno [sono] pre­senti in entrambe ed è pres­so­ché impos­si­bile che non si com­por­tino come vasi comunicanti.

ejecutivo

La fine dei gior­nali e della carta stam­pata è dun­que tutt’altro che segnata , i media digi­tali sono uno stru­mento, un mezzo, per ser­vire e coin­vol­gere ancora meglio gli utenti così come è avve­nuto con altri pro­dotti in altri set­tori.

Le nuove piat­ta­forme dispo­ni­bili ci con­sen­tono pro­cessi di comu­ni­ca­zione sino a poco tempo fa inim­ma­gi­na­bili, rea­liz­zando pro­dotti e ser­vizi edi­to­riali di altis­simo stan­ding per pro­fon­dità d’azione e livello di interazione.

Domani si chiama ritardo anche da que­sto punto di vista.

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