Pubblicato il 9 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

Commentate pure [Grazie!]

L’articolo di qual­che giorno fa che soste­neva l’importanza della con­di­vi­sione e della socia­lità nella costru­zione della noti­zia credo sia meri­te­vole di un appro­fon­di­mento, nel ten­ta­tivo, anche, di for­nire una prima rispo­sta agli spunti for­niti da Isa­bella Cesa­reo che, fon­da­men­tal­mente, si chiede se il let­tore medio abbia gli stru­menti e la cul­tura ade­guata per contro-argomentare in modo ade­guato [ad un’informazione volu­ta­mente e stra­te­gi­ca­mente distorta e deformata].

Ovvia­mente i com­menti sono solo una parte della costru­zione della noti­zia men­tre, come cer­cavo di dire nell’articolo pre­ci­tato, l’aspetto sociale della noti­zia e dun­que del gior­na­li­smo non si limita a que­sti con­tri­buti ma anno­vera nume­rosi altri ele­menti.

Per quanto ho avuto modo di osser­vare e spe­ri­men­tare in que­sti anni di inte­ra­zione sul web, in rife­ri­mento spe­ci­fico ai com­menti, credo che com­ples­si­va­mente siano i primi due, mas­simo tre, ad essere in tema con l’informazione, con la noti­zia, men­tre i suc­ces­sivi gene­ral­mente ten­dono a per­dere il filo ini­ziale del discorso por­tando ad uno sfi­lac­cia­mento del dibat­tito che nor­mal­mente risulta poco pro­dut­tivo rispetto al pro­cesso di [ri]costruzione della notizia.

Mi pare che que­sta ten­denza sia più pro­nun­ciata all’interno di gruppi di discus­sione, social net­work ed in tutti gli ambiti “ama­to­riali” [blog inclusi ovvia­mente] men­tre all’interno delle appen­dici on line dei media uffi­ciali la qua­lità e la coe­renza sia com­ples­si­va­mente mag­giore. Evi­den­te­mente ad ogni ine­vi­ta­bile gene­ra­liz­za­zione fanno da con­tral­tare nume­rose ecce­zioni.

Se, come sostengo, l’apporto alla [ri]definizione della noti­zia così come il valore creato sono mag­giori in con­te­sti dotati di “uffi­cia­lità” le oppor­tu­nità per il gior­na­li­smo ed i gior­na­li­sti in tal senso sono dav­vero tutte da cogliere anche sotto que­sto profilo.

Sono que­ste, e le pros­sime che cer­ta­mente ver­ranno, forme che non sosti­tui­scono ma inte­grano gior­nali e gior­na­li­smo il cui futuro mi appare legato a que­sti come ad altri fat­tori.

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Com­men­tate pure. [grazie!]