ottobre 2009

Pubblicato il 30 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Media ed Innovazione

E’ appa­ren­te­mente para­dos­sale che in un periodo quale quello attuale, in cui gli spunti e le pos­si­bi­lità offerte al gior­na­li­smo non sono forse mai stati così nume­rosi, si fati­chi a tro­vare delle solu­zioni con­di­vise e con­di­vi­si­bili sul futuro dei media ed in par­ti­co­lare, per quanto di mio spe­ci­fico inte­resse, su quale sarà il destino della carta stam­pata. Emble­ma­tico di que­sta situa­zione di fre­ne­sia e nevrosi l’HuffPost di ieri che chiede ai suoi let­tori di votare per deter­mi­nare chi sia “The ulti­mate game chan­ger in media”.

Mi sem­bra asso­lu­ta­mente con­di­vi­si­bile rile­vare come la com­ples­sità del pro­blema e la rela­tiva solu­zione risie­dano fon­da­men­tal­mente sui modelli orga­niz­za­tivi ed indu­striali e nei risvolti poli­tici dell’editoria tra­di­zio­nale come ricorda al ter­mine di un’ inte­res­san­tis­simo arti­colo Alberto D’ Ottavi.

Una acce­le­ra­zione all’innovazione, almeno in ter­mini di faci­li­ta­tore stru­men­tale , potrebbe venire da Mana­ging News, la cui ultima ver­sione, aggior­nata al 21 otto­bre scorso, con­sente di creare con sem­pli­cità ed effi­ca­cia al tempo stesso aggre­ga­zioni e con­ver­sa­zioni. La Knight Foun­da­tion for­ni­sce più di cin­quanta esempi di come que­sta solu­zione, sca­ri­cata da oltre mille utenti nei primi cin­que giorni dal momento in cui è stata resa dispo­ni­bile, possa essere uti­liz­zata.

Anche nel nostro paese si smuo­vono le acque e nascono ini­zia­tive che sicu­ra­mente trac­ciano la linea dell’orizzonte. Tra tutte quelle neo­nate e nascenti, di par­ti­co­lare inte­resse, a mio avviso, quella pro­mossa dal duo Gra­nieriMai­strello che nelle inten­zioni va oltre la fun­zione di sem­plice aggre­ga­zione di con­te­nuti rivol­gen­dosi ad una fascia ampia di inter­nauti con l’obiettivo di for­nire loro ser­vi­zio in ter­mini di sele­zione e sem­pli­fi­ca­zione. Ini­zia­tiva alla quale spero di poter for­nire il mio con­tri­buto da giornalaio.

innovation

Vale la pena di ricor­darsi, infine, come è stato sot­to­li­neato da Luca De Biase, che nel mondo dell’innovazione c’è solo un difetto peg­giore che essere troppo in ritardo: essere troppo in anticipo.

L’innovazione non è una linea retta. Oscilla, rim­balza, sbanda e tra­balla” — John Nai­sbitt

Pubblicato il 29 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Chiusure Generali[ste]

Dopo 22 mesi di vita chiude Soitu, quo­ti­diano gene­ra­li­sta — in castel­lano — on line fon­dato da Gumer­sindo Lafuente, ex direc­tor di El Mundo [galas­sia RCS], e finan­ziato dalla BBVA.

Nell’annun­cio di chiu­sura del diret­tore pub­bli­cato ieri, si ricorda come il quo­ti­diano abbia otte­nuto nume­rosi rico­no­sci­menti in meno di due anni, col­le­zio­nando due premi della On Line Asso­cia­tion, l’ingresso nel Museo delle Noti­zie di Washing­ton e nume­rosi altri premi locali.

Emble­ma­tico il pas­sag­gio che riporto testual­mente certo che sia com­pren­si­bile [*]: “Noso­tros hemos buscado per­ma­nen­te­mente otras rutas. Siem­pre uti­li­zando de manera inten­siva tec­no­lo­gía de diseño pro­pio, creando pro­duc­tos inno­va­do­res que fue­sen abriendo bre­cha en un océano de incer­ti­dum­bres. Así nació soitu y todos sus her­ma­nos. El Selec­tor de noti­cias, los wid­gets, las her­ra­mien­tas para hacer grá­fi­cos o selec­cio­nar tags de manera auto­má­tica y, por último, utoi.es. Ape­nas con unas sema­nas de vida, utoi es nue­stra manera de inter­pre­tar las redes socia­les con enfo­que perio­dí­stico. Esta­mos con­ven­ci­dos de que una parte impor­tante del futuro de nue­stro ofi­cio está en la con­ver­sa­ción con los lec­to­res y utoi es nue­stra vía de pro­fun­di­za­ción en ese terreno”

Appa­ren­te­mente, dun­que, tutto corretto.

Sono tre gli inse­gna­menti che que­sta vicenda può appor­tare al dibat­tito attuale sul futuro delle noti­zie e del gior­na­li­smo, in sintesi:

  • La tec­no­lo­gia è impor­tante ma non è tutto, è solo un mezzo.
  • La con­ver­genza edi­to­riale è un obiet­tivo impre­scin­di­bile carta e on line [par­lando di quo­ti­diani] si sosten­gono reci­pro­ca­mente lavo­rare solo su un ver­sante porta al fal­li­mento come già il caso del Seat­tle Post Intel­li­gen­cer aveva dimostrato
  • I quo­ti­diani gene­ra­li­sti ven­gono sop­pian­tati, soprat­tutto se on line, dagli aggre­ga­tori. Il futuro è nella specializzazione.

cerrado lock

[*] Se pro­prio avete biso­gno della tra­du­zione del pas­sag­gio, “chie­dete e vi sarà dato”. Qui una nar­ra­zione da una diversa pro­spet­tiva del fatto.

Pubblicato il 28 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Giornalismi drogati

Il quo­ti­diano sta­tu­ni­tense “Den­ver West­word News” ha pub­bli­cato recen­te­mente l’annuncio di ricerca di un cri­tico, un gior­na­li­sta, che si occupi di recen­sire i diversi negozi che ven­dono mari­juana valu­tando i distinti pro­dotti offerti.

Il gior­na­li­sta dovrà occu­parsi in maniera spe­ci­fica di visi­tare i nume­rosi negozi dove si vende la can­na­bis e tutti gli “acces­sori” con­nessi al suo con­sumo per ana­liz­zarne la qua­lità ed il livello di ser­vi­zio offerto dai “Gan­ja­pre­neurs” nei nume­rosi eser­cizi com­mer­ciali esistenti.

Giornalismi Drogati

Secondo quanto ripor­tato, sin ora, 120 per­sone hanno rispo­sto all’annuncio per diven­tare il respon­sa­bile della rubrica set­ti­ma­nale del pre­ci­tato quo­ti­diano dal, sug­ge­stivo, titolo “Mile Highs and Lows”.

Nel momento in cui negli Stati Uniti ferve il dibat­tito rela­ti­va­mente all’opportunità di abo­lire com­ple­ta­mente il con­sumo di que­sto tipo di droga, si resta in dub­bio se si tratti di una stra­te­gia di mar­ke­ting sulla fal­sa­riga della bril­lante ope­ra­zione [in ter­mini di risul­tati] con­dotta quest’estate per il miglior lavoro del mondo o meno.

Insomma, gior­na­li­sti con­ta­mi­nati o con­ta­mi­nanti?

Pubblicato il 27 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Twitter: 15 x 17

Jay Rosen, min­d­ca­ster e pro­fes­sore di gior­na­li­smo, segnala quelli che sono a suo avviso i top 15 da seguire su Twit­ter per chi si inte­ressa, o è comun­que coin­volto a vario titolo, al gior­na­li­smo ed al mondo dei media:

“If you’re among the 5 per cent of users who have ‘lists’ tur­ned on, here’s my list of the top 15 jour­na­lism and new media lin­kers: @lavrusik, @journalismnews, @paulbradshaw, @ksablan, @romenesko, @cressman, @jeffsonderman, @macloo, @mediatwit, @dangillmor, @GregMitch, @BenLaMothe, @stevebuttry, @mathewi, @NiemanLab - Jay Rosen.”

Restando sem­pre nel mondo dei 140 carat­teri, credo valga asso­lu­ta­mente il tempo inve­stito una let­tura di 17 modi per visua­liz­zare l’universo di Twit­ter, sud­di­visi a loro volta in quat­tro cate­go­rie: net­work dia­grams, maps, ana­ly­tics, and abstract.

Confusion vs Information

Qua­lun­que sia la fonte o la moda­lità di rap­pre­sen­ta­zione l’importante ovvia­mente è riu­scire a dare un senso alle parole.

Pubblicato il 26 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Giornalismi & Gnu Media

Fumetti e gio­chi sono mezzi di comu­ni­ca­zione di grande effi­ca­cia ampia­mente sot­to­va­lu­tati nel nostro paese.

Per quanto riguarda il pano­rama edi­to­riale in senso stretto sono dav­vero rari gli esempi, che soli­ta­mente si limi­tano a pub­bli­ca­zioni di nic­chia, di pro­dotti che ven­gono rea­liz­zati in quest’area.

Troppo spesso ci si sof­ferma sul mezzo e non si ana­lizza il mes­sag­gio, molto spesso man­cano le com­pe­tenze tec­ni­che e/o cul­tu­rali per com­pren­dere e dif­fon­dere il mes­sag­gio che il fumetto propone.

Come è stato cor­ret­ta­mente rile­vato, in Ita­lia i fumetti sono rite­nuti una let­te­ra­tura per ragazzi [nel genere avven­tu­roso] o per adulti [nel porno]. Il fumetto d’arte è impor­tato dall’estero, dai fumet­ti­sti ame­ri­cani soprat­tutto e quello d’attualità, ricco di con­te­nuti umo­ri­stici, poli­tici o cul­tu­rale, come in altre nazioni, non c’è.

Un raro esem­pio di caso di suc­cesso è rap­pre­sen­tato da Joe Sacco, pre­sente in Ita­lia al recente Festi­val Inter­na­zio­nale di Fer­rara al dibat­tito sul Gra­phic jour­na­lism coor­di­nato da Luca Sofri, “gior­na­li­sta a fumetti” che a breve pub­bli­cherà l’ultimo suo lavoro.

Da due mesi di “full immer­sion” dell’autore in Pale­stina nasce Foot­no­tes in Gaza esem­plare rea­liz­za­zione di gior­na­li­smo inve­sti­ga­tivo a fumetti.

Nell’inter­vi­sta rila­sciata a “El Pais”, l’autore ne anti­cipa i con­te­nuti affer­mando tra l’altro che: “I fumetti hanno una forza che non pos­siede nes­suna altra forma di gior­na­li­smo. Le imma­gini ripe­tute met­tono a fuoco la realtà in maniera più lenta, a volte silen­ziosa, tal­volta con degli assaggi che lavo­rano nella mente del let­tore per­met­ten­do­gli di sce­gliere il ritmo narrativo”.

The screening

Il fumetto come medium di cul­tura impe­gnata e di nar­ra­zione moderna dell’attualità sfugge all’assetto edi­to­riale ita­liano, che ha col­ti­vato nel tempo un faci­li­ta­tore di let­tura desti­nato a gente di bocca buona. La stessa sto­ria delle ori­gini evi­den­zia la con­ti­guità con il foto­ro­manzo, quando la tele­vi­sione non c’era e il film popo­lare anti­ci­pava i for­mati stile Maria De Filippi.

Prima di par­lare — e stra­par­lare — di “gnu media” si prega, gen­til­mente, di [ri]considerare i pro­dotti esi­stenti sin ora mal uti­liz­zati. Una part­ner­ship tra vec­chi e nuovi media non solo è auspi­ca­bile ma anche pos­si­bile; voglio imma­gi­nare che anche que­sta ipo­tesi di lavoro fac­cia parte della fase di “rico­stru­zione” che ci dovrebbe con­sen­tire di reim­pos­ses­sarci della “prospettiva”.

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