Posted on 30 ottobre 2009 by

Media ed Innovazione

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E’ appa­ren­te­mente para­dos­sale che in un periodo quale quello attuale, in cui gli spunti e le pos­si­bi­lità offerte al gior­na­li­smo non sono forse mai stati così nume­rosi, si fati­chi a tro­vare delle solu­zioni con­di­vise e con­di­vi­si­bili sul futuro dei media ed in par­ti­co­lare, per quanto di mio spe­ci­fico inte­resse, su quale sarà il destino della carta stam­pata. Emble­ma­tico di que­sta situa­zione di fre­ne­sia e nevrosi l’HuffPost di ieri che chiede ai suoi let­tori di votare per deter­mi­nare chi sia “The ulti­mate game chan­ger in media”.

Mi sem­bra asso­lu­ta­mente con­di­vi­si­bile rile­vare come la com­ples­sità del pro­blema e la rela­tiva solu­zione risie­dano fon­da­men­tal­mente sui modelli orga­niz­za­tivi ed indu­striali e nei risvolti poli­tici dell’editoria tra­di­zio­nale come ricorda al ter­mine di un’ inte­res­san­tis­simo arti­colo Alberto D’ Ottavi.

Una acce­le­ra­zione all’innovazione, almeno in ter­mini di faci­li­ta­tore stru­men­tale , potrebbe venire da Mana­ging News, la cui ultima ver­sione, aggior­nata al 21 otto­bre scorso, con­sente di creare con sem­pli­cità ed effi­ca­cia al tempo stesso aggre­ga­zioni e con­ver­sa­zioni. La Knight Foun­da­tion for­ni­sce più di cin­quanta esempi di come que­sta solu­zione, sca­ri­cata da oltre mille utenti nei primi cin­que giorni dal momento in cui è stata resa dispo­ni­bile, possa essere uti­liz­zata.

Anche nel nostro paese si smuo­vono le acque e nascono ini­zia­tive che sicu­ra­mente trac­ciano la linea dell’orizzonte. Tra tutte quelle neo­nate e nascenti, di par­ti­co­lare inte­resse, a mio avviso, quella pro­mossa dal duo Gra­nieriMai­strello che nelle inten­zioni va oltre la fun­zione di sem­plice aggre­ga­zione di con­te­nuti rivol­gen­dosi ad una fascia ampia di inter­nauti con l’obiettivo di for­nire loro ser­vi­zio in ter­mini di sele­zione e sem­pli­fi­ca­zione. Ini­zia­tiva alla quale spero di poter for­nire il mio con­tri­buto da giornalaio.

innovation

Vale la pena di ricor­darsi, infine, come è stato sot­to­li­neato da Luca De Biase, che nel mondo dell’innovazione c’è solo un difetto peg­giore che essere troppo in ritardo: essere troppo in anticipo.

L’innovazione non è una linea retta. Oscilla, rim­balza, sbanda e tra­balla” — John Nai­sbitt

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