luglio 2009

Pubblicato il 20 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

Business Models

Come sem­bra sug­ge­rire Steve Rubel può darsi che Chris Ander­son abbia ragione, ma forse no; quan­to­meno non mi pare che ne siano state valu­tate cor­ret­ta­mente le impli­ca­zioni.

Update: “L’ eco­no­mia della scar­sità torna a chie­dere il conto a quella dell’abbondanza, il mondo del busi­ness [ma anche quello gior­na­li­stico] non sem­bra nella con­di­zione ideale per cre­dere a chi vuole con­vin­cerli a rega­lare qual­cosa. Anche se si chiama Ander­son ed è il miglior impac­chet­ta­tore di idee in cir­co­la­zione, e anche se «Free» resta un pacco ben con­fe­zio­nato. Per una volta il geniale ven­di­tore potrebbe avere scelto il momento sba­gliato per piaz­zare il suo prodotto”.

skeptics

Ndr: Spero venga apprez­zata la sin­tesi del pen­siero espresso in linea con i canoni ed i requi­siti del twitter-giornalismo. Fatemi sapere.

Pubblicato il 20 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

Marketing alla griglia

In maniera asso­lu­ta­mente casuale e con spi­rito gio­coso e di con­di­vi­sione un gruppo di amici [vec­chi e nuovi] tra i quali il sot­to­scritto avrebbe deciso di dar vita ad un incon­tro asso­lu­ta­mente informale.

Se vole­ste par­te­ci­pare sarà un pia­cere cono­scerci de visu.

In tal caso, per motivi orga­niz­za­tivi, vi pre­ghe­rei entro mar­tedì 21 di con­fer­mare la vostra gra­dita pre­senza a Pier­luca San­toro via FF o pier­lu­ca­san­toro at gmail.com

Marketing alla Griglia

Mar­ke­ting Alla Gri­glia 2009 ~ dome­nica 26 luglio dalle 11 AM fino a quando volete ~ Pro­gramma: pranzo con divi­sione costi varia­bili; birra, vino ed analcolici/acqua offerte dal padrone di casa. Pome­rig­gio, discus­sioni a bordo piscina: por­tate pure costumi, bam­bini, mariti/mogli, cani. A 3 Km dall’uscita FE Nord [mappa for­nita in seguito a chi con­ferma la pro­pria presenza].

Casaglia Pool Nearer

Pubblicato il 17 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

Editorial Games

Se sabato scorso non avete acqui­stato “Il Mani­fe­sto” ed il rela­tivo sup­ple­mento, ancora una volta [scu­sate la fran­chezza], avete fatto male *.

Oltre all’arti­colo già segna­lato di Raf­faele Mastro­lo­nardo, di altret­tanto inte­resse è l’articolo di Nicola Bruno “Gio­cando con le noti­zie”pub­bli­cato, appunto, su Chips&Salsa/Il Mani­fe­sto dell’11 luglio 2009 .

Si apre dun­que un altro filone nell’ambito dei serious games e dei gio­chi come mezzi di comu­ni­ca­zione, gli edi­to­rial games.

Nume­rosi e tutti inte­res­santi gli esempi ripor­tati da Nicola Bruno nell’arti­colo da alcuni già noti e datati, almeno per chi è inte­res­sato e coin­volto rela­ti­va­mente al tema gene­rale, ad altri di più recente rea­liz­za­zione.

Che i gio­chi siano un media che oltre ad intrat­te­nere comu­nica non è certo una novità, ma è inte­res­sante, a mio avviso, rile­vare come a livello inter­na­zio­nale ci si stia foca­liz­zando in maniera spe­ci­fica sul gioco in chiave edi­to­riale.

Un vero e pro­prio mezzo per non solo rac­con­tare ma per coin­vol­gere e far vivere le notizie.

Attual­mente il punto di rife­ri­mento è rap­pre­sen­tato da Play the News che ha oltre un cen­ti­naio di titoli in archi­vio sud­di­visi per sezioni diverse tutte legate a temi di attualità.

Rispetto al tema gene­rale del futuro delle noti­zie e dello svi­luppo futu­ri­bile dei mezzi di comu­ni­ca­zione, mi pare che gli edi­to­rial games pos­sano effet­ti­va­mente con­tare su nume­rosi van­taggi, tra i quali sia la pos­si­bi­lità di coin­vol­gere effet­ti­va­mente la gene­ra­zione dei young digi­tal native, che di poter con­tare sul poten­ziale sup­porto in fase di svi­luppo di un’industria quale quella dei video­ga­mes che con­ti­nua cre­scere nelle ven­dite e macina utili con­tra­ria­mente al sistema editoriale.

Sono pro­po­ste futu­ri­bili che per­so­nal­mente mi appa­iono molto più sen­sate dell’obsolescenza legata ad ini­zia­tive quali “il quo­ti­diano in classe” e alla vel­lei­ta­ria tec­no­lo­gia dei kindle ai quali, vana­mente, alcuni edi­tori cer­cano di aggrap­parsi forse più per dispe­ra­zione che per convinzione.

Non man­cherò di seguire con atten­zione il tema e di tenervi aggior­nati al riguardo. Potete contarci.

Play the news

* Potete rime­diare que­sto sabato soste­nendo così gior­na­li­smo di qua­lità e miseri gior­na­lai ed avere in que­sto modo il pia­cere di maneg­giare, tra l’altro, solu­zioni gra­fi­che che a mio parere non sono para­go­na­bili a quelle del web. IMHO.

Pubblicato il 17 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

Integrazioni e Aggiornamenti

Da ieri The New York Times è pre­sente su Frien­d­Feed.  Se volete iscri­vervi e seguire attra­verso que­sto canale il quo­ti­diano ora è possibile.

Per­so­nal­mente mi sento molto più a mio agio con Frien­d­Feed di quanto avvenga con Twit­ter e lo uso con sem­pre mag­gior fre­quenza per lo scam­bio di opi­nioni o solo di infor­ma­zioni. C’è anche chi lo uti­lizza per son­daggi d’opinione; ma se non avete la stessa auto­re­vo­lezza evi­tate, fal­li­re­ste mise­ra­mente, garantisco.

 Change

Rela­ti­va­mente all’arti­colo pub­bli­cato in que­sti spazi un paio di giorni fa,  con­sul­tando il blog redatto da Marco Bar­dazzi apprendo che c’è che mette in dub­bio meto­do­lo­gia e con­clu­sioni dello stu­dio. Mi sem­brava giu­sto dir­velo per com­ple­tezza di informazione.

Pubblicato il 16 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

New born magazine digital initiatives

MPA [Maga­zine Publi­shers of Ame­rica] , asso­cia­zione sta­tu­ni­tense degli edi­tori di perio­dici, segnala dal 2005 tutte le ini­zia­tive digi­tali rea­liz­zate dai pro­pri asso­ciati sud­di­vise per rivi­sta – edi­tore e tipo­lo­gia di pro­getto realizzato.

Il 2009 è aggior­nato al 30 di giu­gno ed è credo dove­roso darci un’occhiata per ren­dersi conto di quali siano i movi­menti ed i pro­getti rea­liz­zati da edi­tori tra­di­zio­nali nell’ambiente digi­tale. Dal 05 gen­naio alla data dell’ultimo aggior­na­mento ven­gono evi­den­ziate oltre 150 ini­zia­tive realizzate.

Tra le più recenti mi sem­brano di par­ti­co­lare inte­resse, e dun­que meri­te­voli di segna­la­zione spe­ci­fica, quelle rela­tive a Marie Claire e The Eco­no­mist. Mi pare che entrambe vadano nella dire­zione giu­sta coin­vol­gendo cor­ret­ta­mente i pub­blici di rife­ri­mento, richie­dendo i loro con­tri­buti, i loro riscon­tri e, soprat­tutto, gesten­doli adeguatamente.

Una volta visua­liz­zate le ini­zia­tive e veri­fi­cate quelle mag­gior­mente ade­renti ai vostri inte­ressi, dimen­ti­ca­tevi tutto e seguite con atten­zione un dician­no­venne olan­dese che pare stia impar­tendo a tutti gli edi­tori tra­di­zio­nali una lezione sul tema.

new born davide gazzotti

Pubblicato il 15 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

Il futuro delle notizie

Quello che sarà il futuro del gior­na­li­smo e delle noti­zie ini­zia a deli­nearsi con suf­fi­ciente pre­ci­sione per quanto riguarda il medio periodo [pros­simi 3 – 5 anni] ed una ottima sin­tesi dello stato dell’arte viene effet­tuata dall’ottimo Raf­faele Mastro­lo­nardo su “Alias” dell’11 luglio.

In Solo un dato ci può sal­vare, Mastro­lo­nardo rias­sume le nuove fron­tiere del gior­na­li­smo [e dei gior­nali] indi­cando alcuni esempi pio­nie­ri­stici ed argo­men­tando che il rilan­cio dei gior­nali passa dalla capa­cità di impie­gare le nuove tec­no­lo­gie per aiu­tare il let­tore a dare un senso al dilu­vio di dati che lo inonda; per con­clu­dere come, appunto, la sal­vezza del gior­na­li­smo passi ine­vi­ta­bil­mente dalla capa­cità di dare un senso ai dati.

Senso ai dati che, per inciso, pare sfug­gire ad altri pro­fes­sio­ni­sti dell’informazione che dall’ana­lisi dei suc­cessi di Eco­no­mist e Bilds sem­brano trarre solo con­clu­sioni rela­tive a sti­pendi d’oro e ad atti­vità di lobby con­tro la tele­vi­sione commerciale.

For­tu­na­ta­mente ad ele­vare nuo­va­mente le sorti ed il livello del dibat­tito in corso sul tema pensa Ste­ven Ber­lin John­son con la pub­bli­ca­zione di una sua recente speech all’ Inte­rac­tive Festi­val di Austin [USA].

Old Gro­wth Media and The Future of News , si arti­cola su quat­tro assi por­tanti tutti da leg­gere o ascol­tare secondo le preferenze.

Nelle con­clu­sioni John­son rende dispo­ni­bile il sot­to­stante gra­fico di sin­tesi dell’ecosistema delle noti­zie e dei gior­nali pro­du­cendo, a mio avviso, un’ottima rap­pre­sen­ta­zione di quello che è il futuro dell’editoria.

Old Growth Media & the future of News

Il modello pro­po­sto non è alter­na­tivo bensì com­ple­men­tare, inte­grando l’attuale e migliorandolo.

Come afferma il John­son stesso, cer­ta­mente non sarà un sistema per­fetto [ma ne esi­stono poi dav­vero?] ma rap­pre­senta indub­bia­mente un impor­tante miglio­ra­mento rispetto al para­digma sul quale si è basata l’editoria sin ora.

The emer­ging news eco­sy­stem is already around us, and already doing won­der­ful things. Most of us in this room, I suspect, are already living in the old-growth forests now. It’s up to us to remind eve­ryone else how pro­mi­sing those eco­sy­stems really are — or, even bet­ter, to help them live up to that pro­mise.

Per­so­nal­mente, tra i tanti, ci provo tutti i giorni dalla [ri]apertura di que­sto spa­zio di discus­sione su inter­net ad oggi.

Pubblicato il 14 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

Meme-tracking and the Dynamics of the News Cycle

Un gruppo di tre ricer­ca­tori delle uni­ver­sità sta­tu­ni­tensi di Stan­ford e Cor­nell ha stu­diato il ciclo delle noti­zie ana­liz­zando 1.6 milioni di siti web e blog. Com­ples­si­va­mente sono stati ana­liz­zati 90 milioni di arti­coli di gior­nali on line e post di blog tra ago­sto ed otto­bre del 2008.

I dati emer­genti dall’ana­lisi evi­den­ziano come in gene­rale vi sia un gap medio di due ore e mezza tra quando la noti­zia viene ripor­tata all’interno dei siti dei main­stream media e quando i blog ini­ziano a ripren­derla ed a commentarla.

Com­ples­si­va­mente dun­que i blog­ger sareb­bero dei fol­lo­wer sia in ter­mini di tem­pi­fica di dif­fu­sione della noti­zia che evi­den­te­mente a livello di agenda set­ting di quello che è noti­zia. E’ un aspetto que­sto che non sor­prende e che è stato recen­te­mente con­fer­mato, anche se da una pro­spet­tiva e con meto­do­lo­gia diversa, in Ita­lia.

Mainstream Media vs Blog

Secondo lo stu­dio solo nel 5% dei casi le noti­zie si dif­fondo prima attra­verso i blog per poi essere riprese dai mass media su inter­net. Que­sta per­cen­tuale sep­pur minima indica una poten­ziale evo­lu­zione del ciclo delle notizie.

Lo stu­dio [ri]apre la porta alla pos­si­bi­lità di uti­liz­zare metri­che e stru­menti di ana­lisi web based come “labo­ra­tori socio­lo­gici” di pri­ma­ria impor­tanza. Attra­verso il “meme-traking”, infatti, potrebbe essere pos­si­bile, ad esem­pio, moni­to­rare come par­ti­co­lari argo­menti si svi­lup­pano tra gruppi e fazioni poli­ti­che opposte.

Lo svi­luppo futuro del modello uti­liz­zato dai ricer­ca­tori potrebbe indi­care i modelli di distri­bu­zione delle noti­zie non solo in ter­mini di tem­pi­stica ma anche dei net­work che le distri­bui­scono. Reti di infor­ma­zione quali Twit­ter e Frien­d­Feed sono gli esempi emer­genti di net­work di scam­bio e dif­fu­sione delle noti­zie infor­mali ma estre­ma­mente influenti.

Si segnala, infine, che il team di ricer­ca­tori che ha svolto lo stu­dio ha pub­bli­cato alcuni dei dati rac­colti ren­dendo la pre­sen­ta­zione degli stessi inte­rat­tiva; molto sce­no­gra­fica ed interessante.

influence-graf

Pubblicato il 14 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

Oggi sciopero contro il DDL Alfano

La logica di rete induce una deter­mi­na­zione sociale di livello supe­riore rispetto a quello degli inte­ressi sociali spe­ci­fici espressi nelle reti; il potere dei  flussi afferma la sua prio­rità sui flussi del potere” — Manuel Castells

Diritto alla Rete

Pubblicato il 13 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

The [Un]Printed Blog

Ad ini­zio di quest’anno era stato lan­ciato un set­ti­ma­nale gra­tuito basato sull’aggregazione di con­te­nuti dai blog.

L’iniziativa aveva destato inte­resse e curio­sità da parte dei media e degli addetti ai lavori, sia per la volontà di com­piere il per­corso inverso rispetto a quello che pare essere la ten­denza gene­rale che per il modello di busi­ness che si fon­dava sulla rac­colta di pub­bli­cità locale per ripar­tire poi i pro­venti con i 300 blog­ger autori degli arti­coli pub­bli­cati. Il set­ti­ma­nale, nato con l’ambizione di essere rea­liz­zato in ben 50 distinte edi­zioni, nella realtà si era già ridi­men­sio­nato e veniva distri­buito nelle sta­zioni del tra­sporto pub­blico di Chi­cago e San Francisco.

Dal 27 Gen­naio 2009 ad oggi sono stati rea­liz­zati 16 numeri di The Prin­ted Blog, distri­buite 80mila copie su carta e ne sono state sca­ri­cate altre 100mila da internet.

E’ del 07 Luglio l’annuncio del fon­da­tore che ne comu­nica la chiu­sura per pro­blemi economici.

The Printed Blog

Nell’arti­colo di com­miato dai let­tori Josh Karp rac­conta le lezioni che ritiene di aver impa­rato da que­sta – fal­li­men­tare – esperienza:

1) If you have a com­pel­ling vision for the future (not neces­sa­rily for a busi­ness), you can get incre­di­bly talen­ted peo­ple to work for free. Post an ad on Craig­slist. It’s far easier to sell a vision of the future, than the rea­lity of the present.

2) If you have a good idea, don’t let your­self get pul­led away from it: Stay focu­sed! This was pro­ba­bly the big­gest sin­gle les­son that I lear­ned too late, and if I had rea­li­zed it, we may not be shut­ting down.

3) Don’t write a long busi­ness plan. Write a good sum­mary, have a good pre­sen­ta­tion, and have a good reve­nue / busi­ness model.

4) If you think you can get reve­nue, do it.

5) If you’re loo­king for money from a ven­ture capi­ta­list, make sure you have a ven­ture capi­ta­list DEAL

6)Finally, the most impor­tant thing you have is time. Make sure you spend it on the right things every day. What are the right things? You’ll know soon enough if you’re not spen­ding your time on them.

Rifles­sioni appa­ren­te­mente scon­tate che troppo spesso ven­gono [dis]perse nel cam­mino di una impresa,editoriale e non. Spe­riamo che le espe­rienze di altri pos­sano ser­vire d’insegnamento.

Ah! Pare che ora Josh Karp abbia a new dream, que­sta volta a paga­mento.

Pubblicato il 10 luglio 2009 by Pier Luca Santoro

Media, Advertising and Trust

Esat­ta­mente una set­ti­mana fa abbiamo pub­bli­cato i risul­tati di una ricerca effet­tuata da Har­ris Inte­rac­tive , in col­la­bo­ra­zione con Adweek Media, rela­ti­va­mente ai livelli di influenza della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria a seconda del media.

L’articolo pub­bli­cato, come sem­pre più spesso avviene, ha susci­tato un con­fronto su Frien­d­Feed in cui sono state espresse riserve e citati studi che affer­me­reb­bero il con­tra­rio di quanto si evidenziava.

Abbiamo cer­cato di affron­tare il discorso anche da una ango­la­zione diversa ad ini­zio di que­sta set­ti­mana sin­te­tiz­zando e, come sem­pre, for­nendo la per­so­nale inter­pre­ta­zione dei risul­tati di uno stu­dio del Reu­ters Insti­tute for the Study of Jour­na­lism che ha inve­sti­gato in pro­fon­dità la fidu­cia nelle noti­zie e nei media.

Pro­viamo oggi a chiu­dere tem­po­ra­nea­mente il cer­chio gra­zie alla recen­tis­sima pub­bli­ca­zione da parte di Niel­sen dei risul­tati del Glo­bal Online Con­su­mer Survey.

La ricerca perio­di­ca­mente rac­co­glie ed ana­lizza l’opinione di ben 25mila inter­nauti di 50 nazioni diverse [Ita­lia com­presa] ren­dendo così pos­si­bile anche il raf­fronto rispetto alle edi­zioni precedenti.

Com­ples­si­va­mente ven­gono con­fer­mate le prime impres­sioni di Mar­cello non­ché i risul­tati della pre­ci­tata ricerca.

Come emerge dal gra­fico di sin­tesi dei risul­tati sot­to­stante, tra i media tra­di­zio­nali si con­ferma ancora una volta la tele­vi­sione star del sistema di comu­ni­ca­zione promo-pubblicitaria. Abbiamo, inol­tre, la con­ferma della inef­fi­ca­cia dei ban­ner su internet.

% completamente + abbastanza fiduciosi
% com­ple­ta­mente + abba­stanza fiduciosi

Come ipo­tiz­zavo è pri­ma­rio il ruolo del pas­sa­pa­rola sia on line che nella vita e nei con­tatti quo­ti­diani del con­te­sto sociale di appar­te­nenza. Mi pare asso­lu­ta­mente inte­res­sante evi­den­ziare l’importanza del ruolo delle PR che otten­gono uno score del 69% al di sopra di tutte le altre forme di comu­ni­ca­zione promo-.pubblicitaria.

I gior­nali? Pur man­te­nendo un livello di fidu­cia e cre­di­bi­lità digni­toso, ponen­dosi appena dopo la tele­vi­sione, hanno un trend nega­tivo rispetto all’indagine pre­ce­dente. Anche per quanto riguarda inter­net c’è ancora molto lavoro che deve essere fatto.

TRUST_chart

Per quanto riguarda in maniera più spe­ci­fica i risul­tati rela­tivi all’Italia, i con­si­gli di per­sone che si cono­scono otten­gono l’85% di livello di fidu­cia, men­tre quelli pub­bli­cati on line si atte­stano all’ 80% . Risulta dun­que evi­dente, da un lato la rile­vanza dei con­su­mer gene­ra­ted media e, dall’altro la sem­pre più pres­sante neces­sità per media e pub­bli­ci­tari di costruire rela­zioni sociali [in anti­tesi ad esclu­si­va­mente com­mer­ciali] fidu­cia­rie e per­ciò durature.

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