Posted on 21 luglio 2009 by

I giornali, i blog e lo slacktivism

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Per­so­nal­mente non mi sono mai rico­no­sciuto nell’etichetta di “blog­ger”, forse anche per que­sto nel tempo mi sono osti­nato a par­lare di arti­coli invece che di post, poi­ché nutro una natu­rale avver­sità alle eti­chet­ta­ture ed alle gene­ra­liz­za­zioni non­ché per la totale con­di­vi­sione di quanto affer­mato di recente da Nicola Bruno che ricorda: “il blog è solo una tec­no­lo­gia abi­li­tante, così come lo è lo scri­vere a penna su carta, il gui­dare la mac­china”.

Spiace e sor­prende dover con­sta­tare che Giu­seppe Turani sem­bri cadere anche lui nella trap­pola della gene­ra­liz­za­zione. Su “Affari & Finanza” di ieri, infatti il suo arti­colo lo scio­pero è un vec­chio stru­mento con i blog­ger non fun­ziona afferma: “Mar­tedì scorso gior­nata nazio­nale di scio­pero dei blog­ger. Per la verità, nes­suno si è accorto dell’evento. Com­presi gli stessi blog­ger che, salvo qual­che ecce­zione, hanno con­ti­nuato a riem­pire Face­book e siti con­si­mili con i loro pen­sie­rini, le loro osser­va­zioni e i link a cose più serie. Que­sto può sem­brare un male, ma forse non lo è. Si con­ferma, infatti, che i blog­ger vivono in un mondo vir­tuale, e che per loro non val­gono i vec­chi stru­menti “ter­re­stri” (come lo scio­pero). Forse, devono solo con­ti­nuare a scri­vere e a scam­biarsi le loro opi­nioni”.

giornali galleggiano

Il sot­to­scritto in occa­sione dello scio­pero ha con­ti­nuato a scri­vere sce­gliendo, non casual­mente, per quel giorno la dina­mica di dif­fu­sione delle noti­zie nella rela­zione tra main­stream media e blog. Rap­porto che, piac­cia o meno, rap­pre­senta indub­bia­mente una delle evo­lu­zioni del gior­na­li­smo non­ché una com­po­nente da non sot­to­va­lu­tare del futuro delle noti­zie.

Il pater­na­li­smo di Turani non con­tri­bui­sce cer­ta­mente a supe­rare osta­coli e bar­riere che si sono create nel tempo e che devono essere rimosse per guar­dare avanti. Dimen­ti­care che oltre allo slack­ti­vism sono gli stessi media su cui egli scrive a non aver dato risalto alla mobi­li­ta­zione citata, che peral­tro soste­neva anche le ragioni di gior­nali e gior­na­li­sti, non aiuta il neces­sa­rio pro­cesso di con­ver­genza.

La logica dei mass media con­ti­nua ad essere pre­va­len­te­mente carat­te­riz­zata dallo sfrut­ta­mento e dall’unidirezionalità.

Non pos­siamo che con­sta­tare ed anno­tare. Prego.

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