maggio 2009

Pubblicato il 18 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Trasformare un problema in opportunità

Le edi­cole tra­boc­cano di ogni tipo e genere di maroc­chi­ne­rie con­trab­ban­date per pub­bli­ca­zioni edi­to­riali e gli edi­tori incerti tra kindle one & kindle two con­ti­nuano [nes­suno escluso] a pro­porre col­le­zio­na­bili di ogni genere e sorta.

Tutto que­sto genera per il canale edi­cole dif­fi­coltà gestio­nali, logi­sti­che e, soprat­tutto, ne svi­li­sce l’immagine; il più grave degli effetti col­la­te­rali.

E’ in que­sto pano­rama che arriva in edi­cola “Fin­derGuida agli alle­gati, il tuo motore di ricerca per l’edicola”. 64 pagine al prezzo di coper­tina di 1 € inte­ra­mente dedi­cate alla recen­sione e cata­lo­ga­zione dei col­le­zio­na­bili sud­di­visi in 4 cate­go­rie prin­ci­pali: video, audio, com­pu­ter e curiosità.

E’ ovvia­mente in quest’ultima cate­go­ria che tro­viamo il meglio con, tra gli altri, il corso in fasci­coli edito dalla De Ago­stini per diven­tare un’ esperto di meteo.

Insomma chi pub­blica que­sta rivi­sta [chia­marli edi­tori sarebbe dav­vero irri­spet­toso per quelli veri] ha appli­cato il manuale ed ha tra­sfor­mato un pro­blema in un’opportunità rivol­gen­dosi sia ai let­tori che agli edi­tori per vei­co­lare la pro­pria proposta

Occhio

Solo un’ultima nota in con­clu­sione, sfo­gliando la rivi­sta ci si rende conto che man­cano all’appello molte “pub­bli­ca­zioni” che arri­vano in edi­cola e che ren­de­reb­bero il numero di pagine di Fin­der ancora più cor­poso che infatti in chiu­sura – minac­cio­sa­mente – dando appun­ta­mento al mese/numero pros­simo con­clude: “Un altro mese, sem­pre nuovi con­si­gli. Men­tre le edi­cole si pre­pa­rano alla grande inva­sione estiva.….….……” . Già, avevo rimosso quel che suc­cede con i col­le­zio­na­bili tra luglio ed ago­sto, sigh!

Pubblicato il 16 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Focus sulla comunicazione al trade

Il canale edi­cole, forse più di altri canali di ven­dita mag­gior­mente “evo­luti”, è pieno di casi di cat­tiva [in ter­mini di qua­lità] comu­ni­ca­zione. Alcune esem­pli­fi­ca­zioni sono già state citate in que­sti spazi ed ahimè sono certo che altri seguiranno.

Quando dun­que si rie­scono a repe­rire casi posi­tivi è un pia­cere poterne par­lare, anche, nella spe­ranza che pos­sano essere presi ad esem­pio da altri com­parti mar­ke­ting — lad­dove esi­stenti, obviou­sly – per le loro future proposte.

E’ il caso della comu­ni­ca­zione che arriva diretta sia al gior­na­laio che all’esposizione sul punto ven­dita rea­liz­zata da Focus in tutte le sue varianti di proposta.

Ignoro se vi sia sem­pre la stessa mano o se l’opera sia da parte di più di un pro­duct mana­ger ma in ogni caso, in un pano­rama deso­lante, spicca per qua­lità complessiva.

Posi­tiva è’ l’idea di for­nire una sin­tesi degli argo­menti che la rivi­sta tratta affin­ché l’edicolante non appaia smar­rito din­nanzi ad even­tuali richie­ste del cliente.

Intel­li­gente è la pos­si­bi­lità di uti­liz­zare la [stessa] locan­dina nel for­mato pre­fe­rito – o più con­sono alle carat­te­ri­sti­che del punto ven­dita – sce­gliendo tra poster clas­sico [circa 70 X 30] ed il mezzo poster; spero di essermi spiegato.

Dimo­stra­zione di cura ed atten­zione è l’impiego dei mate­riali con carta di ade­guata gram­ma­tura, pati­nata e ben stampata.

Tra i diversi tipi di Focus [“Clas­sico”, “D&R”, “Sto­ria”, “Brain Trai­ner”, “Junior”.…..etc] a mio avviso la migliore comu­ni­ca­zione rea­liz­zata è quella che viene pro­po­sta a sup­porto di “Focus Brain Trai­ner” dove ad ogni uscita si gioca con gli « eser­cizi per l’edicolante » for­nendo in realtà tre argo­men­ta­zioni a sup­porto di una buona espo­si­zione del prodotto.

Il tono gio­coso e la moda­lità intri­gante sono coin­vol­genti e posi­tivi come spero emerga dall’immagine sot­to­stante dell’ultima rice­vuta – lezione 24 -.

Al riguardo un solo disap­punto, il dispia­cere di non aver mai rice­vuto la rivi­sta  in que­stione in 18 mesi di atti­vità, un’occhiata l’avrei data volen­tieri viste le premesse.

Focus brain trainer

Pubblicato il 15 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

ANIMAls

E’ arri­vata in edi­cola que­sta set­ti­mana una nuova pub­bli­ca­zione, edita dalla Coni­glio Edi­tore, il cui titolo, ANI­MAls [si, scritto pro­prio così], abbi­nato all’immagine in coper­tina, lascia ini­zial­mente titu­banti sulla natura ed i con­te­nuti pro­po­sti dalla rivi­sta. Anche il sot­to­ti­tolo “Fumetti, sto­rie, la vita e nient’altro” aiuta poco a chia­rire quali pos­sano essere i con­te­nuti del nuovo mensile.

Quando final­mente si legge il som­ma­rio si ini­zia ad apprez­zare l’idea e la strut­tura che è stata creata per que­sto periodico.

L’idea, a mio avviso di asso­luto inte­resse, è che la scrit­tura di sole parole non sia nemica di quella illu­strata ed infatti si alter­nano rac­conti, arti­coli e fumetti.

L’approccio ini­zial­mente può essere appa­ren­te­mente dif­fi­cile ma una volta intra­presa la let­tura si viene coin­volti ed affa­sci­nati dal cam­bia­mento tra­vol­gente che carat­te­rizza la strut­tu­ra­zione della rivi­sta e dif­fi­cil­mente ci si stacca gra­zie, anche, appunto all’alternanza tra let­ture e fumetti.

Da segna­lare, infine, la crea­zione di un blog ad hoc dedi­cato alla rivi­sta e la pre­senza tra gli autori/collaboratori della rivi­sta di Anto­nio Sofi con la rubrica – anch’essa tutta da leg­gere — “Ava­tar Mundi”.

Fra tutte le por­che­rie che inon­dano quo­ti­dia­na­mente l’ edi­cola final­mente una pub­bli­ca­zione degna di que­sto nome alla quale auguro tutto il suc­cesso che si merita.

Animals

Pubblicato il 15 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

The Washington Post is on Friendfeed

The Washing­ton Post, primo tra tutti i quo­ti­diani al mondo per quanto mi risulti, da circa 12 ore ha atti­vato un pro­prio canale di comu­ni­ca­zione su Frien­d­feed.

Si intro­duce così un ulte­riore ele­mento nel senso della noti­zia.

Click on image for fur­ther details.

Update: Gra­zie alla segna­la­zione di Giu­seppe Gra­nieri si apprende che erano già appro­dati su FF due quo­ti­diani ita­liani ed uno anglosassone.

http://friendfeed.com/washingtonpost

http://friendfeed.com/washingtonpost

Pubblicato il 14 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Basi per la stratificazione della clientela

All’interno di que­sti spazi si è scelto di con­cen­trare il dibat­tito su di un tema spe­ci­fico che fon­da­men­tal­mente sin­te­tiz­ze­rei in:

L’editoria del futuro ed il futuro dei giornalai.

Per que­sto motivo provo ad entrare pro­gres­si­va­mente in pro­fon­dità negli argo­menti pro­po­sti che ruo­tano intorno alla filiera editoriale.

Il discorso intra­preso sulla stra­ti­fi­ca­zione della clien­tela ritengo sia uno dei punti car­dine da appro­fon­dire progressivamente.

Attual­mente su oltre 35mila edi­cole pre­senti sul ter­ri­to­rio sola­mente 2500 sono infor­ma­tiz­zate. Spazi ristretti, soft­ware miglio­ra­bili e, non ultimo, il digi­tal divide che con­ti­nua a pena­liz­zare l’ Ita­lia dei mille cam­pa­nili, sicu­ra­mente i motivi prin­ci­pali di que­sta arre­tra­tezza che evi­den­te­mente risulta pena­liz­zante per l’intero sistema edi­to­riale nel suo complesso.

Nono­stante que­sti ed altri limiti strut­tu­rali – sui quali è ovvia­mente neces­sa­rio inter­ve­nire – sus­si­stono aree di miglio­ra­mento pra­ti­ca­bili sin d’ora.

Per que­sto ho ripreso ed adat­tato alcune sli­des [poche] rea­liz­zate diverso tempo fa. Dia­po­si­tive basi­che, forse – se non cer­ta­mente – brutte gra­fi­ca­mente che però ritengo pos­sano costi­tuire la base minima indi­spen­sa­bile per costi­tuire un approc­cio inte­grato sul tema al quale si riferiscono.

Insomma, la spe­ci­fi­ca­zione non è mai ovvia ed è in quest’ottica che vi porgo la sot­to­stante pre­sen­ta­zione. Un primo minimo passo verso un futuro — che per altri set­tori di mer­cato è già attua­lità – verso il quale è asso­lu­ta­mente neces­sa­rio lavo­rare a tutti i livelli della filiera.

Adot­tando la “tec­nica ad imbuto” con­ti­nue­remo ad appro­fon­dire pro­gres­si­va­mente in futuro; conterei/auspicherei la vostra collavorazione*

Se cre­dete il file è libe­ra­mente sca­ri­ca­bile qui [bene­fi­ciando – gen­til­mente – di que­ste minime con­di­zioni]

Specificazioni e segmentazioni

* Non è – ancora una volta – un’errore di bat­ti­tura ma la libera tra­du­zione di coworking.

Pubblicato il 13 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Diffusione e confusione

Il sabato viene pre­stata mano d’opera gra­tuita per assem­blare quo­ti­diani ed inserti. In par­ti­co­lare un sabato al mese pra­ti­ca­mente tutti i gior­nali hanno l’inserto e quindi la pre­sta­zione d’opera gra­tuita diviene par­ti­co­lar­mente one­rosa in ter­mini di con­sumo di tempo.

Per miglio­rare la situa­zione e l’umore inter­ven­gono solu­zioni crea­tive stre­pi­tose degli edi­tori come nel caso di quella sottoriportata.

AM è una delle tante rivi­ste che vive solo della dif­fu­sione dei quo­ti­diani poi­ché in caso con­tra­rio pra­ti­ca­mente nes­suno l’acquisterebbe. Nel ten­ta­tivo – vano – di pro­porla comun­que rice­viamo la sot­to­stante comu­ni­ca­zione che pra­ti­ca­mente fa si che la rivi­sta per­manga in edi­cola, occu­pando come sem­pre spa­zio pre­zioso, per l’intero mese.

La con­fu­sione rag­giunge poi i mas­simi livelli quando si legge che la rivi­sta in abbi­na­mento al quo­ti­diano costa 0,50 € ed dal giorno suc­ces­sivo passa ad 1,00 €; i geni che hanno inven­tato que­sta mera­vi­gliosa ini­zia­tiva mi spie­ghino gen­til­mente ad un misero edi­co­lante quanto mi costa la rivi­sta e quanto recu­pe­rerò dun­que nel momento della resa.

In attesa della rispo­sta, nel dub­bio, ho reso imme­dia­ta­mente il tutto; prego.

AM Tuttosport

Pubblicato il 13 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Strategie editoriali & continuità promozionale

Il quo­ti­diano “Libero” , noto per la pub­bli­ca­zione di noti­zie che sono sem­pre farina del suo sacco, pur avendo negli ultimi mesi ral­len­tato il trend di cre­scita delle dif­fu­sioni e ven­dite, con­ferma com­ples­si­va­mente il suo suc­cesso nono­stante il pas­sag­gio ad un prezzo di coper­tina di 1,20€.

Oltre alla qua­lità dell’informazione dif­fusa uno dei motivi di suc­cesso è sicu­ra­mente nella con­ti­nuità e coe­renza della stra­te­gia pro­mo­zio­nale, infatti dopo il suc­cesso della rac­colta “Io vi parlo di me” è ora la volta – da ieri 12 mag­gio – di “Ber­lu­sconi tale e quale”.

Cha­peau!

Propaganda

PS: Del resto per l’organo uffi­ciale del par­tito monar­chico omag­giare l’imperatore è doveroso.

Pubblicato il 12 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Dell’editoria e dintorni

La mail di chia­ri­mento rice­vuta da parte di un respon­sa­bile di un’impresa che ha scelto il canale edi­cole per com­mer­cia­liz­zare i pro­pri pro­dotti è dav­vero ricca di spunti di rifles­sione circa le logi­che e le dina­mi­che della filiera edi­to­riale.

La testi­mo­nianza delle dif­fi­coltà che gli edi­tori — o comun­que di coloro che com­mer­cia­liz­zano pro­dotti all’interno del canale edi­cole — riscon­trano nel rap­porto con i distri­bu­tori locali mi è da un lato di con­forto rispetto al vis­suto quo­ti­diano e, dall’altro lato di ulte­riore pre­oc­cu­pa­zione rela­ti­va­mente all’organizzazione della filiera editoriale.

Nello scritto si evi­den­zia come di fatto non esi­sta appa­rente pos­si­bi­lità di rela­zione tra punti ven­dita ed aziende/editori; que­sto, nella mia espe­rienza, costi­tui­sce sem­pre un limite. L’importanza del con­tatto diretto tra l’impresa e i pro­pri clienti è di vitale impor­tanza per entrambi in ter­mini di scam­bio di infor­ma­zioni e di svi­luppo. I gros­si­sti — in que­sto mer­cato chia­mati distri­bu­tori locali – nor­mal­mente custo­di­scono gelo­sa­mente i dati che non pas­sano alle aziende e che per­lo­più non usano. Si crea dun­que un gap signi­fi­ca­tivo tra coloro che pro­du­cono e coloro che com­mer­cia­liz­zano con danno certo per entrambi.

Nella mia “vita pre­ce­dente” ho avuto modo/necessità di uti­liz­zare sia distri­bu­tori nazio­nali che regio­nali, per evi­tare di per­dere il con­tatto con il mer­cato, oltre agli affian­ca­menti perio­dici on the field, legavo una parte del com­penso rico­no­sciuto per ven­dita e distri­bu­zione fisica al pas­sag­gio [pre]codificato di infor­ma­zioni con cadenza men­sile. In un momento di crisi strut­tu­rale quale l’attuale che attra­versa tutta la filiera – edi­cole com­prese obviou­sly – imma­gino possa esi­stere la pos­si­bi­lità di rine­go­ziare i rap­porti tra edi­tori e distri­bu­tori inse­rendo que­sto aspetto qual’ora non con­tem­plato come sembrerebbe.

Un’ altro aspetto che emerge è la defi­ni­zione di edi­cola, cit: “ secondo la ormai con­so­li­data prassi che ha tra­sfor­mato le edi­cole in pic­coli bazar dove si trova di tutto”. E’ que­sto uno, forse il più grave, degli effetti col­la­te­rali. Su quali pos­sano essere a mio avviso gli ambiti di sviluppo/rivitalizzazione delle edi­cole mi pare di essermi espresso, spero con chia­rezza, recen­te­mente [tor­ne­remo – comun­que – a par­larne ben pre­sto inevitabilmente].

Le edi­cole si sono di fatto nel tempo despe­cia­liz­zate e, di con­se­guenza, dequa­li­fi­cate, tra­sfor­man­dosi effet­ti­va­mente in mini­ba­zar con assor­ti­menti da maroc­chi­ne­rie della più infima qualità.

L’immagine del canale – che in virtù della “parità di trat­ta­mento” ha assor­bito di tutto – è da riqua­li­fi­care ripo­si­zio­nan­dola verso l’alto con pro­dotti e ser­vizi qua­li­fi­cati.

Infine, l’ultimo [giuro] argo­mento emer­gente dagli spunti for­niti dalla pre­detta mail è rela­tivo al “conto depo­sito”. L’azienda in que­stione, secondo quanto dichia­rato:”a par­tire dai tempi “biblici” del saldo delle ven­dite (stiamo ancora aspet­tando il saldo di un pro­dotto distri­buito nello scorso novem­bre e pagato al pro­dut­tore circa 10 mesi or sono)” sarebbe ancora in attesa di rice­vere l’incasso di quanto con­se­gnato alle riven­dite da quasi un anno.

Sono asso­lu­ta­mente con­tra­rio al conto depo­sito sia in veste di com­mer­ciante che “cam­biando giacca” e vestendo quella di respon­sa­bile d’azienda.

Il conto depo­sito – pra­tica effet­tuata anche in altri canali di ven­dita — è il modo più sem­plice per intro­durre nuovi pro­dotti ma anche per farli fal­lire. Non valo­rizza e non coin­volge i respon­sa­bili del punto ven­dita rispetto alla com­mer­cia­liz­za­zione del pro­dotto e svi­li­sce l’immagine del pro­dotto.

Nel caso/canale spe­ci­fico obbliga anche a trat­tare il pro­dotto usando vio­lenza rispetto alla volontà dei gestori delle edi­cole già pro­vata dalle anghe­rie della distri­bu­zione editoriale.

Cer­ta­mente trat­tare argo­menti di così ampio respiro in spazi così ristretti non può che essere sti­molo per la rifles­sione, l’approfondimento ed il dibat­tito; spero di aver assolto almeno a que­sto obiettivo.

Edicola

Pubblicato il 11 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Newspapers Outlook 2009

Pri­cewa­te­rhou­se­Coo­pers in col­la­bo­ra­zione con the World Asso­cia­tion of New­spa­pers ha con­dotto il New­spa­pa­pers Outlook 2009 i cui risul­tati sono stati resi pub­blici recentemente.

La ricerca è dav­vero com­pleta poi­ché affronta la que­stione del futuro dei gior­nali da più di una pro­spet­tiva ana­liz­zando sia la visione dei pub­blici di rife­ri­mento che quella dell’impresa con­tem­plando anche i biso­gni ed i desi­de­rata degli inser­zio­ni­sti e degli editori.

L’outlook ha coin­volto circa 5000 rispon­denti per quanto riguarda l’area dedi­cata ai consumatori/pubblici di rife­ri­mento men­tre sono stati inter­vi­stati 30 edi­tori dei prin­ci­pali quo­ti­diani e 10 opi­nion lea­ders respon­sa­bili delle mag­giori agen­zie di media buy­ing nel mondo. Le nazioni prese in con­si­de­ra­zione ed ana­liz­zate in maniera spe­ci­fica sono state Canada, Fran­cia, Ger­ma­nia, Sviz­zera, Gran Bre­ta­gna, Olanda e Stati Uniti; sono state, inol­tre, prese in con­si­de­ra­zione le dina­mi­che di Austra­lia, India, Ita­lia e Spa­gna. La foca­liz­za­zione sulle dina­mi­che del mer­cato euro­peo e le con­si­de­ra­zioni spe­ci­fi­che rela­tive all’Italia ne fanno dun­que un docu­mento stra­te­gico di asso­luto interesse.

Com­ples­si­va­mente vi sono noti­zie rela­ti­va­mente di con­forto per gli edi­tori tra­di­zio­nali [e di riflesso per noi miseri gior­na­lai] anche se è inte­res­sante rile­vare come vi siano approcci distinti da parte dei tre pre­ci­tati seg­menti di rife­ri­mento presi in con­si­de­ra­zione dal survey.

Cer­cando di sche­ma­tiz­zare e sin­te­tiz­zare al mas­simo seguirò la sud­di­vi­sione per com­parti pro­po­sti dalla ricerca stessa alla quale non posso che riman­dare per tutti gli appro­fon­di­menti del caso.

Le carat­te­ri­sti­che del mer­cato di rife­ri­mento:

In gene­rale, come emerge dalle due figure di sin­tesi sot­to­stanti, il cam­bia­mento del modello di busi­ness ha un impatto rela­ti­va­mente mode­sto sui ricavi degli editori,

Newspapers business model

ed anche in pro­spet­tiva la ven­dita di copie car­ta­cee e la comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria sulle stesse reste­ranno le prin­ci­pali fonti di red­dito per gli editori.

Newspapers publishing m,arket

La pro­spet­tiva dei pub­blici di rife­ri­menti – i con­su­ma­tori di noti­zie:

Al di là di piat­ta­forme e sup­porti emerge con chia­rezza come vi sia da parte dei let­tori la forte aspet­ta­tiva di essere parte del dibat­tito, della con­ver­sa­zione, sia in ter­mini di abi­li­ta­zione a com­men­tare i con­te­nuti for­niti che di ero­ga­zione dei con­te­nuti stessi. Non vi è dub­bio che la strada intra­presa da alcune pub­bli­ca­zioni sia l’unica per­se­gui­bile. I gior­nali sono con­ver­sa­zioni.

Esclu­dendo l’elemento prezzo i quo­ti­diani riman­gono la fonte d’informazione preferita.

Sep­pure le dichia­ra­zioni rese dai rispon­denti con­fer­mino come l’interesse com­ples­si­va­mente con­ti­nui ad essere incen­trato sulle “noti­zie gene­rali” emerge un chiaro inte­resse, e dispo­ni­bi­lità a pagare, per infor­ma­zioni di qua­lità e spe­ci­fi­che. Que­sta è sicu­ra­mente un’area di svi­luppo per gli editori.

Ini­zia ad emer­gere una pro­pen­sione a pagare con­te­nuti di qua­lità for­niti on line che dovrebbe cre­scere in futuro gra­zie ad una com­ples­siva mag­gior pro­pen­sione alla spesa su/via internet.

E’ invece risi­bile la pro­pen­sione e l’interesse verso gli e-readers [spe­riamo di riu­scire a chiu­dere pre­sto que­sto tri­ste ed inu­tile capi­tolo del dibat­tito sul futuro dei gior­nali] sia per le carat­te­ri­sti­che tec­ni­che degli stessi che, soprat­tutto, per i costi di con­nes­sione richie­sti dagli ope­ra­tori telefonici.

First choice of medium

La pro­spet­tiva degli inser­zio­ni­sti pub­bli­ci­tari:

Gli inve­sti­tori sono sem­pre più alla ricerca di un approc­cio inte­grato in grado di assi­cu­rare, a parità di con­di­zione, il miglior ritorno sull’investimento. E’, com­ples­si­va­mente, prio­ri­ta­ria una con­ver­sa­zione costante con la clien­tela ed è que­sto cer­ta­mente un – se non IL – punto di con­tatto con l’editoria da soddisfare.

Newspapers quote

Misu­ra­bi­lità ed affi­da­bi­lità delle misu­ra­zioni sono i punti car­dine che gui­dano, e gui­de­ranno sem­pre più, le logi­che di inve­sti­mento pub­bli­ci­ta­rio. Molti degli opi­nion lea­ders inter­vi­stati hanno dichia­rato riduzioni/contenimento degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari a causa della carenza di con­senso rela­tiva a metri­che tra­di­zio­nali e nuove. Viene rile­vato come la crisi eco­no­mica acce­le­rerà ulte­rior­mente il pas­sag­gio dei bud­get di comu­ni­ca­zione verso mezzi per­ce­piti come più affi­da­bili e misu­ra­bili. Spiace doverlo ricor­dare ma esi­steva, quasi due anni or sono, un pro­getto [“Defi­ni­zione di ana­lisi com­pa­rata di nuove metri­che per la “nuova comu­ni­ca­zione d’impresa” ed il “nuovo Mar­ke­ting”] di ricerca appli­cata che ten­deva pro­prio a que­sto obiet­tivo; un’occasione sprecata.

Di asso­luto inte­resse è lo svi­luppo in atto di pro­cessi di inte­gra­zione tra media tra­di­zio­nali e non quale è il caso dell’esempio sotto riportato.

integrazione dei media

La pro­spet­tiva degli edi­tori:

Per il futuro degli edi­tori il pas­sag­gio fon­da­men­tale in ter­mini di pro­spet­tive è rela­tivo al cam­bia­mento da una strut­tura di comu­ni­ca­zione basata sui distinti mezzi e canali ad una strut­tura fon­data sulla pro­du­zione di con­te­nuti come la figura sot­to­ri­por­tata illu­stra egregiamente.

Structural change of channel distribution

Sotto que­sto pro­filo gli edi­tori pos­sie­dono un van­tag­gio com­pe­ti­tivo rile­vante, rispetto ad attuali e pos­si­bili new comers, in ter­mini di capa­cità e di orga­niz­za­zione azien­dale per la crea­zione di con­te­nuti. Nono­stante la crisi è su que­sto aspetto fon­da­men­tal­mente che biso­gna fare leva e, se neces­sa­rio, inve­stire ulte­rior­mente. I rita­gli sono dei – dove­rosi – paliativi.

Lo svi­luppo non potrà che venire, infine, oltre che dagli aspetti sopra citati dalla capa­cità di svi­lup­pare coe­ren­te­mente con­te­nuti di nic­chia e per­so­na­liz­zati.

Qua­lora non in grado di sod­di­sfare que­sta domanda la carta stam­pata [non] avrà che il futuro che già oggi è ben deli­neato.

Qua­lun­que ricerca, di qual­siasi tipo­lo­gia, non va letta [né tanto meno uti­liz­zata per giustificare/avvallare scelte azien­dali pre defi­nite] ma deve essere oggetto di tara­ture ed inter­pre­ta­zioni ade­guate. E’ anche su que­sti aspetti, credo, che si misu­rano capa­cità e pro­fes­sio­na­lità – mana­ge­ria­lità come si suol dire in sin­tesi – dei sog­getti e delle orga­niz­za­zioni che li impiegano.

Sin­te­tiz­zando 56 pagine di report ho, ine­vi­ta­bil­mente, for­nito la mia inter­pre­ta­zione e pro­po­sto la mia per­so­nale chiave di let­tura. Del resto è ormai noto che i blog siano curati da per­sone — sog­getti – forse è que­sto che ne ha deter­mi­nato l’esplosione a suo tempo.

A vous.….….….…..

PS:  ah, se fati­cate a pro­se­guire la let­tura a video e casual­mente vi inte­res­sasse quel che viene scritto in que­sti spazi.….….…stampatevelo.

Pubblicato il 8 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Notiziabilità da prima pagina

Pie­gando e siste­mando i gior­nali ogni mat­tina ci si fa ine­vi­ta­bil­mente una ras­se­gna stampa delle prin­ci­pali noti­zie del giorno e di come ven­gono trat­tate dai diversi quotidiani.

Sta­mat­tina sono rima­sto più col­pito di altre volte dai titoli delle prime pagine di “Il Sole24 Ore”, “Il Cor­riere della Sera” ed “Il Giornale”.

In breve:

Sotto l’insegna new­sma­king cut ‘n paste si clas­si­fi­cano a pari merito cor­sera e sole che nella prima si con­cen­trano sulle dichia­ra­zioni di Mur­doch. Noti­zia dif­fusa dal Guar­dian ed ali­men­tata, anche, dal sot­to­scritto nelle prime ore di ieri.

Vince il pre­mio inve­sti­ga­tive jour­na­lism il gior­nale dedi­cando circa un quarto della prima pagina all’inchie­sta svolta su Face­book tesa ad indi­vi­duare i sosia dei famosi pre­senti all’interno del cono­sciuto social network.

ritagli

Son ritagli.….……rubati qua e là.

Newer Posts
Older Posts